
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 4 dicembre - "Welfare, questo sconosciuto. Letteralmente benessere, in Italia indica lo stato sociale che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile. Assistenza pubblica, dunque, che spazia dalla sanità al sociale, passando per l’istruzione e per l’accesso alle risorse ambientali e culturali. Il comune di Lamezia ha fatto della politica del welfare una bandiera, fin dalla prima elezione di Gianni Speranza. In particolar modo, questa amministrazione ha sempre voluto rimarcare il vanto per la sua particolare attenzione sullo stato sociale inteso, in termini stretti, ai servizi sociali erogati ai non autosufficienti e alle famiglie in comprovato stato di bisogno assistenziale, come è giusto che sia. La valutazione del nostro movimento è alquanto oggettiva: non ci si può vantare dell’attenzione al welfare, essendo lo stesso un valore etico e morale cardine della politica di comunità. E se, l’ostentazione di questa attenzione volesse rimarcare il concetto che le politiche del welfare siano esclusivamente di sinistra, la sinistra ha forse dimenticato la storia. A nostro avviso l’amministrazione Speranza, sotto questo punto di vista, ha operato giusto in maniera ordinaria, non certo in modalità tali da gridare ad uno stravolgimento delle politiche sociali, anzi, ci sarebbe ancora molto da lavorare, migliorando l’attuale gestione delle politiche del welfare ed approvando, finalmente, il quoziente familiare, la cui proposta presentata più di un anno fa dalla minoranza, rimodulerebbe in una logica a misura di famiglia gli importi di tasse, tariffazioni di accesso ai servizi comunali come i nidi, le scuole infanzia, i servizi socio-assistenziali e i trasporti, nonchè quelli relativi ai sistemi contributivi di sostegno. D’altro canto, al giorno d’oggi, bisognerebbe chiedersi se di una buona politica sociale non ne abbia bisogno, ormai, l’intera comunità, cittadini, operatori commerciali ed imprese, gravati da troppo tempo da disoccupazione dilagante, minimizzazione dei redditi e calo eccessivo del potere d’acquisto della moneta. In tempi di crisi, la vera politica sociale deve essere a favore di tutti: di fatto, non esiste più il ceto medio e i cittadini sono esasperati. In città, c’è chi non ha lavoro e deve pagare fitti e muti, c’è chi il lavoro ce lo ha ancora, ma non arriva alla seconda metà del mese facendo difficoltà a sfamare i propri figli. C’è, ancora, chi ha una sua unità produttiva o commerciale, ma non gode più della disponibilità economica degli acquirenti ed è sommerso solo dalle tasse. In questo stato di cose, dettato da un particolare momento storico di crisi mondiale, il Comune può e deve intervenire a favore dei cittadini e delle imprese lametine. Pochi ma piccoli accorgimenti, in questa fase, potrebbero essere d’aiuto e di largo respiro per tutti. Una proposta che Labor lancia e che spera sia presa in considerazione dall’attuale amministrazione comunale: a partire dal primo gennaio, dunque, la defiscalizzazione alle unità produttive-commerciali, con esenzione o rimodulazione della tassa per i rifiuti solidi urbani (TARSU), quella per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), l’imposta sulla pubblicità e le pubbliche affissioni e le tariffe idriche. Per i cittadini, invece, esenzione o rimodulazione di Tarsu, tariffe idriche, tariffe mensa scolastica e quelle relative all’ accesso agli asili e ai trasporti pubblici, nonché esenzione totale dal pagamento della sosta nelle “strisce blu”. Solo in questo modo si può dare nuova spinta propulsiva al commercio locale e un aiuto concreto ai concittadini spiace, invece, che in tempi già duri l’attuale maggioranza abbia respinto la proposta di abbassare l’aliquota Imu al 2 per mille, così come hanno fatto oltre millecinquecento comuni italiani, forse più attenti al disagio economico-sociale che si sta vivendo e forse più ancorati ai valori tradizionali, come quello della casa, un diritto sacrosanto ed inviolabile per tutti".
Alessandro Cordiano, coordinatore cittadino movimento Labor
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