
Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Felice Lentidoro per quanto riguarda la linea espressa da Giandomenico Crapis, segretario cittadino del Circolo Sel Lamezia, sul Piano Strutturale Comunale che dovrebbe essere discusso e approvato in cosiglio comunale.
"Che Lamezia abbia bisogno di uno strumento urbanistico che le dia vivibilità e che rimedi, per quanto possibile ai danni finora procurati è indispensabile. Quello che ci continua a sembrare strano è che nelle valutazioni ed esternazioni di questi ultimi giorni non si fa menzione alcuna al gran numero di vani vuoti che la nostra città conta insieme al numero di vani abusivi. Partendo da tali considerazioni l'attenzione andrebbe posta a ridare dignità ai centri storici e alle zone urbanizzate mentre con grande chiarezza diciamo che bisogna sfatare il mito che più si costruisce nuovi palazzi e più significa che le cose vanno meglio. Non è cosi. La nostra città ha bisogno di decoro, di armonia urbanistica, di freno alle nuove costruzioni. Ma ha invece fame di grandi investimenti urbanistici per i centri storici, le periferie, le grandi aree degradate. La messa in sicurezza del territorio, delle strutture pubbliche, delle scuole. E' qui che bisogna concentrarsi, senza fare ulteriori danni. Perché per noi le costruzioni di Piazza delle Repubblica, l'aver sacrificato il verde pubblico alle famose villette, l'aver dismesso gran parte del verde di piazza D'armi è un danno per la comunità. Com'è un danno che si sia permesso di costruire in zone che, pur non essendo tecnici, riteniamo a rischio come quelle troppo vicine ai corsi d'acqua ed ai fiumi. Tra le altre prese di posizioni ha destato il nostro interesse quella dell'amico e compagno Giandomenico Crapis, che sembra prendere le distanze dalle posizioni iniziali e persino dal nostro grande progettista. Non possiamo che essere contenti. Averlo tra le fila di chi sostiene da sempre consumo zero del territorio, occhio ai centri storici, rispetto del verde non può che rallegrarci. Ma perché il segretario di Sel non ha detto la sua quando si è dato il permesso di costruire a piazza della Repubblica? Perché non ha fatto sentire la sua voce autorevole quando si sono anteposti interessi privati (villette) a quelli collettivi? Perché su piazza D'armi non dice l'obbrobrio partorito ed il malcontento diffuso generato? Cosi come l'aver ristretto le strade cittadine anche dove non c'era alcuna necessità ed aver dato corso ad una viabilità che rende la nostra città sempre più ne caos?".
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