
Lamezia Terme, 19 ottobre - L'ultimo comitato di valutazione del "PON Sicurezza" ha dato il via libera a 26 nuovi progetti su tutto il territorio nazionale. Fra le proposte approvate, rientra anche quella di un" Centro polifunzionale destinato all’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati extracomunitari regolari" a Lamezia finanziato per 1.964.043 euro. L'intervento riguarderà l'edificio, mai completato, noto come "Palazzo della Cultura" e ubicato in una traversa di via del Progresso. Il progetto iniziale era stato redatto sulla base di un finanziamento regionale inizialmente gestito dalla Comunità Montana Reventino Tiriolo Mancuso e, successivamente, trasferito al Comune di Lamezia Terme (anni '89-'94). Nei primi anni '90 fu completata una prima parte dell'edificio e corrispondente all'importo finanziato. Nel 1999 è stato poi effettuato il collaudo statico della struttura realizzata. Si tratta di un fabbricato a due piani, con una superficie di oltre 300 mq ancora da completare nelle sue parti funzionali. Dal Comune fanno sapere che i lavori di nuova progettazione "prevedono la riorganizzazione degli accessi, la sistemazione delle aree esterne, l'ultimazione dell'edificio al fine di renderlo adeguato al programma funzionale relativo alla realizzazione del Centro Polivalente per Immigrati Extracomunitari. Al piano terra dell’edificio troveranno posto i seguenti spazi: desk informativo e spazio accoglienza, Sportello dei Servizi di Orientamento per l'Integrazione Sociale e Lavorativa, sportello dei servizi socio-sanitari; sportello dei servizi di orientamento per l’integrazione sociale e lavorativa; laboratorio di formazione linguistica; laboratorio di formazione professionale; sala per la socializzazione e il tempo libero; sala mensa per la distribuzione di pasti pronti. Al primo piano dell’edificio sono previsti: locale tecnico; area incontri, lettura e baby sitting; sala lettura e biblioteca multietnica; sala ludoteca. In prossimità dell’accesso - aggiungono dal Comune - è stata prevista una piazzetta finalizzata alla socializzazione". Dal Comune aggiungono come il "progetto del Centro Polifunzionale muove dalla volontà di dare vita ad un luogo di incontro e confronto tra culture differenti dedicato ai migranti. L’idea basilare - spiegano - è quella dell’integrazione reale, un laboratorio permanente di socializzazione che vada oltre la fase della prima accoglienza e dell’ascolto, ed offra una concreta possibilità alle persone migranti di mettersi in gioco. Le iniziative che si svolgeranno all’interno del Centro (corsi di lingua, cucina, ballo e musica, feste interculturali, rassegne cinematografiche, iniziative per bambini, concerti di musica etnica, convegni e incontri di approfondimento) avranno altresì l’intento di coinvolgere e mobilitare i diversi attori del tessuto locale (istituzioni, associazioni, famiglie, singoli) favorendo la reciproca conoscenza, le interrelazioni e quindi il contrasto dei fenomeni di intolleranza e la positiva integrazione delle nuove popolazioni". In particolare, dal Comune spiegano che le attività che si svolgeranno all'interno riguarderanno essenzialmente "la formazione di base e professionale (laboratori per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, iter e procedure amministrative finalizzate alla permanenza, educazione civica finalizzata all'apprendimento di arti e mestieri valorizzando anche le competenze e le capacità degli immigrati); servizi di orientamento formazione ed accompagnamento al lavoro con servizi e percorsi personalizzati per le famiglie extracomunitarie favorendone l’integrazione e l’inclusione sociale; creazione di uno sportello dedicato ai servizi di emersione del lavoro non regolare; mediazione culturale compresa le attività di mediazione linguistica-culturale presso scuole; assistenza socio – sanitaria; attività ricreative e culturali (attività per il tempo libero con la partecipazione di adulti e minori per favorire lo scambio intergenerazionale); servizi di accoglienza con servizio mensa (distribuzione pasti pronti); altri servizi finalizzati all’inclusione degli immigrati regolari (babysittereraggio, spazi attrezzati per bambini). Il Partenariato socio–culturale - aggiungono infine dal Comune - sarà aperto innanzitutto alle organizzazioni di rappresentanza del terzo settore, del volontariato e del non – profit, ed inoltre agli enti pubblici che daranno il loro contributo, ognuno per la parte di propria competenza".
Il Palazzo della Cultura quindi sarà ora completato grazie ad un finanziamento del Pon Sicurezza rivolto all'integrazione dei cittadini extracomunitari. Diverse sono state negli anni le prese di posizione ed i servizi giornalistici che denunciavano lo stato di degrado, abbadono e spreco di denaro pubblico della struttura. Tra le ultime prese di posizione in ordine di tempo ricordiamo quella assunta dal "Comitato Civico Sussidiarietà e Lavoro" del quale è presidente Salvatore Cittadino, il quale chiedeva spiegazioni sullo stato di degrado della struttura e come il Comune intendesse recuperarla. Ora sembra che i fondi ci siano ma, invece che una casa della cultura o un centro diurno per anziani, la struttura, una volta completata, sarà adibita a centro d'integrazione per cittadini extracomunitari. Su questo argomento, già da alcuni mesi, i residenti della zona avevano espresso delle riserve perchè, a loro dire, non vorrebbero che tale centro diventasse poi una nuova moschea così come quella già presente in località Marinella.
© RIPRODUZIONE RISERVATA