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Lamezia Terme- Si è svolto presso il Centro Convegni Prunia, il convegno “Queer LGBT, Diritti Civili in Calabria”, organizzato dal Meetup di 5 Stelle Lamezia-Amici di Beppe Grillo, unitamente a quello di Decollatura –Amici di Beppe Grillo.

Un’occasione in cui si è discusso di educazione al rispetto e sul combattere ogni tipo di discriminazione, facendo il punto della situazione sui diritti civili in Calabria e in Italia, e sulle drammatiche situazioni in cui versano gran parte dei paesi del mondo, in cui non sono presenti leggi che garantiscano pari diritti alle persone LGTBTI (lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersex).

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Paolo Valerio, docente ordinario di Psicologia clinica all’Università “Federico II” di Napoli, si è soffermato sul concetto di sessualità ed identità di genere precisando: “Penso che non sia davvero utile partire solo dalla differenza tra sesso e orientamento sessuale. Questo perché queste due dimensioni fanno parte di una costellazione ancora più complessa che è l’identità sessuale.  L’identità sessuale è una complessa dimensione che si sviluppa in diverse fasi evolutive della vita, a più riprese per così dire, e che è la risultante di un intreccio sempre imprevedibile di aspetti biologici, psicologici e socio-culturali. Il sesso e l’orientamento sessuale rappresentano solo due delle dimensioni dell’identità sessuale. Oltre ad esse, troviamo anche l’identità di genere e il ruolo di genere. Molto brevemente, il sesso rappresenta l’aspetto più biologico dell’identità sessuale e si riferisce alle caratteristiche cromosomiche, ormonali, anatomiche e fisiologiche sulle quali si staglia immediatamente quel processo in apparenza semplice, ma in realtà molto complesso che è l’assegnazione sessuale. Quando un bambino nasce, immediatamente viene riconosciuto come maschio o femmina, sulla sola base delle caratteristiche dei genitali visibili ad occhio nudo.

Il problema in realtà è che ciò a cui il bambino viene assegnato non è tanto un sesso, quanto un genere specifico. E da qui, ci riallacciamo all’altra componente dell’identità sessuale, ovvero all’identità di genere. Quest’ultima va intesa quale il sentimento intimo e profondo di appartenere all’uno o all’altro sesso. Di sentirsi cioè maschi o femmine” e aggiunge:  “Già a 3 anni i bambini sono in grado di sentire di appartenere intimamente al genere maschile o a quello femminile, sanno cioè di essere un “maschietto” o una “femminuccia” e di solito questo corrisponde alle caratteristiche anatomiche che li caratterizzano.

Non è detto, però, che il sesso biologico corrisponda sempre al genere che si va sviluppando. Ce lo insegnano le persone transgender, ovvero tutti coloro che percepiscono una discordanza tra il sesso che è stato loro assegnato alla nascita e il genere a cui sentono di appartenere. Allora, può succedere che un bambino assegnato al sesso maschile, crescendo possa sviluppare un’identità di genere femminile. Avrà movenze femminili, amerà giocare con le bambine, facendo giochi femminili. Non sarà interessato a giocare al calcio, ma preferirà giocare con le bambole. Tutto questo avrà conseguenze molto negative al livello familiare, al livello scolastico e al livello sociale e farà molto soffrire il bambino o la bambina che, per farsi accettare, saranno costretti a nascondere a tutti quello che provano al livello profondo”.

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Presente al tavolo dei lavori anche Laura Corradi, docente di Studi di Genere all’Università della Calabria, e sociologa del corpo, che ha svolto un lungo excursus sulla bisessualità: “Le prime analisi della bisessualità avvengono nel contesto medico-psichiatrico dei 'disturbi del comportamento sessuale' che caratterizzano il dibattito dopo Freud - in termini di predisposizione ereditaria, complusività, isteria, nevrosi, instabilità mentale altri studiosi come Krafft Ebing, Hirshfeld e Bloch  hanno variamente contribuito alla lettura degli orientamenti sessuali in termini di degenerazione dalla norma” e ancora “li concetto di bisessualità rimanda ad una idea di fluidità del desiderio ad una visione non dicotomica - e pone l'accento sull' identità come elemento dinamico,  ma è solo negli anni Novanta che nasce il movimento bisessuale - sia sul piano identitario che politico - principalmente grazie al contributo teorico ed organizzativo di femministe nord americane. Durante il corso degli anni Ottanta le persone bisessuali venivano rappresentate in forme stereotipanti: opportuniste o confuse - incapaci di scegliere tra essere straight ('normali') o 'gay-lesbiche'. Inoltre - in un clima di paranoia sociale generata dal diffondersi dell'epidemia Aids, gli uomini bisessuali erano accusati di avere portato il virus hiv dalla comunità gay a quella eterosessuale, mentre le donne bisessuali venivano sospettate di averlo trasferito nelle comunità lesbica. Divenne chiaro che tali imputazioni erano false ed ingiuste, che colpevoli dell'infezione hiv erano i comportamenti sessuali non protetti, anziché l'orientamento delle persone coinvolte”.

Marco Marchese, Associazione Radicale Certi Diritti, oltre a raccontare in prima persona la sua unione civile (la prima nella provincia di Catanzaro, a meno di un anno dall’approvazione della legge  76/2016), ha illustrato alcuni dati allarmanti in cui versa la comunità LGBTI: “ 75 nazioni del mondo puniscono con il carcere gli omosessuali, di queste in 14 paesi è previsto l’ergastolo , in 13 nazioni è prevista la pena di morte, non in tutti questi tredici paesi viene poi applicata ma viene commutata in ergastolo, ma in Iran e in Arabia Saudita viene correntemente praticata, nei paesi occupati dall’ISIS chi è riconosciuto omosessuale o solo sospettato come tale viene portato sulla parte più alta del paese legato mani e piedi e gettato giù e se non muore viene dopo lapidato”.

Antonio Migliazza, Arcigay Fenicie Catanzaro, ha raccontato la sua esperienza personale dal momento in cui ha preso consapevolezza fino al coming out e all’essere accettato dalla propria famiglia, e oggi nel ruolo di segretario di Arcigay Catanzaro ascolta giornalmente le richieste di aiuto di giovani ragazzi che si trovano a lottare contro il bigottismo delle famiglie e di chi gli sta intorno.

A chiudere il convegno è stata la dottoressa Eleonora Russo, Rete Lenford, che si è soffermata sull’avvocatura per i diritti LGBTI di cui fa parte, parlando nello specifico sulle unioni civili e le convivenze di fatto sottolineando che “ Va notato come è stato scartato dalla prospettiva di tutela delle coppie omosessuali italiane il modello del matrimonio egualitario che risulta statisticamente dominante nel panorama globale”. 

A.B.

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