
Lamezia Terme "Colpisce che, invece di entrare nel merito delle questioni poste, si scelga ancora una volta la strada della replica autoassolutoria e della rappresentazione distorta della realtà amministrativa che la città vive quotidianamente". E' quanto replicano i consiglieri comunali d'opposizione Annita Vitale, Bernadette Serratore, Lidia Vescio, Fabrizio Muraca, Gennaro Masi alla nota inviata ieri dalla Maggioranza consiliare.
"Non abbiamo mai sostenuto che tutte le Commissioni siano ferme allo stesso modo - proseguono - Ma è evidente che diverse Commissioni fondamentali lavorino a stento, con convocazioni del tutto sporadiche e senza reale continuità politica e programmatica. Non è concepibile che la II Commissione Bilancio si riunisca sostanzialmente soltanto in prossimità delle scadenze contabili. La programmazione economico-finanziaria è la spina dorsale di un Comune e richiede confronto costante, informazione preventiva e partecipazione democratica. Nella III Commissione Servizi sociali e sanità abbiamo ascoltato associazioni, enti del terzo settore e realtà del territorio. Ma a quelle audizioni non segue nulla: nessun percorso concreto, nessun seguito amministrativo reale. A poco serve ascoltare se poi non arrivano fatti e risposte.
Sulla IV Commissione, che dovrebbe occuparsi di Cultura e sport, manca un vero indirizzo politico e mancano convocazioni sui temi decisivi per la città. Dal Teatro Grandinetti, per il quale il Comune non è stato capace di predisporre nei tempi un nuovo bando, alle continue richieste inevase di sopralluoghi presso il Cine Teatro Russo per discutere concretamente del suo ruolo per la città e per San Teodoro, quartiere gioiello soltanto a parole e in campagna elettorale. Dai lavori del Teatro Costabile, rispetto al quale sviluppi e criticità sono emersi soltanto grazie all’agitazione degli operatori del settore, che hanno denunciato metodi poco chiari e comunicazioni tardive in un momento fondamentale dell’anno per la programmazione culturale, fino al Castello Normanno Svevo, dove un importante finanziamento infrastrutturale rischia di andato perso per ritardi e inefficienze amministrative.
Nella VII Commissione, sul fronte delle Politiche giovanili, la situazione è altrettanto emblematica. La Consulta Giovanile, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale ormai da mesi e nata con il contributo essenziale del centro sinistra, non è mai stata convocata e non è mai partita. È un nostro preciso dovere, da consiglieri eletti, esercitare pienamente il ruolo di indirizzo, controllo e proposta che la democrazia consiliare assegna alle minoranze e quindi denunciare l’assenza o l’inerzia della maggiorana nell’esercizio degli istituti democratici in cui si decide il presente e il futuro della Città.
Non c’è regolamento per il quale questa minoranza non abbia dimostrato senso di responsabilità istituzionale e spirito costruttivo, portando contributi, integrazioni, emendamenti e proposte concrete, sempre mettendo al centro l’interesse della città e non le bandiere politiche. Per questo sorprende che, invece di raccogliere un allarme politico serio e fondato, si preferisca spostare l’attenzione dal vero nodo politico e amministrativo che oggi paralizza la città: una Giunta ancora monca, assessorati fondamentali mancanti e un Sindaco che continua ad accentrare deleghe delicatissime mentre passano settimane e mesi senza alcuna soluzione.
Quanti lunedì dovranno trascorrere? Quanti fine settimana? Quanti mesi ancora dovrà attendere Lamezia per avere un’amministrazione pienamente operativa nei settori fondamentali? A quasi un anno dall’insediamento dell’amministrazione Murone, finite le attese di credito e di rito, riteniamo sia nostro preciso dovere denunciare ciò che non funziona. Una città come Lamezia Terme non può essere governata tra rinvii, silenzi, deleghe trattenute e assessorati mancanti.
E mentre si tenta di raccontare una realtà parallela fatta di “lavoro silenzioso”, basta parlare con i cittadini - concludono - camminare per strada, confrontarsi con commercianti, associazioni, famiglie e operatori del territorio per comprendere quale sia oggi la percezione reale della città: inefficienza, immobilismo, assenza di visione e problemi che restano senza risposte".
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