Salta al contenuto principale

comune-lamezia-bianco-2017_51619_275da_c8423_a0b51_43571_febfa_f67bc_93946-1_64aad_b2c9f_b066d_e5519_6d2d2.jpg

Lamezia Terme - Dopo il Consiglio comunale che ha approvato l'assestamento e la salvaguardia degli equilibri di Bilancio, la pausa ferragostana giunge "tempestiva" per far riflettere i partiti della maggioranza su "cosa fare da grandi" e il sindaco, Mario Murone su eventuali “sterzate” da compiere. Prima di addentrarci nell'analisi politica del momento, è giusto ricordare che il Comune è atteso da due mesi importantissimi che segneranno le sorti della città. Dal 21 luglio in poi, è scattato il conto alla rovescia. Da quella data, infatti si contano i "fatidici" 90 giorni entro i quali l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco, Mario Murone dovrà stabilire con esattezza in quanti anni (pare 15) "ripianare" il disavanzo di -50milioni di euro (con possibilità che possa ancora lievitare).

Un tempo certamente lungo sul quale, dopo il ritorno per l'approvazione definitiva in Consiglio comunale, Corte dei conti prima e Cosfel (Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali) dopo, dovranno dire la loro. Esprimere parere positivo o negativo.  La domanda che in tanti si pongono è legata alla durata del "ripiano". Al netto dei controlli di merito e delle valutazioni, il quesito ricorrente che in questi giorni circola (e pare preoccupare), è se la Corte dei conti approverà un Piano spalmato in tanti anni, oltre a quelli già proposti dall'Ente lametino con l'Amministrazione precedente.

Cosa diranno i magistrati contabili su questo ennesimo ripiano? È più "conveniente" per l'Ente chiedere il dissesto o "costringere" anche le future Amministrazioni a dover "barcamenarsi" e operare tra rinunce e precarietà finanziarie?
 
I nodi politici
 
In attesa di conoscere le decisioni e sapere il destino del Comune, rimangono i nodi politici interni ad una maggioranza che pare sì compatta al momento del voto, ma che dà diversi segnali di "insofferenza" proprio per la "costipazione economica" in cui si è costretti ad operare.  Gli elettori del centrodestra e tutta la città, vogliono comunque risposte. E questo si è palesato per esempio nel corso del recente Consiglio comunale. Non è passato inosservato ai più, l'intervento del capogruppo di Futuro nazionale, Massimo Cristiano quando, dopo avere criticato "l'impostazione data dall'assessore al Bilancio Nardo", ha proseguito affermando di "non entrare nel merito perché rischierei di essere devastante. Noi siamo per soluzioni politiche e non tecniche. Un anno fa abbiamo fatto un patto politico con il sindaco Murone". 

Insomma, l'idea dei sacrifici economici ai Vannacciani lametini non va proprio giù. Eppure esprimono una rappresentante nella Giunta, oltretutto assente al momento della deliberazione dell'esecutivo sul riequilibrio. Una non tanto "velata minaccia" quel "potrei essere devastante" che ancora suona nelle orecchie degli osservatori politici e, immaginiamo, anche in quelle del primo cittadino che più di un anno fa strinse un accordo politico non con i vannacciani, bensì con la Lega. Cosa rimane ora di quell'accordo se lo chiedono in tanti ormai da quanto il Generale Vannacci ha deciso di mettersi in proprio e "tradire" Salvini con la conseguenza che anche a Lamezia i seguaci del deputato Furgiuele hanno "cambiato bandiera". I risvolti e le implicazioni di natura politica nazionale, si voglia o meno, hanno ricadute anche nelle periferie, e Lamezia non è da meno. A ciò si aggiunge la ormai conclamata posizione critica dell'Udc con il consigliere Nicotera e la posizione di Fratelli d'Italia, palesata in particolare nella seduta che doveva approvare il Piano di riequilibrio. Le settimane che verranno ci diranno come proseguirà l'esperienza amministrativa del centrodestra a Lamezia. Ovvero, se ci sarà un rilancio dell'azione programmatica o se il sindaco Murone dovrà mettere mano e "rivedere" eventuali accordi. Tutto ciò sperando soprattutto di superare le "Forche caudine" della Corte dei conti.

Antonio Cannone

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.