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Lamezia Terme, 19 dicembre – E’ un sindaco Speranza che non le manda a dire quello che si è presentato oggi alla conferenza stampa di presentazione del Psc approvato ieri in Giunta e che ora dovrà passare dalle forche caudine del consiglio comunale. Il Sindaco è intervenuto all’inizio della discussione avanzando alcune obiezioni alla nota politica diffusa ieri in serata dal segretario del Pd Tonino Barberio e che, sostanzialmente, prende le distanze dalla Giunta Speranza. Il sindaco ha ricordato l’accordo di cui fa menzione lo stesso Barberio nella nota del Pd. Si tratta, in pratica, dell’assegnazione di poltrone. Speranza elenca così la carica di “presidente del consiglio comunale così come quella del presidente dell’ Ente Fiera oltre a due assessori”. “La mia Giunta era monca – ha ricordato - perché il Pd doveva designare gli assessori, persino le deleghe furono tenute da me in attesa che dal Pd ci facessero sapere le loro intenzioni.

Quindi – sottolinea – c’’è un inizio non vero nel comunicato del Partito Democratico che non corrisponde alla realtà dei fatti”. Poi, Speranza va nello specifico e ripercorre gli ultimi avvenimenti che hanno portato alla rottura comunicata ieri a mezzo stampa “il Pd ha sì ritirato gli assessori dalla Giunta ma c’è da dire che abbiamo lavorato insieme in tutti questi mesi con ben undici riunioni da settembre a qualche giorno fa, cioè fino a che lo stesso Pd ed  i suoi organismi avevano deciso di approvare nel merito il Psc salvo poi improvvisamente cambiare. Resta dunque un interrogativo: perché avviene tutto questo? Noi - ricorda - siamo partiti a giugno del 2010 con questa delibera sul documento preliminare: su 29 presenti in consiglio comunale sono stati 20 i voti favorevoli e 9 gli astenuti. Un Piano, dunque, che ha iniziato il suo iter sul piano preliminare senza alcun voto contrario, significa che c’è stata discussione”. Per Speranza sono stati ben due anni e mezzo di discussioni e approfondimenti, niente di così “frettoloso” così come citato nella nota politica aggiungendo come siano stati diversi i professionisti in seno allo stesso Pd “che hanno lavorato e collaborato con Crocioni nella scrittura delle norme”. Il sindaco ha poi voluto anche ricordare come la definizione del Psc sia imposta dalla legge urbanistica regionale che fissa a giugno 2013 la sua scadenza “altrimenti se per quella data non abbiamo gli strumenti urbanistici ci potrebbe essere il commissariamento”.

Poi, Speranza ricorda cosa è avvenuto nell’ultima riunione, dove le “cose non sono andate così come dice la nota del Pd. Io – ha detto – ho proposto di approvare rapidamente nella giornata di venerdì scorso il documento perché il professore Crocioni era sceso da Bologna e per me si poteva definire già subito l’assetto della giunta, cioè che ero in condizione di nominare una nuova giunta. In quel momento mi è stata posta una domanda, ovvero se escludevo categoricamente la possibilità di una mia candidatura alle prossime elezioni nazionali. Io a quel punto ho risposto che non sono candidabile perchè non mi sono dimesso entro il 31 ottobre. Non sto cercando nessuna candidatura e che non mi presentavo alle primarie per le candidature e che anche per la leadership mi ero fatto i fatti i miei dal punto di vista amministrativo. Quindi concludevo rispondendo che al 95% escludevo questa possibilità. Il segretario del Pd aveva apprezzato la mia sincerità e ci eravamo lasciati in maniera interlocutoria con Crocioni che sarebbe ritornato martedì o mercoledì per l’approvazione in Giunta”.

Poi, la marcia indietro del Pd. Per Speranza essere stato poi definito come l’ex sindaco di Catanzaro Traversa ha dell'inverosimile: “Io come Traversa? Le cose non stanno così. Traversa è stato per un anno sindaco di Catanzaro io sono da sette anni e mezzo sindaco di Lamezia ed ho tutta l’intenzione di restarci. Vorrei però capire come è possibile in un momento come questo, ad  una persona che ha cominciato il suo mandato di sindaco con la porta del comune bruciata e che per 5 anni è stato senza maggioranza, e che quotidianamente si confronta con i problemi della città, dire che avrebbe tradito il mandato nei confronti dei cittadini. Il problema è che ieri mi sono permesso, come sindaco di questa città, di proporre in Giunta qualcosa che è poi stata approvata dalla maggioranza. Probabilmente bisognava prima chiedere il permesso e poi si sarebbe potuto fare qualcosa. Ma io non posso fare il sindaco così. Il problema  - aggiunge – c’è, lo avverto.

Il problema è di chi ha scritto queste cose. Non è un mio problema”. Poi su possibili dimissioni domanda e dice: “Avete in testa la partitocrazia delle caste? Perché se è così avrei già dovuto dimettermi. Ma le cose non stanno così. Tra 20 giorni, quando sarò ancora qui a fare il sindaco , cosa faranno  o diranno chi mi ha  paragonato a Traversa? Che senso ha questo comunicato quando c’è un’alleanza di centro sinistra che può vincere la sfida del Governo di questo Paese di qui qualche mese. Farò di tutto. Non c’è nessuna lite tra me e il Pd. Ed anche tra 20 giorni il problema non sarà mio ma un loro problema su cosa diranno e sceglieranno di fare. Io andrò avanti e porterò in consiglio il bilancio di previsione per il 2013. Se il bilancio di previsione sarà bocciato allora noi andiamo a casa. Ma ripeto, il problema non è mio ma di chi ha fatto questo comunicato. Non mi presterò a far finta di niente. Non farò più con queste persone riunioni riservate, ma da ora in poi le farò pubbliche. Questi toni cruenti e acrimonia nei miei confronti – conclude - non riesco a capirla”.

Virna Ciriaco

 

LE REAZIONI

Crapis, segretario cittadino Sel

"Non so quale demone abbia obnubilato la mente del gruppo dirigente del Pd e del suo segretario, ma un demone ci deve pur essere se si commette un errore così evidente. Il documento del Pd firmato dal suo segretario è, prima che sbagliato nel merito, un grave abbaglio politico. Ci si  accorgerà di questo tra qualche giorno quando, con il sindaco ancora in carica, ci si troverà di fronte ad una ferita difficile da rimarginare. Il Pd ha fatto come quella setta che avendo previsto la fine del mondo si rifugiò in un angolo della Svizzera per un suicidio collettivo. Una strategia, in buona o cattiva fede, autolesionista che fa male a sé e agli altri. In politica tutto passa, è vero, ma questo atto  rischia di segnare un punto di non ritorno nei rapporti tra le forze del centrosinistra. Tra l’altro è frutto di un pensiero corto, perché è chiaro a tutti, forse meno agli strateghi di corso Numistrano, che  di fronte a conflitti e divisioni gli elettori del centrosinistra non premiano nessuno, piuttosto si allontanano nauseati. Perché rompere se sul PSC erano state accolte tutte le osservazioni del PD, come lo stesso partito aveva riconosciuto pochi giorni prima? Perché non aspettare qualche giorno per far decantare gli equivoci sorti sul futuro dell’amministrazione? E, perché, uso le parole di Bersani, questo traccheggiamento politicante su una questione, come il Psc, che prima d tutto deve guardare all’interesse dei cittadini, e non ai vantaggi di posizionamento per questo o quel partito,  e che nessuno si sarebbe comunque sognato di approvare nel caso di una ( remota)  brusca interruzione della sindacatura? Perché infine portare un attacco così forte ad un sindaco che è espressione di un partito nazionale con il quale si fa un’alleanza e una campagna comune? Tutti interrogativi che fanno apparire politicamente ancora più irrazionale l’iniziativa del segretario del PD e del suo gruppo dirigente".

Cittadino, Comitato Sussidiarietà e Lavoro

"Speranza come Stalin soffre di delirio di onnipotenza, la sua incoerenza si coglie ogni giorno di più, forse aspetta da Bari la notizia sul suo futuro. L’incertezza di una candidatura alla Presidenza della Giunta regionale domani o la certezza di una candidatura alla Camera oggi lo ha messo in crisi. Questo dilemma ha fatto andare nel pallone il Sindaco, al quale della città di Lamezia importa poco, pochissimo, anzi niente. Il PD finalmente ha battuto un colpo, c’è ancora, meno male che ha dato segni di vita prima che la città fosse relegata , con l’approvazione di questo PSC, all’emarginazione totale rispetto alle dinamiche economiche regionali, grazie PD nella speranza di poter dire grazie alla minoranza, che ha il dovere di vigilare ma di smascherare i veri interessi, perché questo PSC è il crocevio di scambi ? tu mi voti ed io do ? stiamo attenti ed anche troppo , gli interessi dei singoli non debbono avere la meglio sul generale, questo è il difetto della politica tattica di cui Speranza n’è un abile interprete e di che livello! Si capisce bene adesso il legame tra Speranza e Galati, lui blocca lo sviluppo della città dando mandato a Cicione di produrre questa porcheria di PSC, il secondo acquista potere in regione dimostrando che Lamezia non è un ostacolo nei giochi di potere regionali. Tutto questo poi, in aggiunta sminuisce il potere politico della Lo Moro avversario alla Camera di Galati. Adesso viene il bello, se Speranza si candida alla Camera, Galati avrà due avversari e non uno solo, ed anche se le liste sono regionali i voti del lametino verranno divisi per un fattore imprevisto, e quindi tutti perderanno credito rispetto ai partiti nazionali. Questo dilemma verrà risolto nei prossimi giorni, ma la consapevolezza che abbiamo affidato le sorti della città ovvero le sorti dei nostri figli e del loro futuro a gente irresponsabile  e meschina resta. Quante dimostrazioni bisogna ancora accumulare per capire che la politica in città è vissuta solo per curare interessi personali. Il metodo migliore per “sgamarli” consiste nel confrontare la famiglia del politico prima ed oggi. Dove abitavano e dove abitano, come era la casa prima e dopo, il lavoro dei figli e affini prima e dopo, il lavoro del coniuge prima e dopo, la macchia prima e le macchine dopo, le case prima e dopo, e così via, resterete sorpresi. Allora diciamo al Sindaco, rivedi il PSC con gente capace e competente, liquida la Multiservizi diventata un carrozzone politico, manda a casa tutti questi Dirigenti che ci costano così tanto e non hanno prodotto nulla di valido; tanto per precisare il protocollo elettronico è una frana e sta bloccando il Comune. Apri un dibattito pubblico sul Porto Turistico e taglia i legami con Catanzaro che non vuole che Lamezia cresca, perché incapaci di gestire sviluppo, mentre sono bravi ad utilizzare il sottosviluppo a proprio vantaggio. Ascolta se ne sei capace ascolta tutte le voci che vengono dalla città e rinuncia a ritenere che sei il più intelligente, finora hai dimostrato di essere il più furbo , sapendo che la furbizia è un sottoprodotto dell’intelligenza".

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