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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo consiliare Progetto Lamezia a firma di Vittorio Paola (capogruppo), Eugenio Carnovale, Emilio Vescio (questi tre in primo piano nella foto in alto, ndr), Giandomenico Crapis, Nicola Palazzo e Antonello Sdanganelli sull'ultimo consiglio comunale in cui si doveva avviare la discussione sul Psc (Piano Strutturale Comunale, ndr) .

"All’ultimo consiglio il centrosinistra aveva dimostrato alle opposizioni tutta la sua disponibilità perché  si creassero le condizioni per un dialogo sereno e costruttivo, concedendo loro una sospensione dei lavori sul nulla ad inizio seduta, quando esse non avevano i numeri per boicottarla se non la fuga. Questa disponibilità purtroppo mal è stata ripagata: le opposizioni hanno infatti messo in moto una tecnica dilatoria, non dieci minuti di sospensione, ma quasi un’ora per prendere tempo, far giungere i consiglieri assenti, preparare un odg di rinvio. Al di là di tutto questo il dato vero della situazione politica cittadina, come emerge dalle ultime mosse, è non solo che la maggioranza, per il cambio di campo di alcuni dei suoi, non ha i numeri per fare la maggioranza, ma che l’opposizione variegata e plurima non ha però i numeri per mandare a casa l’amministrazione. Per queste ragioni il sindaco aveva proposto un confronto politico senza rete nell’interesse generale della città su alcune questioni prioritarie, come il nuovo piano regolatore e la sistemazione dei rom. Ed era con questo spirito che  noi siamo andati in consiglio: per avviare una discussione sul piano strutturale, non certo per approvare alcunchè, un dibattito che aiutasse a determinarne le tappe, disegnare un percorso di approfondimento e di modifica avvalendosi anche dell’apporto dei tecnici e del professor Crocioni. Tutto fuorchè una logica del prendere o lasciare. Purtroppo in aula ha prevalso il tatticismo politico, quello della minoranza di centrodestra (ad eccezione della Benincasa) e quello della componente  del cambio di campo, visto che tutti insieme lasciavano l’aula dopo che il loro documento dilatorio non era passato.

Fa specie in tutto questo ancora una volta l’atteggiamento del consigliere Spinelli, al quale il gruppo progetto lamezia aveva affidato il ruolo di componente della commissione urbanistica, proprio per le sue competenze professionali, disattendendo completamente tale mandato, ha  disertato in questi tre anni quasi ogni appuntamento di discussione che riguardava il suddetto piano; mai si è preoccupato di sollecitarne chiarimenti, astenendosi sistematicamente dagli incontri con progettista e tecnici, forse distratto da altri intendimenti. Assente a quasi tutte le sedute, oggi si erge  a censore sottolineando presunti mancati approfondimenti, e si anima di un attivismo un po’ dubbio, vedremo in consiglio se ci sbagliamo. Dopo anni di confronto sul Psc, tra consiglieri, tecnici, ordini professionali, associazioni, dopo incontri pubblici e privati, conferenze, decine e decine di riunioni dei consiglieri di maggioranza, dopo i faccia a faccia tra i progettisti e i singoli gruppi consiliari, o tra singoli consiglieri e il prof. Crocioni su fatti specifici o sulle manifestazioni d’interesse, ci vuole una buona dose di temerarietà per venire a raccontare la favola della mancata trasparenza, forse non interessa discutere, interessa far cadere il sindaco con cui è stato eletto, venendo meno al mandato al mandato elettorale sul quale aveva chiesto il voto e anche alle dichiarazioni che più volte ha fatto il consiglio di sicura lealtà a Speranza.

Noi pensiamo che il  PSC tutto vada discusso e argomentato con la massima trasparenza nella sede istituzionale del consiglio comunale, supportato da un processo di disamina e anche di proposta dalla commissione urbanistica nel congruo lasso di tempo che va da qui alla fine di luglio 2013. Questa è la sede dove svolgere un lavoro utile e minuto di verifica ed emendamento della proposta iniziale. Qui occorrerà confrontarsi e caso mai dividersi, alla luce del sole. Tutto il resto è tatticismo politico deteriore, di cui si rendono artefici sia alcune forze politiche di opposizione, sia alcuni singoli, in cerca d’autore per la prossima recita elettorale. Un tatticismo, questa è la cosa più grave, che si mette sotto i piedi gli interessi dei cittadini".

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