
Lamezia Terme, 1 febbraio - “Essere moderati e allo stesso tempo in rivoluzione”. Con queste parole Francesca Zaccaro ha motivato la sua scelta di scendere in campo nel Mir, (moderati in rivoluzione), davanti a una sala gremita di curiosi a amici in un hotel al centro della città. Si parla di rivoluzione ideologica, d’impegno civile, sociale e politico, ha spiegato. Nel programma del partito ci sono obiettivi pratici come, l’istituzione di una banca pubblica. Il Mir è un movimento completamente nuovo e l’avvocato lametino ha deciso di “accettare questa sfida”, così lei l’ha definita. La candidata alla Camera dei deputati, ha spiegato ai suoi elettori che è una risposta politica contro la stanchezza che stanno soffrendo tutti i cittadini per la vecchia classe politica. Si commuove, sorride e ripete che i sermoni dei politici che promettono e non mantengono hanno portato le persone a essere sfiduciate. La credibilità è terminata. Per questo loro si presentano come un movimento di persone che non ha un passato politico, e rivogliono dare fiducia e conforto a tutti coloro, che hanno deciso di non votare. Ha fondato il movimento politico da solo, Giampiero Samorì, avvocato, professore e banchiere e ora Presidente nazionale del movimento e che ha scelto nelle sue liste solo lavoratori e persone corrette. Si è concentrato sull’abolizione dell’Imu e sullo strapotere di Equitalia, l’intervento di Gianfranco Aricò, capolista al Senato che ha ribadito che la prima casa non può essere tassata e l’agenzia Equitalia non può pignorare per un mancato pagamento. Sul versante magistratura, per Aricò, esistono due tipologie. Quella operativa che lavora in silenzio e quella da palcoscenico. La seconda non è al di sopra delle parti. Ha terminato il suo intervento, con l’auspicio che le persone vadano a votare, liberamente.
Maria Arcieri

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