
Lamezia Terme - E’ un sindaco che non le manda a dire quello che ha incontrato la stampa dopo il consiglio comunale di lunedì e le ultime esternazioni a mezzo stampa di alcuni esponenti politici e di associazioni cittadine. Dice di aver aspettato due giorni prima di replicare. Due giorni in cui ha letto diversi commenti all’indomani del consiglio comunale ma ora ha deciso di prendere la parola perché “disgustato” di alcune affermazioni e soprattutto stanco “di essere facile bersaglio”. In sintesi, riportiamo ampi stralci sui diversi punti toccati dal Sindaco durante l’incontro con la stampa.
Rimango con dignità, altrimenti non sarò semplice bersaglio
“Io non chiedo di rimanere qui al mio posto. Con quel discorso in consiglio mi ero mosso in una logica di serenità. Se rimango devo farlo con dignità. Ormai è chiaro che c’è il tentativo di utilizzare il fatto che rimango al mio posto per avere un facile bersaglio. Sia chiaro: non ci deve essere nessun bersaglio. Se non fossimo a giugno o luglio ma a gennaio lo risolverei da solo il problema attuale così come feci con il tribunale. Sono una persona che quando dice una cosa, la fa”.
PSC
“Io non sto dicendo che il consiglio comunale deve accettare ciò che dico io, ma sul Psc il consiglio comunale deve poter discutere. E’ possibile che qualcuno debba poi farsi la pubblicità sul fatto che non si è fatto il Psc”.
L’insolenza di Ruberto secondo il Sindaco
“Faccio un esempio che è capitato proprio oggi. Questa mattina c’è stata la riunione di due commissioni alle quali era stato invitato il direttore generale dell’Asp Mancuso perché il Comune ha completato un bel lavoro sull’ex guardia medica di Sambiase ma attualmente il servizio si trova presso il pronto soccorso. Devo dire che non solo non è stata detta una parola a favore del completamento della ristrutturazione ma, addirittura, il vice presidente del consiglio Ruberto si è permesso di dire che il sindaco da una parte fa il corretto e dall’altra fa la manifestazione di Sel contro Mancuso. Questa è un’insolenza, Ruberto. Ed io questo genere di cose da oggi in poi non le posso più accettare. E’ del tutto evidente che non potendo scendere a livello di queste insolenze faccio ora un discorso che sia chiaro per tutti. Per me, l’episodio di oggi di Ruberto è insolenza preordinata”.

Rapporto civile deve essere reciproco. No al turpiloquio
"Non c’è una situazione rovesciata. Chi governa a Lamezia? Un sindaco eletto dai cittadini che ha contro i poteri forti e che in maniera rispettosa non ha mai avuto la maggioranza in consiglio comunale e che, quindi, ha avuto un rapporto civile con i consiglieri. Ma tale rapporto deve da ora in poi essere reciproco. Devo restare in modo super partes? Lo faccio, ma non scendendo a livello di turpiloquio. Perché ho la mia dignità. Sono stato eletto dal popolo ma potrei facilmente fare ora un boato, ma sicuramente dopo tre mesi potreste darmi responsabilità sulla città. Parliamo di cose concrete, invece, come i 6.400.000 milioni di euro che stanno per arrivare e altrettanti ne arriveranno a febbraio e si pagheranno le imprese".
Lo scorso consiglio vissuto come una trappola
“Da questo momento si cambia pagina. Si amministrerà giorno per giorno. Situazione Rom, pagamenti etc.. Voglio ribadire che i toni di dialettica politica li rispetto e posso anche accoglierli. Ma per quel che riguarda il tono del turpiloquio ecco, devo confessare che lo scorso consiglio mi sono sentito a disagio non potendo fare niente. Il consiglio comunale scorso l’ho vissuto come una trappola. Questo perché nelle riunioni con i consiglieri c’era un clima positivo. Poi in consiglio è scattata la trappola. Vorrei che si portassero a termine cose avviate. No ho niente perchè non si voti nel 2014 ma, ribadisco, non permetterò che si faccia sulla mia pelle”.
Ai consiglieri che chiedono dimissioni io dico di presentare mozione di sfiducia. Perché non si dimettono loro?
“Ci sono consiglieri che vogliono una mozione di sfiducia? Bene,ì, che la tirino fuori, la presentino. E’ moralmente disgustoso, invece, che ci siano ogni giorno comunicati di singoli o associazioni che gridano all’inciucio. Non è chiaro, di questi tempi, se ci sia la necessità di amplificare la confusione e la rissa oppure un piano di chiara civiltà. Se si vuole dissociarsi lo si faccia subito. Cosa so che accadrà a settembre quando si andrà a votare il bilancio? I cittadini mi hanno votato e io rimango qui fino a che non c’è un qualcosa, una mozione, che mi fa cadere. Perché certi consiglieri non si sono sono dimessi loro? Non c’è nessun paradosso ma il fatto che io non ho la maggioranza. Se il consiglio volesse me ne andrei subito. Ho fatto un discorso programmatico e mi sono trovato davanti ad un processo. A questo dico di no. Se questi che hanno fatto il documento vogliono collaborare va bene, altrimenti cosa vi costa la chiarezza di tornare a votare? Dov’è il paradosso? Quello che non posso accettare è di essere per i prossimi sei mesi imputato e bersaglio: questo è incivile e profondamente sbagliato. Non è vero che il centro destra appoggia il sindaco, ma una parte dei consiglieri si rende conto che è meglio fare alcune cose. Certo, il clima è tale che si può arrivare alla rissa. E’ un clima brutto. Il fatto che non mi posso ricandidare, come avrei potuto fino a sette mesi fa, favorisce il trasformismo e certi comportamenti”.

Se si continua così risponderò colpo su colpo
“Non c’è nessuna guicciardinata, nessuna strategia machiavellica. C’è chi addirittura come il consigliere Chirillo dice che mi candido alla regione. Ora Basta. Rispetto e distanza nelle reciproche cose. Sono qui disponibile sia per critiche costruttive che per suggerimenti ma non per aggressioni o intimidazioni. Se si continua così non ci sarà più il clima di pacificazione e risponderò colpo su colpo. Loro non si dimettono ma dicono a me che devo farlo ogni giorno dalle pagine dei giornali. C’è una situazione in cui farò di tutto per non esasperarla ma non sono più disposto a porgere l’altra guancia. Per alcuni consiglieri in quel documento approvato c’è una logica strumentale per buttare fango fino alle prossime elezioni. Ma io in questi termini non sono disponibile”.
Virna Ciriaco
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REAZIONI
Francesco De Biase (Udc): "Speranza è uscito allo scoperto abbandonando suo buonismo"
"Finalmente è uscito il vero volto del Sindaco Speranza, quello cioè di aver abbandonato un buonismo di facciata e di aver ripreso il carattere ad egli più consono, di storico comunista attaccabrighe. Ma il paradosso è quello che, anziché bisticciare con coloro che lo hanno disarcionato, ovvero gli amici del centro sinistra del PD e quanti della stessa area lo hanno sostenuto, se la prende con quanti gli si trovano a passare davanti. Ma andiamo per ordine, forse la sua rabbia conservata, risale fin da quando, dopo aver governato a suo dire bene, la sua coalizione anziché riconfermarlo nel ruolo, lo sottopone alle primarie. Non bastando ciò, da sempre, viene tenuto sotto scacco da un PD, il quale non gli riconosce il ruolo di Sindaco infallibile, e nel contempo, per le numerose nottate dai lunghi coltelli e dai non facili “regolamenti di conti” lo obbligano a governare sempre in una situazione precaria, senza una giunta mai al completo, e quando gli si offre la garanzia di un plenum di giunta, prendono le distanze ben cinque consiglieri- SIC! Poi l’atto finale. Invoca, in C.C. in una supplica politica generalizzata, i consiglieri, (e non i partiti) a condividere, su determinati punti di sviluppo, (non portati a temine durante i suoi due mandati politici), un percorso breve e di fine mandato del suo governo, implorando responsabilmente sostegno a favore dello sviluppo della città- Il tutto viene raccolto in un documento finale da approvare, e che cosa succede ? Il Sindaco assieme ad una pseudo maggioranza, si tirano indietro e il C.X vota compatto. Qualcuno nel frattempo interpreta erroneamente la scelta di stesura di “quel documento” sintetizzato dal centro dx come sostegno incondizionato verso il governo Speranza e non già per la marginalità in cui è stata relegata la città, e in Sindaco anziché prendersela con se stesso, con la sua coalizione, con i consiglieri a cui aveva promesso nomine e attenzioni vari, rivolge il suo sguardo e le sue iatture, verso i consiglieri di opposizione, alcune volte anche responsabile, i quali, con lui, non hanno nulla da spartire sul piano politico. Ergo, la sua ultima conferenza stampa, biliosa e poggiata sul fallimento politico del suo mandato, doveva servire a far dire al sindaco: non ho una maggioranza in consiglio; quella iniziale mi è stata regalata attraverso un artifizio mai registrato; il PD mi tiene sotto scacco; non reggo più per una fragilità e precarietà costante del mio governo; ho fatto le valigie e mi dimetto per eventualmente candidarmi nelle future competizioni- Forse così avrebbe fatto meglio- Ora invece ha affermato che governerà fino alla fine, dovrà quindi dimostrare come lo farà, fin dal prossimo consiglio. Ai posteri l’ardua sentenza".
Vescio (Progetto Lamezia): "Brutta pagina il turpiloquio in consiglio comunale"
"Più che un democratico confronto politico tra le diverse forze in campo, più che la moderazione e l’osservanza delle regole di una società civile, più che una seduta costruttiva e responsabile, nel consiglio comunale del tre giugno scorso si è celebrato in qualche caso il trionfo dell’insolenza e della volgarità gratuita! Officiante il rito del consigliere Bruno Tropea del gruppo “Lamezia Indipendente”, che tormentato dal sacro furore, in un misto di idioma patrio interpolato da lemmi non ancora recepiti dall’enciclopedia Wikipedia, ha dato un notevole contributo agli orizzonti dell’umano sapere utilizzando un linguaggio violento e insolente, percorrendo scompostamente l’aula consiliare e argomentando con toni tali da provocare l’intervento del Presidente del consiglio comunale Muraca, che lo censurava a più riprese. Ci illudevamo di sedere in un luogo sacro, dove si decide e si discute della sorte della città di Lamezia e dei suoi cittadini. Prima, durante e dopo ci siamo chiesti: da chi siamo rappresentati? Com’è possibile e fino a qual punto è consentito che consiglieri comunali possano esprimersi e usare toni incivili e offensivi, attaccando volgarmente e ingiustamente sul piano personale? Possiamo capire un’aspra ma contenuta e democratica contestazione squisitamente politica. Ci può anche stare. Quello che non tolleriamo e condanniamo, da cittadini responsabili e rispettosi verso gli altri, è il vile attacco personale, costruito con parole volgari e per nulla adatte durante lo svolgimento di un Consiglio comunale. Un atteggiamento, quello del consigliere, poco degno della veste istituzionale che purtuttavia egli occupa: grazie anche, è il caso di sottolinearlo, ad una candidatura che gli fu da noi offerta nelle liste del Sindaco con un atto di generosità, ben sapendo in molti che la sua presenza avrebbe ridotto le possibilità altrui di essere eletti.In politica, e non solo, l’etica assume un valore imprescindibile, tanto più quando ci si rapporta a persone, siano essi alleati o avversari. In questo Consiglio si è superato ogni limite: modo, forma contenuti, argomentazioni, riferimenti, precisazioni (tutti al negativo per forma espressiva volgare) hanno superato la soglia di decenza. Non vogliamo dilungarci oltre. Debbiamo però evidenziare, nostro malgrado, la sgradevolezza della scena. In democrazia la critica dura ci può e ci deve stare, le contumelie e le insolenze sgarbate no, sono altra cosa, e francamente non sono accettabili. Non possiamo nascondere la nostra amarezza a fronte della tanta pochezza e non vogliamo essere noi a disilludere gli illusi. Comunque sia, una brutta pagina da dimenticare".
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