
Lamezia Terme - Lettera aperta delle componenti la Commissione comunale per le Pari Opportunità, presieduta da Rosa Andricciola, al presidente Scopelliti per quanto riguarda le scelte operate sulla Sanità nel lametino. Di seguito, il testo della missiva inviata al Governatore della Calabria.
"Illustrissimo Governatore, nella nostra qualità di componenti della Commissione Pari Opportunità del Comune di Lamezia Terme affiancate dall'assessore con delega, avv. Milena Liotta, sentiamo il dovere di farci portavoce di tutte le donne lametine, anche di quelle che, come certamente ricorderà, in occasione della sua candidatura costituirono un comitato elettorale a suo sostegno, per rappresentarLe lo stato di grave malessere, di forte preoccupazione e risentimento per le scelte da Lei operate nella sua qualità di Commissario per la sanità della regione Calabria. Le aspettative sulla sanità che Ella, con le sue promesse, aveva suscitato in noi in sede di campagna elettorale, sono state letteralmente tradite e sono state completamente trascurate quelle che, in relazione alla maternità, sono esigenze vitali e primarie nei casi di interventi di urgenza per maternità a rischio.
É chiaro il riferimento alle misure adottate riguardo al TIN, che di fatto paralizzano l'attività degli ambulatori di neonatologia ed ostetricia e quindi la possibilità delle utenti di fruire del servizio in casi di urgenza con grave rischio di incolumità e sopravvivenza per gestante e nascituro/a. La presente anche per dirLe che non siamo più disposte a prestar fede alle sue dichiarazioni rassicuranti perché, per quel senso pratico che ci caratterizza come donne, siamo portate a dare credito e valore solo a ciò che verifichiamo concretamente sul campo e, a riguardo dei servizi sanitari del nostro comprensorio, quel che ci consta è che si sta progressivamente attuando un disegno perverso di invisibile e lento smantellamento del nostro ospedale e, cosa ancora più grave, anche di quelle strutture di eccellenza che hanno qualificato e qualificano il nostro nosocomio. E non ci si venga a dire che questo è dovuto ai tagli imposti dal piano di rientro ovvero alla necessità di ridurre i costi di gestione perché è fuori da ogni logica ed elementare criterio di ragionevolezza e di economia di spesa che si lascino scoperti di servizi essenziali alcuni comprensori per mantenerli in duplice o triplice copia in altri.
Così come vorremmo capire a quale criterio di avveduta pianificazione aziendale ovvero a quale logica di contenimento di spesa si ispira la creazione di un servizio aggiuntivo di cardiologia a Reggio Calabria, in deroga al piano sanitario regionale, in presenza di altre strutture già funzionanti e riconosciute come poli di eccellenza a livello regionale. Riteniamo pertanto politicamente ed eticamente inaccettabili pianificazioni aziendali e provvedimenti che hanno come costi la penalizzazione delle fasce più deboli di cittadini che, per potersi curare, devono accollarsi spese aggiuntive di trasferimenti e di giornate lavorative. Come donne che delle “pari opportunità per tutti” fanno la ragione del proprio impegno e la loro bandiera, ci
rivolgiamo a Lei perché voglia riappropriarsi del proprio ruolo di garante della salute di tutti i cittadini correggendo storture ed imparzialità che la minano dalle fondamenta. Le daremo pubblico riconoscimento se si adopererà per fare questo. Restiamo in attesa di riscontro ed intanto Le porgiamo un cordiale saluto".
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