
Lamezia Terme - Nemmeno la data del 25 Aprile è stata foriera dell'atteso annuncio del sindaco di Lamezia, Mario Murone, in merito alla nomina dei nuovi assessori. Non si esclude che dopo la pausa per la Festa della Liberazione, il primo cittadino possa chiudere il cerchio. Siamo alle indiscrezioni che, come tali, "raccontano" di una impasse legata al nominativo di genere che sta causando non pochi disagi e ritardi. Fratelli d'Italia, in primis con Wanda Ferro, non intende in alcun modo indicare una donna, forse anche per oggettive difficoltà nell’individuazione.
In via "ufficiosa", un motivo chiaro ed evidente ci sarebbe: il Partito avrà ritenuto che avevano l'assessora Giulia Bifano e quella doveva rimanere, anche perché un'altra nomina al femminile delegittimerebbe loro stessi e quello che fu il suo operato. Quanto accaduto nella realtà dei fatti, non è dato sapere. Ovvero, i motivi reali di quelle dimissioni. Tant'è che oggi, dunque, Fdi indica solo un nome maschile e non vuole sapere altro. Il nome, come da noi ampiamente anticipato, è quello dell'avvocato, Cesare Materasso che rimane in pole position. Tuttavia, nonostante il "beneplacito" della sottosegretaria catanzarese, all'interno del partito meloniano di Lamezia non si trova la "quadra" non essendo tutti d'accordo sull'indicazione "impartita" dalla Ferro. E poi, al di là delle beghe interne a Fdi, nelle ultime ore pare che se dovesse passare l'indicazione di Materasso, il sindaco potrebbe “accollarsi” direttamente la scelta di genere. Una decisione che se dovesse verificarsi potrebbe tradursi nel sacrificio dell’altra delega attualmente sempre in quota a Fdi? In sostanza, Murone potrebbe dire: insistete con un maschio? Ok. Allora se maschio deve essere e indicate Materasso, lasciate a me il “compito” di indicare una donna. A quel punto, ci sarebbe dunque la sostituzione della casella di Fratelli d'Italia con un passaggio di testimone.
Siamo, ovviamente, nel campo di una delle ipotesi. Suffragata tuttavia dalla circostanza che vede "Lamezia Domani" indicare solo nomi maschili. Avevamo anticipato della scelta che potrebbe ricadere sui due attuali consiglieri comunali, Francesco Caruso e Mimmo Gianturco, con l'aggiunta di Salvatore Vescio. Ora pare che il campo si sia leggermente ristretto. Rimangono in pista Gianturco e Vescio con quest'ultimo che sarebbe più gradito al sindaco.
Anche questi nodi, in definitiva, stanno rallentando la scelta del primo cittadino. Bilancio e Opere pubbliche sono due deleghe "pesanti". Pensare di poterne ancora fare a meno, ci sembra un esercizio azzardato. E senza peraltro aver palesato le intenzioni, da parte del primo cittadino, su cosa fare con un'altra delega, quella dei Servizi sociali. Delega che, essendo previsti 7 assessori (3 donne e 4 maschi) dovrebbe essere “accorpata” ad un altro assessorato.
Antonio Cannone
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