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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale Francesco Grandinetti in merito alle dichiarazione del sindaco Speranza sul Cda Sacal.

“Le dichiarazioni del sindaco di Lamezia Terme Speranza che chiedono chiarezza sulla Sacal sono corrette ma mi lasciano perplesso. Il sindaco Speranza, citando le sue stesse parole “vuole eliminare qualsiasi ombra sull’aeroporto”. Anch’io voglio eliminare qualsiasi ombra sulla Sacal, per di più perché ancora una volta le dichiarazioni del sindaco, che tenta in corner di salvaguardare alcuni del Cda, stanno facendo cadere la Sacal in una voragine negativa d’immagine in tutta Italia indicandola come una società non trasparente e permeabile alle infiltrazioni mafiose. E’ vero, che ci sono state dichiarazioni di pentiti che hanno indicato il già vicepresidente come il personaggio politico con il quale una cosca di Lamezia “avrebbe gestito appalti, noleggi auto, ed assunzioni”. E per tale ragione è opportuno fare chiarezza andando in fondo ad ogni pratica che possa avere anche piccoli indizi di comportamenti illegali facendoli emergere per dare le giuste responsabilità a chi li ha commessi. Ma non è con le dimissioni che si fa chiarezza, ma con il lavoro incessante dei componenti del Cda e dei revisori. Infatti lo stesso Cda, come ben si sa, ha già dato mandato (con la presenza del dimissionario d’Ambrosio) all’Organismo di Vigilanza Sacal nella persona del presidente avv. Valeria Battista, di valutare la correttezza di ogni pratica adottata fino ad oggi. Il sindaco può stare certo, che fin quando ci sarò io, ma vale anche per gli altri, se si dovessero individuare irregolarità non si esiterà un solo minuto per denunciarle alla Procura della Repubblica.

Ma ritornando alle dichiarazioni dei pentiti, non ce ne sono state altre che affermano che ci sono stati voti comprati alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale del 2005 e del 2010? Non ci sono state intercettazioni, per quanto emerso nella operazione Medusa, dove si parla di “voti comprati da candidati consiglieri comunali nel 2010 alcuni dei quali siedono attualmente fra i banchi della civica assise ed altri che invece non sono stati eletti”? Non si parla anche di un imprenditore costretto a pagare il 3% alle cosche? E che questa impresa ha lavorato anche per il comune di Lamezia Terme e per la Multiservizi fino a che non è stata interdetta dalla prefettura? Allora sarebbe meglio dimetterci tutti da consiglieri comunali per fare chiarezza e levare ogni dubbio sulla correttezza dell’elezione, e non solo. Alternativamente perché il Sindaco non chiede l’intervento del Prefetto per fugare ogni dubbio? Bisogna finirla con il professionismo di maniera dell’antimafia da parte dei politici. Lasciamo che le indagini abbiano il loro corso ed una volta finite che la magistratura si comporti di conseguenza. Che senso hanno le dimissioni di consiglieri per evidenziare discontinuità quando poi lo stesso sindaco dice che le dimissioni di tutto il Cda “non preclude in alcun modo la possibilità di confermare nelle nuove nomine del Cda anche le stesse persone sulla base della chiarezza?" Dunque è solo un problema di forma e non di sostanza? Chiedo comunque al Presidente della Sacal Colosimo di convocare con urgenza un Cda e pensare ad una riunione dell’assemblea dei soci dove si possano prendere decisioni condivise su tutto ed allontanare una volta per tutte le nuvole nere che per meri fini politici si stanno abbattendo sulla Sacal procurando danni all’immagine complessiva dell’aeroporto e di Lamezia. Lasciamo che il lavoro delle forze di polizia e della magistratura faccia il proprio corso e che individui, qualora ce ne siano, le colpevolezze personali su fatti illeciti senza fughe in avanti, rispettando così il principio costituzionali delle responsabilità individuali”.

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