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Lamezia Terme, 25 gennaio - Si è svolta oggi la manifestazione, indetta dal sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, ma che coinvolge tutti i sindaci della provincia di Catanzaro, in merito al conferimento dei rifiuti nella discarica di Pianopoli. Questa mattina, dunque, davanti la discarica si sono ritrovati diversi sindaci dell'hinterland lametino, tra cui il sindaco di Lamezia Speranza ed il sindaco Abramo, per protestatre contro i conferimenti di rifiuti da zone che non siano della provincia catanzarese. I sindaci con questa manifestazione, alla quale erano presenti per l'ordine pubblico polizia di stato, carabinieri e polizia municipale, chiedono al Commissario per il superamento dell'emergenza ambientale Vincenzo Speranza che a conferire nell'impianto privato di Pianopoli siano solo i comuni della provincia di Catanaro e non più quelli delle province di Cosenza e di Reggio Calabria.

"Abbiamo agito così - ha spiegato Abramo - non per venire meno al principio di solidarietà ma per affermare il sacrosanto diritto dei Comuni della nostra provincia di utilizzare prioritariamente i siti che insistono sul nostro territorio". In tarda mattinata, il commissario straordinario per l'emergenza, Vincenzo Speranza, a conclusione di un incontro con Abramo, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, l'assessore regionale alle Politiche ambientali, Francesco Pugliano, e altri rappresentanti istituzionali, ha firmato un'ordinanza in base alla quale "gli scarti di lavorazione degli impianti di Alli e Lamezia Terme, che servono praticamente tutti i Comuni della provincia di Catanzaro - riporta una nota - saranno conferiti nella discarica di Pianopoli con assoluta priorità. Potranno, in particolare, godere di una corsia preferenziale dalle 7 del mattino fino alle 18. Solo dopo tale orario scaricheranno i mezzi delle province di Cosenza e Reggio Calabria. In tal modo, Alli e Lamezia Terme saranno notevolmente alleggeriti e potranno consentire ai Comuni, con in testa il Capoluogo, di smaltire l'arretrato e tornare nel giro di una decina di giorni alla normalità". "Una grande vittoria dei Comuni della provincia di Catanzaro - ha detto Abramo - abbiamo dimostrato che l'unità è la nostra forza".

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LE REAZIONI

Cgil: "Non è così che eviteremo che i comuni vengano sommersi da rifiuti"

"Cari sindaci, così non si salva nessuno. Lo diciamo comprendendo lo spirito che ha mosso i primi cittadini del catanzarese che hanno presidiato la discarica di Pianopoli per ottenere la priorità a scaricare i rifiuti del catanzarese anziché quelli provenienti da altre province". Lo sostengono, in una nota, il segretario generale della Cgil della Calabria, Michele Gravano, ed il segretario generale di Catanzaro, Giuseppe Valentino. "Non è così - aggiungono - che eviteremo che i nostri comuni siano sommersi dell'immondizia. probabilmente si rinvierà il problema di qualche mese per poi tornare allo scempio diffuso per le strade. Il problema non è presidiare una discarica, sulla quale tra le altre cose, vorremmo essere tranquillizzati in termini di sicurezza per l'ambiente, e sul recupero del percolato; ma costruire una proposta politica sul ciclo integrato dei rifiuti. Sfidare la Regione Calabria a fare le scelte necessarie ad evitare la continua emergenza, chiudere l'esperienza commissariale che considerare fallimentare è il minimo, dopo 16 anni attività che hanno portato soltanto sprechi. Come Cgil abbiamo chiesto, e lo ribadiamo, la definizione di un programma di incentivazione finanziaria alla raccolta differenziata destinato alle Autonomie locali, anche attraverso il passaggio dalla tassa alla tariffa; il trasferimento alle prefetture, coordinate da quella di Catanzaro, delle competenze straordinarie di individuazione e gestione delle emergenze, nonché delle necessità e fabbisogni dell'impiantistica più adeguata alla lavorazione, al recupero ed allo smaltimento dei rifiuti. "Solo così, regolando il sistema - concludono Gravano e Valentino - si può evitare che la nostra terra diventi una discarica a cielo aperto, con il rischio, tra l'altro, per tanti lavoratori impegnati nel settore di perdere la loro già precaria occupazione".

 

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