
Lamezia Terme - "Il Consiglio comunale di Lamezia nella seduta di martedì 3 novembre ha approvato a maggioranza un nuovo Piano di riequilibrio finanziario della durata di dieci anni per far fronte al disavanzo attestato nella delibera di approvazione del rendiconto 2025 del 21 luglio scorso. La delibera del Piano è stata proposta dall’attuale assessore al Bilancio, nominata a distanza di mesi dalle dimissioni del precedente assessore. Nel corso della seduta è stato poi approvato un emendamento che aggiungeva come proponente il capo dell’Amministrazione. Già in Commissione bilancio erano state sollevate perplessità sul fatto che una delibera di tale rilievo non fosse stata approvata dalla Giunta". Così, l'onorevole Doris Lo Moro, consigliera comunale del Gruppo misto che interviene sul momento attuale che attraversa la città, a pochi giorni dall'ultima seduta del Consiglo comunale.
"Ai rilievi dell’opposizione - prosegue - si è cercato di rispondere con la firma del Sindaco, che ha anche comunicato, ma solo a seguito delle contestazioni formulate sulla procedura, che la Giunta aveva preso atto della delibera e che il consenso degli assessori era stato annotato nel brogliaccio di una seduta di Giunta. Resta da capire, sul piano soprattutto politico, perché si sia seguita una procedura anomala e poco trasparente evitando una delibera di Giunta, salvo a precostituire una nota a verbale resa nota solo per le proteste dell’opposizione. Sostanzialmente con il Rendiconto 2025 e il Piano di riequilibrio si tiene conto delle criticità sollevate da tempo dalla Corte dei conti e si dà atto al tempo stesso che nell’anno in corso non si è mantenuto fede agli impegni assunti in precedenti atti contabili, con quantificazione della somma da ripianare con il Piano ex art. 243bis Tuel pari a 24.027.915,89 euro, sul saldo negativo complessivo di 50.055.450,19 euro, di cui 26.049.534,30 euro di riaccertamento straordinario residui deliberato nel 2015, con ammortamento costante per trenta anni di 1.371.028,12 euro. La scelta operata dall’Amministrazione in carica da giugno 2025 lascia perplessi per la gravità delle conseguenze e soprattutto perché non c’è traccia in atti consultabili di tentativi di trovare una soluzione ai problemi contabili del Comune evitando il predissesto e il possibile dissesto finanziario. Non sono argomenti nuovi per il nostro Comune che è stato individuato come un caso per l’iter seguito sul precedente Piano risalente al 2014".
"Evidentemente sono stati sottovalutati i problemi da affrontare ma nel tempo a disposizione si doveva certamente fare di più mentre per mesi si sono trascurate le contestazioni fatte in Consiglio sulle modalità scelte per far fronte ai rilievi della Corte dei conti, prospettando soluzioni semplicistiche. Oggi, a fronte di un evento così grave - stigmatizza Doris Lo Moro - dilaga il silenzio e la rassegnazione e c’è chi pretende di rassicurare sulla mancanza di conseguenze negative per i cittadini. Non intendo essere complice di questo atteggiamento. Un Comune in predissesto o peggio in dissesto perde autorevolezza sul piano istituzionale e non può aspirare a portare avanti i progetti di cui la città ha bisogno. È come se si fosse scelto di presentarsi con il cappello in mano, con un atteggiamento con cui si può raccogliere qualche finanziamento ma non lavorare per cambiare le sorti della città. Per questo era necessario chiedersi fino in fondo come si poteva trattare, per esempio il debito verso la Regione, che costituisce l’importo più consistente. Ci sono troppi dubbi che non hanno trovato risposta. Quello che preoccupa di più è la prospettiva che si consegna ai giovani e agli amministratori del futuro. Le famiglie meridionali hanno spesso contratto debiti per far studiare i figli e non si sono chieste se sarebbe stato meglio garantire piccoli risparmi e magari vivere meglio la quotidianità. La verità è che la politica deve andare di pari passo con la competenza e che ci sono momenti in cui è più importante osare che rassegnarsi".
"La legalità e la trasparenza in terre come la nostra devono essere accompagnate dall’audacia e dal coraggio che spetterebbero a chi assume la responsabilità dell’onore ricevuto con il risultato elettorale. Lamezia è una città piegata, con una borghesia compromessa e una popolazione rassegnata. Qualche autorevole magistrato ha fatto notare nei giorni scorsi che non si parla più di mafia, io confermo e aggiungo che in realtà non si parla, contano solo i soldi privati e l’apparenza. Forse siamo in un punto in cui non basta neanche da sola la discussione politica. Servirebbero autorità morali e punti di riferimento. Il Papa partecipando al voto in America ha dato un segnale contro l’astensionismo e contro la guerra. Potrebbe aver inciso sui risultati elettorali. Noi non abbiamo elezioni comunali all’orizzonte e questo potrebbe aiutare. Forse - conclue la Lo Moro - non aiuta il tema da affrontare che sembra riservato ad addetti ai lavori ma quello che manca davvero è la volontà di discutere e di cercare le soluzioni più giuste per la nostra comunità. Si sottovaluta quanto un comportamento inadeguato possa danneggiare tutti e segnare il destino dei nostri figli".
© RIPRODUZIONE RISERVATA