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Lamezia Terme, 31 gennaio – La Calabria è Fimmina, o meglio, “L’altra Calabria è Fimmina”. Questo il tema dell’incontro voluto da Doris Lo Moro candidata al senato per il Partito Democratico. Una sala convegni affollata, con molte donne, ha salutato questa iniziativa che ha previsto diverse testimonianze di impegno e di lotta portate avanti da donne in una terra difficile come quella di Calabria. Un fare rete che si è concluso con la sottoscrizione di un documento, un appello per tutte coloro che credono e s’impegnano quotidianamente per una Calabria migliore. Ad introdurre l’incontro è stata la stessa parlamentare del Partito Democratico che ci ha spiegato come “insisto molto sulla denominazione “altraCalabria è fimmina perché conosciamo quella  della clientela, della prevaricazione, della violenza  così come quella  della cattiva politica, della cattiva amministrazione, rispetto ad una Calabria  cui non piace a nessuno e provoca prese di distanza da parte di tutti, anche di chi magari al potere c’è e lo gestisce in un certo modo”. La Lo Moro affonda aggiungendo anche che, nonostante tali premesse “siamo però in un mondo dell’ipocrisia, siamo in un mondo in cui non si dice la verità in cui  siamo abituati ad assistere a questa gara ad essere sempre antimafia, anti corruzione, tutti per la buona politica.

In realtà - sottolinea - sappiamo che non è così perchè c’è una Calabria che registra una disoccupazione giovanile e femminile senza precedenti e che ha al suo interno la più grossa  criminalità organizzata rispetto alla quale non sono state prese le dovute contromisure che  non le ha prese né lo Stato e né la società civile  con una rivoluzione culturale che pure sarebbe stata possibile rispetto a tutto questo”. Secondo Lo Moro però “esiste un’altra possibilità  di un’altra Calabria che sicuramente non è fatta solo delle donne,  ma c’è tantissima gente onesta e tanta  gente per bene che ha bisogno di una rivoluzione dolce. Io vedo nel mio percorso  personale , nei miei incontri con il territorio, con le sindache, con  le discussioni con le testimoni di giustizia ma anche nelle conoscenze  che ognuno di noi fa  nel mondo del sociale, delle professioni  ecco ci sono  tantissime donne straordinarie allora il punto qual è? E’ capire che esistono tante donne  che rappresentano  una cultura diversa, che non hanno niente a che fare con lo stereotipo  maschile ma che quando si fanno sentire lo fanno in maniera  devastante riuscendo anche a denunciare  i mariti per salvaguardare i figli, o ad affrontare la mafia soltanto con la naturalezza  che una sindaca di sesso femminile può fare. Però spesso non succede. 

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Il punto è che quando non succede è perché noi donne siamo abituate  ad un io onesto, di chi  nel suo mestiere sa fare fino in fondo il suo dovere”. E proprio parlando di dovere e dell’impegno di donna la Lo Moro spiega di aver  “costruito il mio percorso politico in questo senso  rifiutando una facile leadership, rifiutando le  luci della ribalta dell’antimafia, della donna che ha governato una città difficile  ma mi sono allontanata da questa simbologia prima di tutto  perché mi infastidisce parecchio, poi perché la trovo ipocrita  e infine perché ho capito che ci vuole il noi: solo le donne che se  fanno massa critica possono realmente capovolgere la società”. “Questo di stasera vuole essere un invito, siamo in campagna elettorale ma non la si può fare solo sui temi che son di tutti. L’incontro di questa sera, nelle mie intenzioni ha come caratteristica  importante quella di ascoltare tante voci e testimonianze e concludere come questa riunione in cui si sottoscrive un appello affinché si crei una rete stabile tra donne che veramente  credono di voler vivere fino in fondo  questa possibilità”.

Virna Ciriaco

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