Salta al contenuto principale

francesco-grandinetti-cons-comunale.jpg

Lamezia Terme - Il consigliere comunale Francesco Grandinetti (Fli) interviene dopo l’aggressione ricevuta da giornalisti della sua emittente televisiva nel rione denominato “Ciampa di Cavallo”. Tale episodio fa riflettere il consigliere comunale su alcune problematiche sociali che sono presenti in città.   

“Caro sindaco, Cari esponenti provinciali, Cara Commissaria Wanda Ferro, Caro presidente Scopelliti, Caro Presidente Talarico e cari consiglieri di ogni Ente e appartenenza.  Quello che è accaduto alla giornalista Nadia Donato, è il culmine, il segnale più grave di una situazione che nessuno può più accettare. Il mio scrivere non è intermini polemici o provocatori ma è nei termini di un calabrese, un lametino stanco e preoccupato che vi chiede il vostro intervento serio e immediato. Ritengo sia estremamente necessario prendere in considerazione le condizioni della struttura “Ciampa di Cavallo” che ha 105 appartamenti tutti abitati. In quelle case vivono esseri umani non ha importanza di che etnia e non conta se è l’Aterp o il comune a doversene occupare, c’è una questione di sicurezza da valutare con urgenza. Sicurezza delle abitazioni fatiscenti, insalubri e pericolanti, la sicurezza sociale, civile e igienico-sanitaria per chi vi abita e per chi è vicino a quell’area e per gli animali. I cittadini che abitano nei pressi di quelle case sono in continuo stato di allerta per tanti motivi, chi vive all’interno dell’area è nelle stesse condizioni.

Ma il dito non va puntato contro gli zingari, se pure possono avere delle colpe, ma va puntato contro l’inerzia di chi deve dare dignità ai cittadini fornendo un adeguato posto dove vivere. Quell’area va bonificata con urgenza e va preso in seria considerazione la possibilità di evacuarla per evitare di mettersi le mani ai capelli quando succedono le disgrazie. Poi non ci sarà giustificazione possibile a discolpa di chi deve e non fa. Le immagini girate dalla troupe mostrano le condizioni dello stabile e ci chiediamo quale società civile può consentire un degrado del genere? Lo stesso che sopporta Scordivillo!? Questo è un problema che non ha colore politico, ne tanto meno, si può dire io sono alla regione, io sono al provincia o io sono al parlamento. Qui è responsabilità di ogni politico a qualsiasi livello e con qualsiasi colore, perché si tratta di vite umane lasciate al proprio destino senza alcuna dignità. Spero che l’argomento non venga più messo in secondo piano e che si affronti in nei Consigli come in altre sedi per essere risolto non per tranquillizzare le acque. Sono le forze dell’ordine l’unico baluardo rimasto a difesa di certe situazioni, con la loro pazienza, esperienza e capacità, ma questi uomini se dovesse crollare qualche abitazione, ammalarsi gravemente qualche persona incendiarsi qualche sterpaglia, non posso intervenire a salvare le vite umane. Tutti insieme però si può agire per salvare il salvabile e scongiurare l’incremento della criminalità, il rischio di crolli e allagamenti e per riprendersi la stima dei cittadini che ormai sono sfiduciati e delusi dalla politica scarica barile”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.