
Lamezia Terme – “Noi la criminalità la contrastiamo con i fatti e mettendoci la faccia. Qui non troveranno un atto dove si possa dire che la criminalità organizzata abbia condizionato l’agire amministrativo, e se dovessero indicarlo, in 10 minuti riuscirò a dimostrare che è stato indicato in maniera errata”.
Mascaro non ci sta. Alla proposta di scioglimento del consiglio arrivata al Ministro dell’Interno, dopo giorni concitati, risponde con una conferenza stampa pubblica in via Perugini. Affiancato dalla sua maggioranza, lo scopo è quello di ribadire tutte le attività portate sinora avanti a contrasto della criminalità. Al centro, le pagine delle sue memorie che sia il 6 settembre, sia il 16 ottobre, aveva inviato alla Commissione d’accesso, chiedendo inoltre di essere ascoltato sui fatti. Ma il primo cittadino non era stato messo al corrente della conclusione dei lavori né del loro esito, ed è per questo che, trapelata la notizia, aveva parlato di un “vero e proprio sopruso e di un attacco al cuore della democrazia”.
Un incontro quindi, voluto necessariamente per chiarire tutti gli aspetti sul futuro incerto della città, su argomenti di stretta attualità come le polemiche sulle norme antindrangheta cancellate dal Reu del Psc, ma soprattutto sugli intendimenti prossimi della maggioranza di Governo cittadino, sul quale pende la mannaia del terzo scioglimento per infiltrazione mafiosa dopo quello del 1991 e del 2002.
“Ci stiamo giocando il destino della città”
“Oggi ci stiamo giocando il futuro dei prossimi 30 anni della città, perché sul piatto ci sono partite importanti, una su tutta la Sacal, ricordatevi in futuro questo nome, ma anche le altre partecipate o il Psc, guai a chi non vuole approvarlo”. E ancora: “Lo scioglimento sarebbe la morte definitiva della città, in questo momento, non possiamo disattendere appuntamenti decisivi. Se verrà la fredda gestione commissariale, saranno i nostri nipoti a piangerlo. Perche Mascaro passa – aggiunge ancora con toni accesi - ma le macerie resteranno. Sono certissimo che Lamezia non verrà sciolta per mafia. Chi vuole cacciarmi si sbaglia, qui si gioca il destino di Lamezia e per difenderla siamo pronti a tutto”.

Se la commissione d’accesso ha proposto lo scioglimento, evidentemente però qualcosa di rilevante avrà trovato. Il primo cittadino, ripercorrendo quanto portato avanti in questi anni, prova a fare delle supposizioni, citando anche alcuni casi in Calabria, come San Sostene o Joppolo, dove, nonostante la relazione commissariale sfavorevole, non si è infine giunti allo scioglimento.
"Abbiamo contrastato la mafia e ripristinato le regole di buona amministrazione”
“La relazione della commissione antimafia 2016 – evidenzia - dice chiaro che un elemento identificativo di un Comune condizionato, è quello di tenere i beni confiscati chiusi, impedendone destinazione sociale per favorire l’egemonia e il prestigio delle cosche. Ma mentre qui stiamo parlando, nel nostro altro Palazzo alle 13 scade il termine per una domanda presentata su tre beni confiscati dal valore di un milione di euro – afferma Mascaro – beni nel cuore di Lamezia, simbolo di contrasto alla criminalità, solo la punta dell’iceberg di un processo che ci ha portato in due anni ad accelerare su ben 21. Ci siamo poi costituiti parte civile in molti processi, o ad esempio abbiamo intitolato il parco Gancia a Tramonte e Cristiano o contribuito per il festival Trame nonostante le difficoltà economiche, perché anche l’atto simbolico, quando accompagnato da quelli concreti, diventa un corollario necessario”.
Mascaro parla poi di delibere legate alla precedente amministrazione revocate invece dalla sua Giunta perché definite illegittime e per le quali poi non è stato fatto nemmeno ricorso al Tar. “Se parliamo di concessioni di beni comunali senza bando invece, e quindi affidamenti diretti, altro aspetto su cui potrebbero inoltre basarsi, siamo a 15 per loro, anche tra primo turno e ballottaggio, e a 2 per noi, nonostante un arco temporale nettamente superiore. Abbiamo contrastato la mafia e ripristinato le regole di buona amministrazione”.

Le polemiche in questi giorni non sono di certo mancate, soprattutto sulle norme cancellate dal Reu del Psc e sul piano spiaggia. Mascaro parla di “macchina del fango che sta cercando di distruggere l’amministrazione tirando fuori due argomenti assurdi”. Un piano spiaggia, a detta di Mascaro, che non poteva essere modificato perché entrato in vigore già prima della sua carica, e un Psc che per quelle norme ha dovuto seguire gli articoli del codice antimafia.
“In una mia eventuale futura carriera politica, ma non ci sarà, mai inserirò nuove norme che vadano contro determinate regole che invece abbiamo ripristinato in tutto”. Infine una rassicurazione sulla sua squadra: “Questi consiglieri comunali, questi assessori e questo sindaco, andranno avanti come fosse il primo giorno, non si fermano e non si fermeranno, è posizione condivisa e continueremo a buttare il nostro sudore. Era doveroso - conclude - dire ai cittadini cosa si è fatto, poi posso anche essere fucilato, ma con la mia maggioranza, ci andremo sempre a testa alta".
Alessandra Renda
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