
Lamezia Terme, 10 febbraio - Ci ha pensato quando era in Guatemala alla sua candidatura. Era cosciente, delle critiche anche della magistratura “che non sempre è aperta alle novità”. Sulle note di “Bella Ciao” alle 20:01 arriva il candidato Antonio Ingroia, in un gremito teatro Umberto. Appena appare sul palco il leader del movimento “Rivoluzione Civile”, la sala si alza in piedi. Batte le mani. Si emoziona al suo ingresso. Cravatta rossa e barba sapientemente incolta. Per 45 minuti ha risposto alle domande del giornalista Antonio Chieffallo sui suoi avversari e sul suo movimento.

“Berlusconi è già politicamente finito” ha detto “è già uscito di scena, non può, anche per ragioni anagrafiche rimanere ancora sulla scena”. Su Monti, ha detto “che anche se la persona ha un profilo impeccabile, l’Italia non è uscita dalla crisi finanziaria, anzi, è peggiorata”. Per Ingroia “deve cambiare il sistema e non le persone”. Sul versante politico, ha detto che “bisogna cancellare la cattiva politica e liberarla dal grumo di potere e dal fortino che si è creata per tutelare le banche, i giornali e le televisioni. E bisogna entrare in quel fortino e attaccare la casta che ha affamato gli italiani”.

Per il magistrato, ora candidato premier “in queste elezioni si può fare qualcosa di nuovo e di diverso rispetto alle solite elezioni. Non sono già finite. Il risultato elettorale - ha precisato - ancora non si sa”. “Il movimento di Grillo - ha detto - rappresenta qualcosa di nuovo, ma a differenza di Rivoluzione civile è solo protesta e non proposta”. Sul fronte delle mafie, per Ingroia “non si è riusciti a liberarsi di queste, perché in Italia non siamo mai riusciti ad avere una classe dirigente degna di questo nome.” Per il leader di Rivoluzione Civile “la classe dirigente è compromessa sempre di più con i sistemi criminali. E la corruzione - ha concluso - sta divorando, l’economia, la politica e l’anima di questo Paese”.
Maria Arcieri
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