
Lamezia Terme - Due distinte mozioni di sfiducia sono state presentate ai sensi dell’articolo 51, comma 6 del Regolamento del Consiglio comunale contro i presidenti della Prima e della Settima commissione Consiliare permanente, Massimo Cristiano e Carmine Villella del Gruppo Futuro nazionale. I documenti, indirizzati anche al Segretario Generale, al presidente del Consiglio e al sindaco, contestano "la perdita di rappresentatività politica, la rottura del rapporto fiduciario e comportamenti ritenuti incompatibili con i doveri di garanzia, imparzialità e correttezza istituzionale".
Prima Commissione, mozione contro Massimo Cristiano
I consiglieri componenti della Prima commissione, accusano il presidente Cristiano "di aver formalmente e pubblicamente aderito a un diverso gruppo politico, collocandosi stabilmente all'opposizione. Tale passaggio avrebbe modificato radicalmente l’equilibrio di rappresentatività sulla base del quale la presidenza era stata originariamente attribuita". Alla frattura politica si aggiunge, secondo i firmatari, "una reiterata condotta caratterizzata da toni aspri e denigratori nei confronti del sindaco, degli assessori, dei consiglieri, dei dirigenti e dei dipendenti dell’Ente. Attraverso conferenze stampa, interventi sui social e comunicati, il presidente avrebbe tentato di screditare l’operato dell’Amministrazione della quale, fino a poco tempo fa, faceva parte attiva. Tale atteggiamento è considerato in contrasto con i doveri di neutralità ed equilibrio richiesti a chi presiede un organo collegiale".
Particolare gravità viene attribuita "a quanto avvenuto il 17 settembre 2026. All’orario di convocazione, con un peso rappresentativo di soli 7 consiglieri - insufficiente a raggiungere il quorum costitutivo - la seduta non si sarebbe legalmente costituita e avrebbe dovuto essere dichiarata deserta. Ciononostante, il presidente avrebbe proseguito i lavori, discusso il “Regolamento Taxi”, inserito a verbale una dichiarazione unilaterale e disposto la trasmissione del verbale esclusivamente al sindaco e al vicesindaco, omettendo l’invio a tutti i commissari". I proponenti denunciano "un abuso di funzione e la violazione degli articoli 38 e 78 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), dell’articolo 8 del Regolamento comunale e del principio di buon andamento e imparzialità di cui all’articolo 97 della Costituzione". La mozione è sottoscritta da: Mastroianni Antonio, Mastroianni Davide, Caruso Francesco, Muraca Carmela e Sauro Alessandro.
Settima Commissione: mozione contro Carmine Villella
Anche nei confronti del presidente della Settima commissione, Carmine Villella, viene contestata la "perdita di rappresentatività politica derivante dall’adesione a un gruppo di opposizione, con conseguente venir meno dell’equilibrio istituzionale originario".
I firmatari denunciano inoltre "la sistematica e ingiustificata violazione del dovere di convocazione tempestiva e periodica della Commissione. Tale inerzia avrebbe paralizzato l’attività dell’organo, privando i commissari delle prerogative connesse al mandato elettivo (art. 43 TUEL) e bloccando la funzione referente, pre-istruttoria e di controllo politico-amministrativo (art. 38, comma 2, TUEL)". Si aggiunge la contestazione "di una condotta comunicativa ritenuta lesiva dei doveri di misura, correttezza e decoro: organizzazione di conferenze stampa e diffusione di dichiarazioni denigratorie e attacchi personali rivolti al Sindaco, alla Giunta, ai consiglieri e ai dipendenti dell’Ente, considerati incompatibili con la posizione di terzietà e imparzialità richiesta per la conduzione dei lavori". Questa secona mozione è firmata da: Caruso Francesco, Caruso Titina, Folino Matteo, Mastroianni Antonio e Raso Giovanni Manuel.
In entrambi i casi,in sostanza, i sottoscrittori "propongono formalmente la mozione di sfiducia e chiedono che il rispettivo presidente di Commissione provveda, ai sensi dell’articolo 51, comma 6 del Regolamento, alla convocazione dell’organo per la discussione e la votazione del documento. Le due iniziative, presentate lo stesso giorno, evidenziano tensioni all’interno delle Commissioni permanenti e sollevano questioni di tenuta del rapporto fiduciario e di corretto funzionamento degli organi collegiali del Consiglio comunale di Lamezia Terme.
A.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA