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Lamezia Terme - “Sarà la Commissione d’accesso a valutare se vi siano i presupposti per lo scioglimento, ma penso che il loro arrivo sia già una sconfitta, perché la Commissione non arriva in un Comune dove non ci sono problemi. Avevamo già detto la nostra in campagna elettorale e molte di queste vicende sono oggi oggetto d’attenzione dell’antimafia. Non sono soddisfatta e credo che questa città meritasse molto di più”. Questo quanto dichiarato dalla senatrice Doris Lo Moro a il Lametino.it su quanto sta accadendo a seguito dell’Operazione Crisalide a Lamezia, e lo fa in occasione della presentazione di “Mdp - Articolo 1”, movimento nato a livello nazionale lo scorso mese di febbraio e oggi presentato nella sala congressi del Savant hotel da lei e da altri esponenti locali del partito che l’hanno seguita nel percorso scissionista.

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“Il nostro obiettivo - prosegue - non è rubare adesioni al Pd ma riavvicinare alla politica tutte quelle persone che se ne erano allontanate. Questo non riducendo la loro forza aumentando la nostra, ma allo scopo di dare una casa, un luogo di discussione e di confronto aperto a chi non crede più nei partiti tradizionali ma si sente ancora militante nei valori della sinistra”. Movimento che ad oggi non annovera adesioni in consiglio comunale, motivo per il quale il compito di “Articolo 1” a detta della senatrice, diventa ancora più importante.

“Nessuno dei consiglieri comunali ci ha seguito dopo la scissione - afferma ancora la Lo Moro - abbiamo quindi una responsabilità in più, che è quella di essere presenti all’esterno. Tutto quello che succede in aula però ci interessa, come ci interessa se c’è un’opposizione che a volte non la fa. E’ impensabile che in questa città non si discuta di quanto sta accadendo - aggiunge ancora - non serve dimettersi per evitare lo scioglimento, mancano forze politiche che abbiano il coraggio di prendere posizioni differenti”. 

Il lancio del movimento anche a Lamezia è stata poi soprattutto occasione per dare voce a chi poi lo porterà fattivamente avanti con una serie di iniziative. Affiancata dagli ex coordinatori della sezione Primerano, Maria Antonietta De Fazio e Fabio Lorelli, la senatrice Lo Moro ha annunciato in seguito, per il movimento ancora in costruzione, iniziative pubbliche di più ampio respiro alle quali parteciperanno Roberto Speranza e Pierluigi Bersani. Fulcro principale, proprio dal suo nome, resta quello di rimettere al centro dell’azione politica in primis la dignità e la qualità del lavoro, recuperando quel filo spezzato con il centro-sinistra.

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La De Fazio parla infatti “non di un’azione populista ma popolare, capace di riunire il popolo che si era allontanato, focalizzandosi sulla lotta alle disuguaglianze ma anche sull’importanza della formazione scolastica o la sanità” e ricordando come “qui a Lamezia abbiamo vissuto una politica imposta senza dialogo. Abbiamo invece voluto aderire a questo movimento per partecipare, e soprattutto per contare”. Anche Lorelli evidenzia la necessità di “mettere in piedi non un partito ma un luogo di incontro e di dialogo che spesso mancava. A Lamezia si sono viste tante sedi di partito attive solo durante il periodo elettorale”.

Ampio spazio poi, agli interventi del pubblico, tra cui il sociologo Claudio Cavaliere, che si è soffermato sui risultati elettorali delle ultime amministrative in Calabria. “Non è normale che sia andato a votare poco più del 50%. Parliamo di un distacco dalla politica misurabile nei numeri e che vede spesso le persone coinvolte solo durante il periodo elettorale. Non so se questa di Mdp sia la strada giusta - afferma - ma so che per migliorare bisogna cambiare, e in città abbiamo visto un partito che non aveva organi ma sedi chiuse e impossibilità di discutere”. 

Lo scopo di “Articolo 1” resta, come ribadito più volte nel corso della serata, quello di attrarre soprattutto energie nuove. “I giovani si stanno sempre più allontanando dalla politica - conclude la senatrice Lo Moro - ma è proprio a loro che invece desideriamo consegnare la bandiera. Non vogliamo giovani che si incappuccino per prendere voti dai clan o con genitori che glieli procaccino, vogliamo giovani che a viso aperto capiscano che la politica è innanzitutto senso civico e soddisfazione nell’essere stati in grado di aver trasmesso valori positivi”. 

Alessandra Renda

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