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Lamezia Terme - Si arricchisce di contenuti la seconda edizione di “Parole, parole, parole”, manifestazione pubblica indetta dai consiglieri di minoranza Rosario Piccioni e Aquila Villella per fare il punto sull’azione amministrativa condotta negli ultimi due anni da chi governa e proporre un’analisi politica dell’attuale situazione e dello scenario che si prefigura per Lamezia. Piccioni introduce focalizzando in particolare l’attenzione sul clima poco trasparente che si respira in consiglio, dove avvengono con disinvoltura “passaggi di consiglieri da una lista all’altra”, o si assiste al gioco di “consiglieri che stringono patti per avere più forza dettando di fatto la linea politica.”

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Un consiglio che oltretutto “perde pezzi”- e anche “in malo modo” - e Piccioni cita anche qui brevemente la vicenda delle dimissioni della Puteri, emblematica di molte altre. Poi la lunga serie dei casi eclatanti scoppiati negli ultimi mesi, in primis il caso Sacal, rispetto al quale l’amministrazione si sarebbe dichiarata garantista nei confronti di Colosimo, fino alle dimissioni del Cda e all’insediarsi alla Sacal di una commissione d’accesso, nonostante fin dal primo momento gli stessi Piccioni e Villella avessero “gridato a gran voce” in consiglio perché si prendesse in merito una posizione netta. La stessa cosa sarebbe avvenuta per il caso De Sarro, le cui dimissioni sarebbero state più volte caldeggiate senza giungere a nulla, fino al momento in cui la cosa non è avvenuta da sé, “ma solo di fronte allo spauracchio della commissione d’accesso”. Ancora la “disfatta di Mascaro alle provinciali” con Chirumbolo e Caruso, e il cambiamento ai vertici della Multiservizi che sarebbe stato da lui voluto. “Ma la sostanza non cambia” sottolinea Piccioni.

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E qui si inserisce la Villella elencando una serie di progettualità mancate – nella cura dell’ambiente, nell’abbandono delle periferie, nella mancanza di funzionalità degli uffici, e nello “scempio quotidiano delle coltri di fumo provenienti dal campo Rom”, rispetto al quale Mascaro aveva promesso di risolvere il problema entro 12 mesi dall’insediamento, eliminando nel frattempo la collaborazione con la cooperativa che si occupava di gestire l’emergenza. Cooperativa con una progettualità d’integrazione che la precedente amministrazione aveva e che “non ha portato a dei risultati eclatanti ma ha portato a dei risultati, che sono ancora tangibili”. Quanto all’arrivo della commissione d’accesso dice ancora la Villella : “Credevamo che l’onta delle infiltrazioni non dovesse ripresentarsi in città, credevamo di aver imparato. Ora vediamo che si sta facendo fare un passo indietro alle persone che potrebbero avere un coinvolgimento in Crisalide, ma era meglio farlo prima, in campagna elettorale.” Ancora, la controversa elezione di De Biase alla presidenza del consiglio che, come accenna la Villella suffragata poi da una dettagliata descrizione dei fatti offerta da Piccioni, “non sarebbe avvenuta senza l’appoggio di due - o almeno uno - dei consiglieri di minoranza  Zaffina e Tropea”.

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“Se il Pd continua a comportasi così – conclude poi Piccioni – non c’è davvero niente da dialogare”. Si parla inoltre, relativamente agli atti dell’amministrazione, di una serie di illegittimità relative alla gestione degli impianti sportivi, del verde e dei parchi, con riferimento a Ginepri e al Peppino Impastato, che sarebbero state manifestate da Piccioni in consiglio senza per il momento alcuna risoluzione. Decisamente difficile è anche la situazione della Vigor, ma la cosa che più scandalizza la popolazione è senza dubbio l’esempio, accuratamente videofilmato, delle troppe infrastrutture ultimate da due anni che versano in situazioni di totale incuria e abbandono : il centro polivalente di aggregazione in via Garibaldi, il campetto polivalente del Peppino Impastato dove avrebbe dovuto sorgere il parco urbano dell’acqua,il secondo piano dell’ex convento di San Domenico, il centro per il turismo sociale di Ginepri, con 85 posti letto pronti. “La città sul fronte culturale sta morendo” conclude la Villella, che introduce l’intervento di Antonio Saffioti relativamente alla nascita e alla campagna di autofinanziamento del TIP Teatro, creato da Dario Natale dopo la mancato proroga del contratto di gestione del Teatro Umberto da parte dell’amministrazione : un modo per resistere, perché “anche se la politica è immobile, i cittadini non lo sono”.

Giulia De Sensi

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