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Lamezia Terme, 16 luglio - I rom a Lamezia. Una presenza ormai storica che risale ad oltre mezzo secolo fa, ma una realtà sempre difficile e complessa dal punto di vista dell’inclusione sociale. Per fare il punto sul rapporto tra comunità rom e territorio, gli assessori del comune di Lamezia, Anna Maione e Gianni Gallo, hanno convocato a Palazzo Nicotera i rappresentanti di associazioni e cooperative che operano per la promozione economica e socio-culturale degli zingari, residenti nella città della Piana. All’incontro hanno partecipato anche dirigenti comunali, operatori dei servizi sociali del Comune, mediatori culturali e dirigenti scolastici. Gli esponenti della giunta comunale hanno prima di tutto ascoltato le considerazioni e le proposte degli ospiti presenti all’incontro. Pareri diversi e, al contempo, complementari che hanno fatto il quadro chiaro della situazione relativa ai rom che vivono negli alloggi sparsi per la città, e per quelli che ancora occupano baracche e container nel campo a ridosso dell’ospedale civile, la tristemente nota bidonville di Scordovillo. Dalla ‘favela’ sono state trasferite circa 130 persone dopo l’ordinanza emessa dall’ex procuratore Salvatore Vitello, un anno e mezzo fa. Nel campo restano ancora centinaia di famiglie, la maggior parte delle quali formate da giovani con bambini molto piccoli. I portavoce delle associazioni e delle cooperative hanno insistito sul fatto che bisogna lavorare sui percorsi di inclusione sociale, in quanto i rom sono cittadini lametini a tutti gli effetti. Per gli operatori sociali, è fondamentale lavorare sui processi di auto rappresentanza perché gli esponenti dell’etnia rom riescano a conquistare la loro autonomia civile e culturale, in settori basilari come la scuola e il lavoro. Gli assessori hanno definito “molto proficuo” l’incontro che, sicuramente, sarà seguito da altre occasioni di confronto. Maione e Gallo hanno rimarcato il fatto che bisogna lavorare sui pregiudizi ancora imperanti nella comunità dei cosiddetti ‘italiani’, al fine di evidenziare quello che di buono c’è anche nella comunità rom. Solo superando gli stereotipi che, da sempre, identificano gli zingari come ‘brutti, sporchi e cattivi’, si potrà veramente avviare un processo di cambiamento culturale. I rappresentanti del governo comunale hanno evidenziato la necessità del coraggio dei comportamenti, delle decisioni: fattori essenziali per affrontare in maniera finalmente propositiva e fruttuosa, l’annosa questione rom che affligge da anni la terza città della Calabria.

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