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Lamezia Terme, 8 luglio – Il Partito Democratico, a poche ore dai tragici fatti avvenuti nell’arco delle ventiquattro ore in città, ha deciso di riunirsi pubblicamente sul corso Numistrano per esprimere vicinanza a procura e forze dell’Ordine e dare un segnale alla cittadinanza, frastornata da tanta violenza. Molti gli esponenti del partito che si sono radunati sul corso ieri in serata dopo l’invito esteso dal commissario cittadino Giovanni Puccio. Tra i tanti convenuti abbiamo approfittato per chiedere alcune considerazioni su questa escalation criminale alla parlamentare lametina Doris Lo Moro la quale ci ha detto in proposito di aver già commentato, in mattinata “in aula alla fine dei lavori chiedendo maggiore vigilanza su Lamezia da parte del ministro della Giustizia, al quale ho ricordato che Lamezia registra una carenza di organico mai colmata e che ora è tempo di concretezza e non di impegni improbabili presi en passant. Ho ricordato anche al ministro dell’Interno una mia interrogazione su un terreno confiscato alla mafia, in particolare al clan Torcasio, oggi colpito dalla morte di questo giovane. Ho ricordato in aula quello che sta succedendo oggi a Lamezia per dire che è intollerabile continuare a sottovalutare un clima che sta diventando rovente”.

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“Lamezia è una città che sta dormendo da troppo tempo”

“Quattro omicidi nel giro di un mese e due attentati al giorno nei mesi scorsi. Una Procura in affanno che insegue un abusivismo sempre più rampante: l’ultimo sequestro riguarda un vero e proprio villaggio abusivo appartenente ad una famiglia ben conosciuta in questa città. Per non parlare dei reati ambientali, che sono stati ben descritti nella relazione sulle ecomafie. Tutto questo significa, da una parte, che abbiamo molto cammino da fare ma significa anche che ognuno deve avere la sua responsabilità. Per il momento vediamo in affanno la Procura e le forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Qui rappresentiamo un partito che vuole fare la propria parte non solo offrendo la propria disponibilità, ma chiedendo alla città di svegliarsi. E’ questo – sottolinea - è il dato più significativo e che per i miei trascorsi di amministratore più che di politico, dico che Lamezia è una città che sta dormendo da troppo tempo. Una città che non si chiede più da dove vengono i soldi, chi fa cosa, non si chiede se le cose sono legittime o illegittime, tutto ci passa addosso e, in questo clima di confusione, chi la fa da padrone è la criminalità organizzata  che va a braccetto con la zona grigia ed insieme hanno bisogno della legittimazione popolare che deriva dalla mancanza di collaborazione, di denuncia, dalla mancanza di coscienza civica che ci sta distinguendo”.

“Anche qui spesso si manda avanti l’antimafia di facciata”

“Poi – dice la parlamentare - ci sono i fatti positivi. Qualcuno mi ricordava Trame. Certo. Ma i fatti ci dicono che dobbiamo cambiare registro che queste manifestazioni hanno senso se lasciano una traccia nelle coscienze, non un articolo di giornale o una foto, ma un traccia nelle coscienze. Sono per una politica meno mediatica e che inizi a fare i conti sui risultati che ottiene che non sono solo strade e fognature, che sono comunque importanti. Credo che soprattutto ci debba essere partecipazione vera, un senso di coralità in quello che si fa. Noto che in Calabria e anche a Lamezia, lo dico con tristezza perché il comune è stato sciolto per mafia due volte, sta andando avanti un’ antimafia di facciata. Anche oggi potremmo ritrovarci, ma non è questo il caso e ne sono lieta, in una manifestazione antimafia a parlare contro la mafia e due ore dopo fare un affare con un ingegnere, un avvocato, un commercialista, un contabile che della mafia è il contabile, il tecnico e quant’altro perché questa è una città malata.

“Solo la verità può salvare Lamezia. C’è un velo d’ipocrisia che copre tutto”

“Il procuratore sta facendo tantissimo, ma non può andare oltre la denuncia, anzi è apprezzabile che abbia pubblicamente dichiarato questo senso di solitudine che accompagna spesso l’azione dei magistrati e se l’ha denunciato - spiega - è perché sa bene che senza la partecipazione civile non si arriva alle responsabilità. E quando vediamo, come negli ultimi omicidi, che c’erano tante persone che si sono dileguate c’è qualcosa che non funziona. Siamo qui anche per testimoniare solidarietà al Procuratore e le forze dell’ordine perché stanno dando alla città un servizio a mio parere assolutamente pregevole. Il procuratore ha toccato vari punti e su tutti sta avendo risultati. Detto questo noi rappresentiamo un'altra istanza che è quella della politica. Come ho già detto, solo la verità può salvare Lamezia. C’è un velo di ipocrisia che copre tutto, che copre anche atti politici, amministrativi. Che copre tutto e non consente al cittadino di essere al centro dell’attività. Le conseguenze poi sono sotto gli occhi di tutti”.

“Una riunione pubblica in cui le cose che si sussurrano si dicano chiaramente”

“Per noi oggi nasce l’idea di una discussione pubblica con le forze del centro sinistra, ma che sia aperta alla città, per capire quali debbano essere i rimedi che la politica deve mettere in campo. Se fosse vero quello che vado sostenendo, ovvero che tra i mali di questa città ci sono l’ipocrisia e il silenzio allora è bene sapere che da oggi intendiamo rompere sia l’ipocrisia che il silenzio con una riunione pubblica in cui le cose che si sussurrano si dicano e si chiariscano e in cui la criminalità venga isolata, soprattutto sul piano morale, con un giudizio che deve essere negativo e conseguente. Capita, appena arrivo all’aeroporto, di sentire: Hai saputo? L’arrestato è il fratello di tizio. Ma nessuno dice niente! E’ una città malata, lo ribadisco. Per quanto mi riguarda il silenzio lo rompo in più occasioni. In questa occasione lo sta rompendo non un soggetto politico, ma un partito politico.

“La città vuole essere liberata. Nulla è perduto”

“La città - conclude - vuole essere liberata, probabilmente è la politica ad essere inadeguata. I cittadini non fanno la loro parte, ma probabilmente questa loro chiusura è perché pensano che ormai tutto è perduto. Ma io dico che nulla è perduto, la città ha già dimostrato in più occasioni di sapersi ribellare e lo deve fare ancora, immediatamente”.

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