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Lamezia Terme - Ormai da tempo compaiono sulla stampa e nei social network commenti sulla situazione amministrativa di Lamezia e sull’imminenza delle consultazioni elettorali per la scelta del nuovo Sindaco. La quasi totalità di tali esternazioni lamenta gravi inadempienze della Giunta uscente, dimenticando, evidentemente, che tutte le Amministrazioni che si sono succedute alla guida della nostra Città, e non solo esse, hanno la responsabilità del sin qui evidente fallimento del progetto Lamezia. In più occasioni, sia sulla stampa che in pubblici incontri ed ancor più nei miei tanti contatti privati, ho avuto modo di esprimere, con chiarezza e senza reticenze, il mio pensiero al riguardo.

La prima causa di questa situazione va identificata nell’indifferenza dei cittadini che, di elezione in elezione, si sono fatti guidare, nella scelta delle varie Amministrazioni, da pregiudizi ideologici, da rapporti di amicizia, da vuoto clamore propagandistico, da clientelismo, ma mai dall’attenzione per i propri interessi collettivi che, guarda caso, coincidono con quelli della Città. E’ sempre mancata la concordia tra le varie aggregazioni politiche e sociali lametine ne è mai emersa una seria concordanza di intenti circa l’identificazione dei reali  problemi di Lamezia e delle loro possibili concrete soluzioni, così lasciando il timone della nave a chi non ha potuto o saputo o voluto fare.

Ci si è persi in polemiche inutili ed in iniziative altrettanto inutili, lamentando inerzie altrui e dimenticando che la mancata realizzazione di quella grande Città, al servizio della Regione, che avrebbe dovuto essere Lamezia, non dipendeva solo ed esclusivamente dalle varie istituzioni sovraordinate, interessate piuttosto alla difesa della propria supremazia e dei propri interessi, né da quelle locali, tante volte condizionate da pressioni esterne supinamente accettate da chi aveva il dovere, ed avrebbe dovuto avere la forza ed il coraggio di contrastarle e di respingerle con sdegno.

Lamezia non si è realizzata perché è mancata nel suo “Popolo” la forza di unire cittadini, istituzioni pubbliche e private e categorie professionali, imprenditoriali e di lavoratori, per scegliere rappresentanti capaci e competenti, orgogliosi e gelosi della propria appartenenza, interessati solo ed esclusivamente al bene comune, liberi da vincoli ideologici e di morale subordinazione, impermeabili alle interessate pressioni esterne, non condizionati da ansie carrieristiche, coraggiosi nella conduzione della cosa pubblica verso i traguardi importanti e preventivamente individuati, a partire dalla soluzione dei veri problemi e dei concreti bisogni dei Cittadini e della Città. Solo se i Lametini sceglieranno uomini immuni da ansie di carriera, competenti e capaci, con un severo esame di professionalità e di merito, di lealtà e di coraggio, di forza e di onestà intellettuale, di asetticità alle ideologie ed ai pregiudizi, sarà possibile, dopo ben quarantacinque inutili anni, intraprendere il cammino che immaginava chi Lamezia ha voluto ed in essa ha fermamente creduto. Questa potrà essere l’unica risposta alla domanda formulata nel titolo di questa mia breve riflessione.

Basilio Perugini

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