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Lamezia Terme – “Pini mai potati, mai diradati, mai una manutenzione ordinaria e straordinaria, il tutto lasciato nello stato di selvaggio abbandono umano e degrado dilagante”. E’ questa la riflessione dell’agronomo Saveria Sesto in riferimento alla pineta di Lamezia Terme.

“Nessuna amministrazione passata e attuale – spiega - si è mai preoccupata di salvaguardare questo polmone verde che si estende dalla Marinella a Ginepri, solo banali interventi di svuotamento dei cestini o sostituzione delle corde per delimitare passaggi dei pedoni e qualche dissuasore per le auto regolarmente parcheggiate fin sotto il lungomare. Tanto nessun controllo, nessun divieto, tutto selvaggiamente libero di buttare rifiuti, di parcheggiare auto a ridosso del lungomare e sui marciapiedi. Meglio l’Amministrazione del passato si è occupata della fascia verde litoranea ma solo per capitozzare e mutilare gli eucalipti per ricavarne truciolato da biomassa. I pini secchi, caduti, morti e spelacchiati nella vegetazione apicale non sono stati all’uopo interessanti. Questo – secondo l’agronomo - ci è dato constatare, la pineta litoranea, aldilà dei proclami elettorali, non rientra nei programmi di governo della città. Ci si chiede come si possano restituire le risorse dei fondi del Pnrr che avrebbero consentito – afferma ancora - il recupero e rinaturalizzazione della fascia frangivento con annesso parco della salute ed area attrezzata per il benessere? Chi scrive ha fornito gratuito lavoro per una scheda -progetto, insieme ad altri progettisti che avrebbe quanto meno salvaguardato il verde e i suoi servizi destinati per il benessere di quest’area. L’amara verità è che la pineta litoranea- lungomare non rientra nel programma di governo”.

C’è poi un raffronto con la pineta di Sibari: “Una pineta che si estende per diversi chilometri, pulita, con alberi regolarmente potati e diradati, con accessi ai turisti per i lidi, attrezzata per la mobilità sostenibile e con una distesa di gigli di mare sulla sabbia che nessuno tocca, estirpa e porta a casa. Questo quando si comprende il valore di una pineta litoranea che apporta e moltiplica il valore delle case e dei lidi, producendo benessere collettivo per frescura, decoro urbano, bellezza e si tutela un polmone verde, ristoratore d’estate e protettivo d’inverno dalla salsedine”.

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