
Lamezia Terme - Sta diventando un "giallo" politico, in queste ore, la nomina di Mimmo Gianturco (Lamezia Domani) ad assessore comunale. Nessuna conferma e nessuna smentita, telefoni spenti e tentativi vani del cronista di avere notizie. Come è noto, da mesi, "Lamezia Domani" vicina alla Lega (sponda Filippo Mancuso), rivendica il conferimento di una delega, e lo ha fatto anche con minacce di abbandono della maggioranza. Poi il disgelo con posizioni ammorbidite e ripresa del dialogo fra le forze politiche e il sindaco. Ieri la notizia dell'ufficialità della nomina di Maria Nardo al Bilancio, in attesa che il sindaco Mario Murone nominasse l'altro "tassello" mancante dell'esecutivo. Tuttavia, secondo quanto trapela dal "Palazzo", con il passaggio dallo scranno consiliare a quello assessorile di Gianturco, al suo posto subentrerebbe il primo dei non eletti della lista "Lamezia Domani", Salvatore Vescio, vecchia conoscenza della politica lametina. Eletto consigliere regionale nel 2000 e presidente della Commissione sanità. Prima ancora, consigliere comunale, assessore provinciale ai Lavori pubblici e vicepresidente della Provincia di Catanzaro.
Quel che filtra da via Perugini sembra legato all'opportunità di questi eventuali avvicendamenti. Una surroga che sembra non convincere, probabilmente in primis lo stesso sindaco. Vedremo nelle prossime ore cosa accadrà, ovvero se si procederà con l'ufficializzazione della nomina di Gianturco e il conseguente ingresso in Aula di Vescio o se invece cambieranno ancora le "carte in tavola". L'atmosfera che si respira all'interno della maggioranza non è certamente serena in vista della seduta delicatissima del Consiglio comunale che dovrà approvare il Bilancio consuntivo 2025. Mugugni, anche se non chiaramente palesati, riguarderebbero i dirigenti lametini di Fratelli d'Italia che pare non abbiano "digerito" la nomina della Nardo, rimanendo "scontenti" perché la stessa non sarebbe diretta espressione dei meloniani lametini. Insomma, il quadro politico-amministrativo rimane incerto in attesa della convocazione della prossima Assemblea civica.
A.C.
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