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Lamezia Terme - Con il voto della maggioranza il Consiglio comunale di Lamezia ha approvato una TARI che aumenta il carico su famiglie e imprese, restringe le tutele per i nuclei con disabilità grave e non offre un piano di miglioramento del servizio. "Per noi - scrivono i consiglieri comunali di Pd, Azione e Per Vivere Bene - quella della maggioranza è una scelta politica precisa: aumentare il carico su famiglie e attività economiche, ridurre una tutela sociale fondamentale per i nuclei con disabilità grave, respingere una proposta alternativa più equa e farlo senza che dagli atti risulti un corrispondente piano di nuovi investimenti nel servizio rifiuti. I dati sono chiari e non lasciano spazio alla propaganda. Per il 2026 gli atti riportano aumenti medi di circa il 6,2% per le utenze domestiche e del 17% per le utenze non domestiche, a fronte di un gettito previsto pari a 13.450.463,21 euro".

"Questo significa una cosa molto semplice - proseguono - la maggioranza ha scelto di scaricare sui cittadini e sul tessuto economico locale il peso di costi pregressi e oneri contrattuali che non corrispondono a un miglioramento reale del servizio. Ancora più grave è il fatto che, sempre dagli atti, non sono previsti nuovi investimenti nel servizio rifiuti per il quadriennio 2026- 2029. Dunque i cittadini pagheranno di più, ma non per avere un servizio migliore. Questa non è programmazione. Questa non è visione amministrativa. È una manovra di pura copertura costruita sulle spalle della città. Questo è il punto politico vero, che la maggioranza tenta di nascondere: non siamo di fronte a una scelta di rilancio del servizio, ma a una manovra di pura copertura scaricata su famiglie e imprese.

Ma c’è un aspetto ancora più grave, perché colpisce direttamente i nuclei più fragili. La delibera 2026 restringe le agevolazioni previste per i soggetti con disabilità grave. Nel 2025 era prevista una esenzione totale del 100% senza limiti reddituali; nel 2026 si passa invece a un sistema molto più restrittivo: esenzione totale solo per ISEE inferiori a 9.530 euro e riduzione del 50% per ISEE tra 9.530 e 18.000 euro"

"Non si tratta di un dettaglio tecnico ma la scelta di una maggioranza che ha ridotto una protezione che prima era piena per una categoria particolarmente delicata. La stessa maggioranza non si è limitata ad approvare aumenti e tagli ma ha anche bocciato l’emendamento con il quale avevamo chiesto di approfondire e di svolgere le verifiche necessarie considerato che una questione tanto delicata non aveva potuto essere esaminata adeguatamente neppure nelle commissioni consiliari".

"La richiesta nasceva dalla necessità di valutare con maggiore attenzione l’impatto concreto della manovra sulle diverse categorie. L’aumento medio del 17% per le utenze non domestiche, ad esempio, riguarderà realtà molto diverse tra loro, dai supermercati agli studi professionali e commerciali. Proprio per questo ritenevamo necessario approfondire i criteri adottati e verificare se fosse possibile immaginare interventi non lineari, ma graduati e differenziati in relazione alle situazioni concrete. Ad ogni modo noi continuiamo a credere che un'Amministrazione debba chiedere sacrifici ai cittadini solo quando è in grado di dimostrare che quei sacrifici si tradurranno in servizi migliori, maggiore efficienza e più equità.

"In questa delibera, invece, vediamo più costi, meno tutele e nessuna prospettiva di miglioramento del servizio di fatto hanno scelto di colpire la città due volte, economicamente e socialmente. Fa pagare di più famiglie e imprese. Ha ridotto una tutela per i più fragili. E lo ha fatto senza offrire in cambio alcun miglioramento del servizio. Più tasse, meno tutele, zero investimenti: questa è la vera fotografia della TARI 2026 voluta dalla maggioranza di Mario Murone".

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