
Lamezia Terme – L’Ospedale Territoriale Virtuale come proposta concreta per riformare il Servizio Sanitario Nazionale, rendendolo davvero a misura di cittadino. Questo l’obiettivo del convegno promosso da CNA Pensionati Calabria e che ha visto la presenza, tra gli altri, del professor Claudio Cordiano, già Emerito di Chirurgia presso l’Università di Verona e figura storica della chirurgia generale italiana. Suo, infatti, il saggio che propone, per l’appunto, il concetto di “Ospedale Territoriale Virtuale” per riformare profondamente la Medicina Generale, trasformando la rete dei medici di base, e dei servizi territoriali, in una vera e propria infrastruttura assistenziale integrata attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie quali la telemedicina. Ciò anche al fine di decongestionare i presidi ospedalieri e restituire centralità alla dignità della persona.

La giornalista Maria Pia Tucci, moderatrice dell’evento, ha parlato di riforma necessaria, oltre che possibile, soprattutto in una regione, qual è la Calabria, che presenta un indice di anzianità molto elevato, oltre che caratterizzata da una particolare morfologia del territorio che rende molto difficili i collegamenti con i paesi dell’entroterra. Annalisa Spinelli, assessore con delega alla salute ed al benessere del Comune di Lamezia Terme, ha rimarcato la necessità di mettere la figura del medico di famiglia al centro del sistema sanitario. “Noi amministratori pubblici dobbiamo impegnarci a rendere l’ambiente quanto più pulito, a costruire spazi per la pratica dell’attività sportiva e a promuovere un corretto stile di alimentazione. I medici di base, e in questo il prof. Cordiano ha lanciato una sfida epocale, grazie alla digitalizzazione devono tessere dialoghi a distanza con gli specialisti, in modo da guidare il paziente e rendere non necessario l’accesso ai presidi ospedalieri” .
Per Michele Priolo, presidente CNA Pensionati Calabria, “è fondamentale migliorare la sanità calabrese dato che le lunghe liste di attesa spingono tanti pazienti a ricorrere al privato o a rinunciare del tutto alle cure”. Ha quindi auspicato che le forze politiche regionali prendano spunto. Al riguardo, Maria Pia Tucci ha successivamente sottolineato di aver invitato all’evento il presidente di regione Occhiuto ed il responsabile del capo dipartimento alla sanità, senza tuttavia ricevere alcuna risposta.
Franco Mileto, presidente CNA Pensionati città metropolitana di Reggio Calabria, ha descritto i pensionati come un’onda d’argento, visto il colore dei loro capelli, capace di cambiare un sistema che nel tempo ha trasformato l’Italia artigianale in un’Italia cortigiana, dove il merito e il sacrificio sono stati sostituiti dall’appartenenza. “Il diritto costituzionale alla salute – ha proseguito – si sta trasformando in un lusso. Esigiamo un cambio radicale di prospettiva e la ricetta del prof. Cordiano è semplice da attuare, oltre che non costosa”.

Il presidente regionale del CNA, Giovanni Cugliari, ha puntato il dito contro “una società non più equa, dove l’economia influenza sempre più la politica, e questo non è affatto positivo”. A seguire, il lungo intervento di Claudio Cordiano, uno dei tanti calabresi fattosi strada nel nord Italia, nel suo caso nella professione medica. Ha ripercorso le tappe della nascita, diffusione, sviluppo e, infine, declino, della medicina territoriale. “I primi problemi – ha osservato - inizieranno a manifestarsi a fine anni ’70. Viene così creato il SSN ma, a causa della progressiva riduzione del numero degli ospedali e dei posti letto, il lavoro dei medici di base è diventato sempre più complesso e pesante. Di conseguenza si è inclinato il loro rapporto con i pazienti, che si sono sempre più riversati direttamente nei Pronto Soccorso. Basti pensare che attualmente in Italia, ma succede un po' dappertutto, si registrano venti milioni di accessi ospedalieri all’anno. Neanche l’istituzione delle Guardie Mediche è stata in grado di modificare tale andazzo poiché continua ad esserci incomunicabilità tra i medici di base e gli ospedali. Problemi che sono poi stati messi completamente a nudo dall’arrivo del Covid. La riforma da me proposta va in direzione dell’universalismo della salute. I medici di base non devono restare isolati nei loro studi, ma creare continui canali di comunicazione con l’ospedale grazie alla moderna tecnologia. Penso alle televisite, ai telecontrolli e alle teleterapie”.

Hanno poi preso la parola il medico geriatra Berardelli, don Giacomo Panizza della Comunità Progetto Sud e Nunzia Coppedè, presidente e fondatrice di Fish Calabria ( Federazione per il superamento dell’handicap). Il primo ha invitato tutti ad usufruire dei servizi delle nascenti Case e Ospedali di Comunità, istituiti con il decreto ministeriale 77 del 2022. Panizza ha parlato di riforma possibile per arricchire la Calabria ed evitare i viaggi della speranza che costano centinaia di milioni all’anno al sistema sanitario regionale. Sulla stessa lunghezza d’onda il contributo di Nunzia Coppedè, la quale ha aggiunto, non senza amarezza, come ormai il medico di base sia diventato una sorta di centralino al quale chiamare per farsi prescrivere farmaci o ricette per visite ed esami medici. A concludere l’intervento di Mario Pagani, segretario nazionale CNA Pensionati. “Per noi CNA il diritto alla salute dev’essere realmente di tutti. L’invecchiamento della popolazione e l’epidemia da Covid hanno portato alla luce l’impreparazione della medicina territoriale in Italia. Occorre, perciò, uno sforzo culturale da parte di tutti, per ridare dignità al paziente e in particolar modo ai soggetti più fragili quali sono i pensionati”.
Ferdinando Gaetano
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