
Lamezia Terme, 3 gennaio – Su 9.615 voti nella provincia di Catanzaro, l’onorevole Doris Lo Moro ne ha raccolto 4.446, seconda solo al Commissario regionale del Pd Alfredo D’Attorre ( 6.310 voti) e tra le donne la più votata dopo il presidente del partito Rosy Bindi. Ora la parlamentare lametina del Partito Democratico, forte del consenso delle primarie, ha incontrato la stampa in vista della nuova sfida che la vede di nuovo in corsa per il Parlamento italiano. L’onorevole, sin dalle prime battute, ha voluto precisare come queste primarie si siano rese in qualche modo necessarie per ovviare ad una legge elettorale, il cosiddetto “porcellum”, con il quale si andrà nuovamente alle urne. “Fino all’ultimo si è auspicato il cambiamento della legge elettorale e la cosa più semplice è stata quella di mettersi in gioco con le primarie per la scelta dei parlamentari. Si tratta – ha spiegato la Lo Moro – di un meccanismo di certo non perfetto, ma credo si avverta ora il bisogno di guardare al bene del partito più che a quello del singolo. Deputati di un certo valore – ha ricordato - sono stati messi da parte da giovani senza storia e che si presentavano per la prima volta. Non tutto il nuovo è positivo e le autocandidature possono essere anche pericolose. Ma la democrazia è anche questa. Il giudizio è comunque positivo – ha ribadito – in quanto tale meccanismo non guarda ai singoli”. Per quanto riguarda il calo dei votanti (potevano votare alle primarie solo chi aveva già votato a quelle per la scelta del candidato premier, ndr) l’onorevole Lo Moro ha precisato che comunque “anche in Calabria il trend è stato positivo, nonostante un calo fisiologico anche perché non ci sono stati i candidati di Sel o di Tabacci. Le primarie sono state comunque un successo ed uno strumento veramente democratico”. La parlamentare del Pd ha poi sottolineato come le primarie siano state davvero democratiche per la doppia preferenza di genere assicurando così almeno il 40% di presenza femminile nella composizione delle liste.
Poi, una stoccata: “c’è chi mi accusa che la mia elezione sia in realtà una nomina di apparato. Chi mi conosce sa che questa parola, che tra l’altro parla un linguaggio vecchio, non appartiene alla mia storia politica. Chi ha perso le primarie – ha aggiunto – dovrebbe ora accettare i risultati elettorali anche perché ogni critica non ha molto senso. Ora c’è bisogno di un partito unitario, di chi ha vinto ma anche dell’aiuto di chi è militante o semplice appassionato e si mette a disposizione del partito”. Un pensiero la Lo Moro lo rivolge anche al presidente del suo partito, Rosy Bindi: “Non sono bindiana, lei ha una storia democristiana, mentre io, se vogliamo semplificare e parlare per categorie che non esistono più, provengo dall’ex Pci. Devo aggiungere di aver trovato ingiuste le critiche che le sono state rivolte e sono, comunque, orgogliosa di essere arrivata seconda dopo di lei, in termini di preferenze, tra le donne che concorrevano alle primarie”. Sull’essere arrivata prima a Lamezia la Lo Moro ha affermato di aver “pensato a qualcosa di diverso” nei giorni immediatamente precedenti al voto.
“Ora siamo più compatti” ha affermato poi la parlamentare spiegando come “non abbiamo fatto sconti e abbiamo accettato diversità di opinioni all’interno del partito. Siamo una forza politica che può dirsi pronta alla competizione elettorale ed invito tutti a raccogliere positivamente i risultati perché il partito si è dimostrato realmente democratico sia all’interno che all’esterno”. Infine, nelle battute finali, la Lo Moro si è detta rafforzata da questa “legittimazione popolare” in quanto si tratta di un motivo di “soddisfazione, gratitudine oltre che un dovere in più in veste di candidata al parlamento”. Sulla questione del centro sinistra a Lamezia la Lo Moro, stuzzicata dalla stampa, ha risposto che “il partito democratico non ha problemi ma c’è un’ Amministrazione che mantiene in vita una giunta che non ci appare di centro sinistra. E’ inaccettabile –-ha aggiunto - che si dica che il Pd abbia delle responsabilità. Non facciamo il mestiere dell’ accontentare qualcuno, noi facciamo politica e non possiamo sostenere fino in fondo una giunta che non sia effettivamente di centro sinistra”. Sul fronte delle candidature di centro destra, invece, la Lo Moro conclude dicendo di aspettarsi “Scopelliti al Senato, ma non è l’unico. Ci sono diverse candidature all’orizzonte che sono quelle di chi non vede l’ora di prendere un aereo ed andare via della Calabria”.
Virna Ciriaco
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