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Lamezia Terme – Prime prove di “disunione” nel Pd cittadino. Nella corrente “renziana” del partito si sono, infatti, generate due “sottocorrenti” opposte: da una parte chi sostiene Enzo Bruno alla segreteria provinciale e chi, invece, lancia la candidatura di Francesco Muraca, attuale presidente del consiglio comunale. A favore di Bruno si schiera, tra gli altri, l’attuale segretario cittadino del Pd Tonino Barberio che invece non sostiene la candidatura dell’attuale presidente del consiglio comunale di Lamezia. Una vera spaccatura, dunque, all’interno non solo del Pd, ma della stessa corrente, quella pro-Renzi, come nella migliore (peggiore) delle tradizioni del centro sinistra. Una condizione, quella di essere sempre divisi nel farsi le guerre interne, che è stata, ed è in parte artefice dei fallimenti del centro-sinistra e della situazione politica attuale. Non ci addentriamo a nominare chi ora, sia a Lamezia che in Calabria, sta salendo sull’ipotetico carro del vincitore, ovvero Matteo Renzi, attuando voli pindarici e trasformismi degni della Prima Repubblica. Persone che dovrebbero già essere rottamate/pensionate o che poco hanno a che fare con le idee del Sindaco di Firenze avendo storie politiche, in più di un caso, ben lontane da quelle di Renzi. Non parliamo neppure di chi si professa “renziano” ed aspira a candidarsi alle prossime competizioni politiche, ma non ha neppure la tessera del Pd! Cose lametine, cose calabresi? Verrebbe quasi da fare un appello al candidato fiorentino alla segreteria del Pd Nazionale, ovvero mettere mano ai nomi di chi ora si dice suo strenuo sostenitore a Lamezia ed in Calabria. Certo, servono più voti possibili per essere eletti alla segreteria del Partito nazionale. Ma non a discapito, come è già accaduto in passato, delle idee politiche professate a livello nazionale, ma disattese miseramente a livello locale.

Virna Ciriaco

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