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Lamezia Terme - L’inquinamento marino torna al centro del dibattito pubblico a Lamezia Terme. Le condizioni del litorale, da tempo oggetto di segnalazioni e preoccupazioni da parte di cittadini e operatori, spingono ora anche la politica locale a chiedere risposte chiare e interventi concreti.

I consiglieri comunali del Partito DemocraticoFabrizio Muraca, Lidia Vescio e Gennarino Masi hanno presentato un’interrogazione a risposta orale rivolta al Sindaco, accendendo i riflettori sulle criticità ambientali che interessano la costa lametina. Dalla qualità delle acque al funzionamento degli impianti di depurazione, fino alle azioni di controllo e prevenzione, l’iniziativa punta a fare luce sulla gestione del territorio e sulle misure adottate per tutelare ambiente, salute pubblica e sviluppo turistico.

"La tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi - precisano - costituisce un principio fondamentale della Repubblica, sancito dall'articolo 9 della Costituzione, come modificato dalla Legge Costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, che ne affida la salvaguardia anche "nell'interesse delle future generazioni". La giurisprudenza costituzionale, anche prima della citata riforma, ha costantemente riconosciuto l'ambiente come un "diritto fondamentale della persona ed interesse fondamentale della collettività", la cui tutela è preordinata alla salvaguardia della salute umana ai sensi dell'art. 32 della Costituzione. Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (c.d. "Codice dell'Ambiente") stabilisce, quali principi cardine dell'azione pubblica e privata, i principi di precauzione, azione preventiva, correzione prioritaria alla fonte dei danni ambientali e il principio "chi inquina paga". La salvaguardia del litorale e delle acque marine rappresenta una priorità strategica per il territorio di Lamezia Terme, rivestendo un'importanza cruciale non solo sotto il profilo della salute pubblica, ma anche per lo sviluppo economico, turistico e per la qualità della vita dei cittadini".

"La materia della "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" - sottolineano - rientra nella competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. La normativa statale, in particolare il D. Lgs. 152/2006, definisce standard di tutela uniformi e inderogabili su tutto il territorio nazionale, che fungono da limite per la disciplina dettata dalle Regioni e per l'azione amministrativa degli enti locali. La disciplina degli scarichi idrici e la tutela delle acque dall'inquinamento sono parte integrante di tale competenza esclusiva statale. La Corte Costituzionale ha censurato normative regionali che, anche in via provvisoria, consentivano lo sversamento in mare di reflui non depurati, ritenendole in "macroscopico" contrasto con la normativa nazionale ed europea. L'art. 105 del D. Lgs. 152/2006 prescrive che le acque reflue urbane siano sottoposte, prima dello scarico, a un "trattamento secondario o ad un trattamento equivalente" e, per agglomerati di dimensioni minori, quantomeno a un "trattamento appropriato". La giurisprudenza ha chiarito che un semplice sistema di grigliatura non costituisce un "trattamento appropriato". Gli enti locali, in base al D. Lgs. 152/2006 e alle normative regionali di attuazione (quali il Piano di Tutela delle Acque), sono titolari di funzioni fondamentali in materia di gestione dei servizi ambientali, controllo del territorio e attuazione delle politiche di sostenibilità, agendo quali presidi essenziali per garantire il rispetto della legalità ambientale". 

Secondo i consiglieri del Pd "Persistono significative criticità lungo il litorale lametino, con segnalazioni ricorrenti di fenomeni di inquinamento marino che destano preoccupazione nella cittadinanza e compromettono la fruibilità della costa. Tali fenomeni potrebbero essere riconducibili, tra le altre cause, a scarichi non conformi alla normativa vigente, derivanti da un sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue non pienamente efficiente o adeguato agli standard imposti dal D. Lgs. 152/2006. Appare pertanto improcrastinabile una verifica puntuale dell'effettiva attuazione delle disposizioni normative sopra richiamate e dell'efficacia delle azioni di prevenzione, gestione e controllo intraprese a livello comunale". Per questo gli stessi interrigano il Sindaco per sapere con urganza "Quali specifiche iniziative, anche di carattere straordinario, siano state intraprese nell'ultimo biennio per prevenire e contrastare l'inquinamento marino lungo il litorale di competenza e per garantire la pulizia e il decoro delle spiagge. Se siano stati effettuati e con quale frequenza monitoraggi sulla qualità delle acque marine antistanti il litorale lametino, e quali siano i risultati dettagliati degli stessi, con particolare riferimento al rispetto dei valori limite stabiliti dalla normativa vigente. Se il sistema di depurazione delle acque reflue urbane a servizio del territorio comunale garantisca un "trattamento secondario o equivalente" o, quantomeno, un "trattamento appropriato" ai sensi dell'art. 105 del D. Lgs. 152/2006. Se siano presenti impianti che effettuano un trattamento di mera grigliatura e, in caso affermativo, quali interventi siano programmati per il loro adeguamento, con relativo cronoprogramma, alla luce dell'inderogabilità degli standard di tutela. Quali azioni di vigilanza, controllo e sanzione siano state adottate nei confronti di scarichi illegali, sversamenti abusivi o altri comportamenti illeciti lesivi dell'ambiente marino e costiero, e quali ne siano stati gli esiti. Se l'Amministrazione abbia promosso o intenda promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, istituti scolastici e operatori economici sui temi della tutela del mare e della corretta gestione dei rifiuti. Quali progetti, finanziati con fondi comunali, regionali, nazionali o europei, siano previsti per incentivare pratiche sostenibili (es. riduzione della plastica, economia circolare) e per migliorare complessivamente la qualità ambientale del territorio comunale. Quali forme di collaborazione siano attive o in via di definizione con enti sovracomunali (Regione Calabria, Provincia), l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL), SORICAL, ARRICAL, organismi scientifici e associazioni ambientaliste per affrontare in maniera strutturata e sinergica le problematiche ambientali del territorio".

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