Salta al contenuto principale

piccioni-4.jpg

Lamezia Terme - Un incontro pubblico a 20 giorni dall’operazione Crisalide per mettere a fuoco le prospettive per il futuro di Lamezia quello tenuto dal consigliere comunale Piccioni in piazzetta San Domenico, proprio nel giorno in cui s’insedia in città su richiesta del prefetto la commissione d’accesso, aprendo una pagina ancora da scrivere nella sua storia politica. Forte l’esigenza del confronto secondo Piccioni : “E’ facile salire su palchi quando le cose vanno bene – dice il consigliere – ma ritengo che chi amministra abbia il dovere istituzionale di rendere conto di quello che accade in città e di ciò che si verifica.” In questo senso Piccioni denuncia la mancanza di sufficiente dialogo all’interno del consiglio comunale sui temi scottanti dell’operazione Crisalide che avrebbero avuto bisogno di essere discussi approfonditamente e affrontati. Quindi si fa portavoce del malcontento che aleggia fra i cittadini comuni che “negli ultimi giorni si pongono due domande.

piccioni-1.jpg

La prima è: ma ci sciolgono? La seconda è: chi si dimetterà oggi?” , in una sorta di “stillicidio quotidiano” e in una situazione che si aggrava progressivamente, ben diversa da quella determinata dalle precedenti operazioni condotte dalla magistratura – Perseo, Medusa, Andromeda – che non hanno coinvolto in maniera marcata il mondo politico. “Lungi da me l’idea di fare processi in questa sede, ma abbiamo il dovere politico di fare delle considerazioni in questa situazione” chiarisce. A questo punto ripercorre la questione legale relativa alla posizione del presidente del consiglio comunale De Sarro, che il sindaco avrebbe solo tardivamente affrontato, e la storia del “dimissionismo” che ha caratterizzato l’amministrazione Mascaro acutizzandosi nell’ultimo periodo.

piccioni-3.jpg

“Un terzo scioglimento sarebbe una catastrofe, un danno incalcolabile per il futuro di questa città”- dichiara il consigliere ma sottolinea anche: “Noi stiamo dalla parte dello Stato. Dobbiamo dimostrare che non siamo attaccati alla poltrona, che siamo lì per lavorare nell’interesse dei cittadini e se c’è qualcosa che possiamo fare per agevolare la città dobbiamo farlo. Dare un segnale allo Stato sarebbe prendere la decisione di dimettersi, e dopo pochi mesi arrivare al voto. Sarebbe stato un bel gesto.” Rispetto a Mascaro, Piccioni evidenzia “l’assenza di una strategia” che determinerebbe il fatto di “essere travolto dagli eventi”.

Poi “arroccamento nelle proprie posizioni, negazionismo, atteggiamento autoassolutorio”. Inoltre, nonostante Mascaro avrebbe dichiarato di aver richiesto lui stesso l’intervento della commissione, secondo Piccioni l’avrebbe fatto solo “a parole” e non con un atto protocollato che sarebbe invece stata iniziativa esclusivamente del Prefetto. Il consigliere ribadisce comunque : “se c’è una possibilità di tornare al più presto alle urne rassegnando le dimissioni ritengo vada perseguito fino in fondo” e, dichiarando finita la fase delle larghe  intese, estende la proposta ai consiglieri di centro sinistra.  In ogni caso, Piccioni anticipa una nuova manifestazione pubblica a fine mese : “Parole, parole, parole – seconda edizione”. “Infatti – dichiara - anche dal punto di vista amministrativo in un anno in questa città non si è mosso assolutamente nulla”.

Giulia De Sensi

piccioni-2.jpg

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.