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Lamezia Terme - Ha avuto come titolo “#AcquaRAGGIA - L’incredibile storia delle tariffe illegittime Sorical e della malagestione  della Multiservizi” l’incontro organizzato dai militanti lametini del Meetup 5 stelle in sala Prunia, in occasione del quale è stata presentata la raccolta firme relativa ad una petizione lanciata 3 settimane fa, per l’acqua pubblica con scorporo del sistema idrico cittadino dalla Multiservizi e il distacco da Sorical con autoapprovigionamento delle risorse idriche locali. Raggiunte le 200 firme la petizione sarà presentata all’attenzione del consiglio comunale. Relatori dell’incontro il deputato pentastellato Paolo Parentela, l’avvocato Giuseppe D’Ippolito, l’avvocato Salvatore Gullì, il componente del Movimento per l’acqua pubblica Giovanni Di Leo.  

Parentela sottolinea il silenzio di Abramo e Ciconte di fronte alla questione Sorical e ai “milioni di euro versati dai contribuenti senza nessun investimento fatto”. Lunga in realtà la storia delle cosiddette “tariffe illegittime”, dipanata in un dettagliato intervento da Di Leo: tutto parte con la Legge Galli n.36/1994 che prevede l’adeguamento delle tariffe per il sistema idrico integrato, che avveniva in Calabria, come in altre regioni, con gestione disgiunta. La Legge 172 delegava al CIPE l’adeguamento delle tariffe idriche. Le cose si svolgono regolarmente fino al 31 Ottobre 2004, cioè fino a quando in Calabria l’acqua è gestita da un ente di diritto pubblico, e le tariffe, fra le più basse d’Italia, consistono sostanzialmente in un rimborso spese. Ma dal 1 Novembre 2004 la gestione passa ad una società mista: il 53,50% del servizio gestito dalla Regione e il 46,50% dalla spa francese Veolia. E da lì subentrando logiche di profitto le tariffe cambiano: a prescindere dall’errata conversione da lire in euro che viene solo tardivamente rilevata, a opera dalla Corte dei Conti, vengono fatti pesare presunti investimenti previsti e l’aumento del tasso d’inflazione, e si verifica una situazione in cui nel solo 2008 si verifica un esborso complessivo pari a 37 milioni di euro. Finché il 24 luglio del 2009 una sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che la disciplina della tariffa idrica è competenza esclusiva dello Stato. Ma le tariffe non vengono ricalcolate. Neppure al 2011, quando l’ente incaricato diventa l’A.E.E.G. (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas). Nel 2012 poi Veolia diventa socio privato di Sorical.

E, secondo Di Leo, “Si continuano a fare adeguamenti tariffari su tariffe già a loro volta illegittime”. Poi la delicata questione della Multiservizi che, subentrando nella mediazione economica come società privata, secondo D’Ippolito, “rispetto alle tariffe Sorical già viziate apporterebbe un ulteriore incremento per raggiungere un utile d’impresa”.  E sempre secondo D’Ippolito non corrisponderebbe a verità la voce diffusa secondo la quale i bilanci per la gestione della risorsa idrica sarebbero in passivo perché “la gente non paga l’acqua”. Secondo calcoli effettuati sui dati di bilancio pubblicati in rete dalla stessa Multiservizi e raccolti diligentemente dal pentastellato, la cosa sarebbe impossibile o comunque molto poco chiara: come il numero reale dei dipendenti dell’azienda, che varierebbe da 9 a 26 a seconda dei diversi documenti prodotti.

G.D.S. 

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