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Lamezia Terme - Sulla revoca dell'assessore comunale Astorino da parte del sindaco Mascaro interviene anche l'avvocato Francesco Grandinetti, responsabile provinciale del dipartimento Giustizia, sicurezza e immigrazione di Fdi-an. 

"Senza assumere alcuna difesa in merito ma solo ed esclusivamente per onore del vero, l’avv. Francesco Grandinetti responsabile provinciale del dipartimento Giustizia-sicurezza-immigrazione di Fdi-an, rileva come la revoca dell’assessore Graziella Astorino, molto probabilmente al fine di compiacere una ben delineata compagine consiliare, sia stata posta in essere con un decreto privo di motivazione politica e carente di spiegazione giuridica.

Secondo il prevalente orientamento della giustizia amministrativa, il rapporto fiduciario tra il Sindaco (nel nostro caso un noto avvocato) e gli Assessori inizia e termina solo per volontà del primo cittadino senza necessità di alcuna spiegazione ma con l’esplicitazione di ragioni politiche connesse ai rapporti di maggioranza. Ebbene, nel caso de quo, il Sindaco ha emesso un decreto di revoca a dir poco singolare sotto il profilo amministrativo.

Sostanzialmente - fa presente Grandinetti - il primo cittadino ha rimproverato l’assessore Astorino di non aver raggiunto, sotto il profilo programmatico, gli obiettivi inerenti le materie oggetto delle specifiche deleghe assegnate con il citato decreto di nomina, tanto da determinare il venir meno del rapporto di fiducia in merito all'idoneità del nominato Assessore a perseguire gli obiettivi amministrativi fissati nel programma di mandato.

Però, come è noto, il Testo Unico degli Enti locali dispone all’art. 48 che "La Giunta collabora con il sindaco nel governo del comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali" e aggiunge "collabora con il sindaco e con il presidente della provincia nell'attuazione degli indirizzi generali del consiglio". Quindi, l’assessore, secondo il nostro ordinamento, non è un organo di governo ma partecipa alla giunta per l’attuazione del programma che all’inizio del mandato il Sindaco presenta al Consiglio comunale. Dunque, l’assessore non è responsabile individuale di obiettivi programmatici che invece sono perseguiti dalla giunta di cui il Sindaco fa parte.

Il fallimento del programma non è un fallimento individuale dell’assessore ma il fallimento del Sindaco con tutta la sua giunta e la sua maggioranza. Pertanto il decreto di revoca dell’assessore rappresenta l’apice della farsa politica di questa maggioranza che, comunque sarà l’epilogo della commissione di accesso, ha fallito tutti gli obiettivi e lascerà alla storia solo il ricordo di un teatrino dove va in scena, quotidianamente, il balletto delle poltrone di fronte ad una opposizione silente ed inesistente. Pagheranno i soliti ovvero noi cittadini che, ogni giorno, assistiamo al dramma di una città bistrattata da una politica funesta". 

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