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Lamezia Terme - Mentre in città prosegue lo sgombero del campo Rom con l’assegnazione delle case destinate ai nuclei familiari che man mano lasciano la baraccopoli di Scordovillo, abbiamo fatto il punto della situazione con il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone per comprendere lo "stato dell'arte" anche alla luce di alcuni interventi apparsi sui social e sulla stampa di esponenti dell'opposizione relativamente ad un presunto “allarme sociale” che, secondo alcuni, potrebbe avere risvolti di ordine pubblico. Proprio sulla scorta di questo paventato "pericolo", abbiamo dunque ascoltato il parere del primo cittadino. 

Sindaco, in questi giorni assistiamo ad alcune dichiarazioni, in particolare di esponenti di Futuro nazionale, che parlano di allarme sociale e pericolo per l'ordine pubblico. Vuole dirci come stanno realmente le cose? Esiste, e in che termini, il pericolo paventato in particolare nella zona del Razionale?

“Non esiste assolutamente alcun allarme sociale, né pericolo per l’ordine pubblico. Sono affermazioni che vengono strumentalmente formulate da alcuni soggetti che fomentano gruppi di cittadini prospettandogli situazioni che non corrispondono alla realtà. Infatti, nel quartiere Razionale sono state allocate negli alloggi Aterp alcune famiglie provenienti dal campo Rom Scordovillo, e rispetto a queste sistemazioni abbiamo ricevuto, invece, il plauso di molti cittadini che hanno sottolineato come le stesse non avessero comportato alcun problema per la regolare convivenza. Vorrei comprendere allora quanto questo allarme sociale sia “spontaneo”, e come faccia il presunto pericolo per l’ordine pubblico a derivare da sentimenti di preoccupazione che albergherebbero tra i cittadini: quali cittadini?Basterebbe guardare proprio i video che vengono divulgati sui social per comprendere chi organizza le riunioni per strada che vengono mostrate e come le stesse non possano, invece, ritenersi assolutamente spontanee; basterebbe individuare chi attacca gli striscioni e chi chiama la gente a riunione: è una situazione, peraltro, facilmente accertabile da tutti. Peraltro, a scanso di ulteriori equivoci che tali soggetti potrebbero ingenerare, nel quartiere Razionale è prevista la sistemazione di un’altra sola famiglia proveniente da Scordovillo.

Ci tengo a precisarlo perché, avuta notizia della ricerca, ai fini del possibile acquisto da parte dell’Aterp, di immobili nella predetta zona, molti proprietari hanno avanzato proposta di vendita. Tali proposte sono state rifiutate perché è coerente con il progetto realizzato dalla Regione non collocare nella medesima zona un numero elevato di famiglie provenienti da Scordovillo, perché ciò non ne faciliterebbe il reinserimento sociale. In altri termini, deve essere chiaro che la finalità del progetto è il superamento del capo Rom con il reinserimento dei relativi cittadini nel tessuto sociale lametino, e non la creazione di nuovi ghetti”.

Oltre a quanto da lei affermato, a che punto è lo sgombero e quante famiglie sono state fino ad oggi allocate nelle nuove abitazioni?

“Lo sgombero va avanti senza sosta. Le famiglie allocate nelle nuove abitazioni sono circa 45, esattamente la metà di quelle che erano presenti nel campo Rom. Si procede, però, con cautela in quanto bisogna tenere conto dell’età e delle condizioni di salute dei soggetti che sono interessati dagli spostamenti, nonché della presenza di minori in età scolare. Nei prossimi giorni avverranno altri spostamenti e conseguenti abbattimenti di baracche e container, fino alla realizzazione dell’intero progetto che ha - come più volte segnalato - dei tempi stringenti”.

E' possibile fare un bilancio anche solo parziale del lavoro del Comune, al di là di quello delle forze dell'ordine, per quanto di loro competenza della Progetto sud per l'inserimento sociale e dell'Aterp per gli alloggi?

“Il Comune, nella realizzazione di questo progetto, sta svolgendo esclusivamente una funzione di supporto alle Autorità prefettizie e regionali; ha messo a disposizione assistenti sociali ed ha fornito alcune strutture comunali necessarie per consentire l’attività materiale di assegnazione degli immobili; ha contribuito, inoltre, alla individuazione dei residenti nel campo di Scordovillo e dei relativi nuclei familiari, attività preliminare alla successiva assegnazione degli alloggi. L’Aterp è l’ente proprietario dei beni interessati dal progetto, e quindi, in base alla normativa comunitaria e regionale, procede direttamente alla loro assegnazione ai nuclei familiari che andranno ad occuparli. Deve essere chiaro: questo è un progetto speciale; non si stanno sottraendo abitazioni o risorse economiche ad altri cittadini, in quanto i Fondi regionali sono specificamente destinati solo ed esclusivamente alla realizzazione di tale progetto. I beni acquisiti e ristrutturati non avrebbero potuto - e non potranno - essere assegnati ad altri cittadini perché la finalità dell’intervento è quella del superamento del campo Rom, per cui non si sta ledendo il diritto di alcuno con esclusioni o ritardi nella assegnazione degli alloggi. Progetto Sud e le altre associazioni coinvolte nel cosiddetto progetto “Intrecci” prestano assistenza materiale, sociale e culturale alle persone interessate, e provvederanno nel futuro a svolgere attività di supporto per il definitivo inserimento sociale delle stesse”.

Sulla vicenda sgombero e l’assegnazione degli alloggi, ma soprattutto sulla complessa questione Rom più in generale, il Pd aveva richiesto nelle scorse settimane una seduta ad hoc del Consiglio comunale. Pensa che da qui a breve possa essere accolta?

“Inutile dire che la fissazione del Consiglio comunale è prerogativa del presidente del Consiglio. Comunque, nei prossimi giorni si terrà un Consiglio comunale nel quale verranno affrontate anche alcune delle problematiche insorte sulla questione Scordovillo. Poi si stabilirà, di comune accordo con i consiglieri di opposizione proponenti, le Autorità prefettizie e quelle regionali, se sia ancora necessario o opportuno che si tenga tale Consiglio comunale aperto”.

Antonio Cannone

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