
Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del consigliere comunale del Pd Giuseppe Petronio in merito al convegno organizzato dal consigliere regionale Mario Magno su territorio e ambiente.
“Caro Mario, ho ricevuto quale Consigliere Comunale l’invito a partecipare al convegno che si terrà il 18 luglio dal titolo: Città-Ambiente-Territorio. Credo s’intenda discutere di questioni urbanistiche ed, in particolare, della conformità o meno del Piano Strutturale di Lamezia rispetto a quanto disposto dal Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico, noto come QTRP, che come strumento urbanistico regionale, è sovraordinato. La proroga di un anno della scadenza per l’approvazione del PSC, già deliberata dalla Regione, ci darà tempo per affrontare con serietà il problema. Intanto, lo potranno confermare il Sindaco e l’architetto Iovane, il gruppo del PD si è già espresso per l’adeguamento preventivo del PSC, cioè prima della sua approvazione in Consiglio Comunale. La questione che qui voglio porre è quindi un’altra, legata alla filosofia del QTRP, secondo cui il rapporto con le comunità è inscindibile dall’idea stessa di paesaggio, trovando come presupposto l’intento di recuperare e di sviluppare un senso collettivo di appartenenza ai luoghi. Con questi presupposti il QTRP descrive il lametino come una parte dell’Atlante n.14 istmo catanzarese, insieme ad altre due aree: Ionio catanzarese e Sella dell’Istmo. Il lametino qui riconosciuto è il territorio che occupa solo una porzione di costa tirrenica che comprende Lamezia Terme e cinque centri che vi gravitano: Curinga, Gizzeria, Falerna, Nocera Terinese, S.Mango d’Aquino. Tutto qua! Gli altri comuni da quello che da sempre è il territorio lametino, sono distribuiti qua e là: 12 vengono genericamente inseriti nell’istmo catanzarese e tra questi Maida, S,Pietro a Maida, Feroleto Antico, Platania - Jacurso e Cortale vanno a finire nell’atlante Serre in un gruppo che comprende 47 comuni, tra cui molti dell’area reggina dalla collina al mare, fino a comprendere anche Rocella Jonica.
Conflenti, Decollatura, Martirano, Martirano Lombardo, Motta S.Lucia, Soveria Mannelli, Carlopoli sono integrati nell’atlante fascia pre-silana che comprende 46 comuni dell’area cosentina e crotonese con i quali, per essere chiari, possono condividere solo l’altitudine. Con estrema chiarezza affermo che tutto questo non ha alcun senso, né paesaggistico né culturale e nemmeno identitario. E’ chiaro che questa divisione non tende a ricostruire relazione tradizionalmente esistenti, non rafforza il sentimento di appartenenza e di radicamento e non facilita la conservazione della singolarità dei ruoli. Eppure, altrove, un imponente sforzo riconoscitivo ha portato alla identificazione dell’Atlante del soveratese ed anche dell’Atlante Area dei Greci di Calabria con sette comuni e parte di altri 7 per potere raggiungere il totale di 34.673 persone. Ebbene, noi riteniamo, che questo modo di vedere il nostro territorio e la nostra città sia quanto meno riduttivo e mal si inquadri con un contesto che ha una sua riconosciuta identità storica, culturale ed identitaria. Dimenticando la valenza identitaria Lamezia Terme diventa inevitabilmente appendice della realtà catanzarese. Addirittura nemmeno i comuni contermini, con i quali pure si sta rafforzando un’unica dimensione territoriale, sono riconosciuti nell’area gravitazionale della Città. Inoltre secondo il QTRP, Lamezia T. ha una notevole importanza per la vicinanza a Catanzaro e di conseguenza l’area sta in parte fungendo per attività decentrate dal capoluogo e tende sempre più a saldarsi con il sistema catanzarese. E’ evidente che così non è: non abbiamo avuto sviluppo dalla vicinanza con Catanzaro ed oggi più che mai sono evidenti le prepotenze a spese del nostro territorio e non vi è alcuna tendenza da parte di chicchessia, che io sappia, a saldarsi con l’area catanzarese da cui, invece, per la cecità della sua attuale classe politica, vogliamo-dobbiamo distinguerci per rafforzare ed incrementare un grande agglomerato urbano al centro della Calabria, che già oggi supera le 100.000 unità. La realtà dice che, ieri come oggi, lo sviluppo di Lamezia e del lametino è avvenuto nonostante la vicinanza con Catanzaro e quindi, nella stesura degli Atlanti questa Città e questo territorio avrebbero meritato di essere descritti come Paesaggi dinamici ed avrebbero meritato di essere proposti come prevede uno degli obiettivi del QTRP con una lettura propositiva dei luoghi volta a riconoscere e anticipare la domanda sociale e i cambiamenti in luce nel territorio, per interpretare il potenziale positivo delle risorse disponibili. Invece, inspiegabilmente, tutto questo non è avvenuto anche se previsto. Chi è, mi chiedo, il responsabile di questo scempio territoriale ed identitario? L’invito che ti rivolgo, quindi, se condividi le mie osservazioni, è di assumere l’iniziativa, coinvolgendo anche le forze politiche e culturali lametine, di riportare alla realtà i redattori del Piano e chi li ha ispirati, di non creare in buona sostanza i presupposti per l’asservimento definitivo agli interessi di Catanzaro, dopo quanto avvenuto e sta avvenendo con la Sanità e la Sacal. Ci sono questioni fondamentali, mi riferisco a quelle dello sviluppo, cui sono interessati tutti i cittadini, che sovrastano gli interessi particolari dei gruppi e dei partiti. Saremo capaci di essere uniti e di batterli? Dipende solo dalla nostra volontà e intelligenza”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA