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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota politica della consigliera comunale Teresa Benincasa in cui chiarisce la sua posizione. La consigliera, infatti, conferma la sua "leale opposizione al Sindaco".

"La disubbidienza a metodi che ritengo sleali è per me un dovere. E impedire che il Consiglio ascoltasse il tecnico che ha elaborato il Piano Strutturale della Città prima di aggiornare la seduta, dopo un adeguato esame in sede di commissione, è stato a mio avviso un esercizio contraddittorio con le finalità dichiarate nel documento che ho sottoscritto. Togliere la parola è un’imposizione impropria e per certi versi rozza della politica. Tanto disancorata dai principi di lealtà da indurmi a pensare che ho fatto male ad essere presente nella riunione di opposizione dichiarata utile per fare approvare un documento di garanzia dei lavori per l’adozione del Piano. Quanto è accaduto basta per dirmi indisponibile, vita consiliare durante, a inviti che di politica hanno solo la circostanza. E che si rivelano espedienti a trabocchetto pensati per neutralizzare differenze scomode e per dare copertura ad intenzioni che distorcono la rilevanza politica.

Ribadisco la mia opposizione leale al sindaco che ha in mano le sorti della città evidenziando di essere al di fuori della forza emergente della “minoranza-opposizione allargata”. Abbraccio la croce di restare minoranza di una costituenda maggioranza che reputo sleale verso la città: si dice in 15 di scegliere il dialogo e voler fare proseguire il mandato del sindaco fino alla primavera del 2014, per evitare il commissariamento, e poi si accusa di tradimento l’unica esponente che persegue tra  i banchi dell’opposizione la volontà di riuscire a fare prevelare il dialogo allo scontro. O forse qualcuno interpreta con fierezza machiavellica che si chiuda la bocca del tecnico che ha elaborato il Piano? Cosa avrebbe condizionato l’ascolto dell’ing. Crocioni? Se non a mettere in luce i lavori su cui la commissione urbanistica è direttamente interessata. Mi auguro che nella Commissione presieduta dalle forze di opposizione, le osservazioni al PSC possano elevarsi guardando non solo al mondo delle costruzioni, ma allo sviluppo economico e sociale. Puntando sulle potenzialità che tutti riconoscono al nostro territorio: il mare, le terme, il sistema agricolo, la montagna, la posizione geografica con la mobilità e i servizi regionali. Nel PSC non ho riscontrato per ognuna di queste componenti una proposta progettuale. Attualmente la proposta elaborata non offre un progetto di città ma conferma l'esistente consentendo di riempire gli spazi rimasti vuoti. Manca lo studio e la relativa proposta di una viabilità che riduca i tempi di percorrenza tra i vari estremi del territorio, che semplifica la mobilità, e gerarchizza le strade. Mentre è irrazionale una strada da 7 milioni di euro che rischia di degradare a sud un’urbanizzazione irrazionale dei suoli. Il PSC conferma l'esistente, con tutte le zone abusive privandole di qualsivoglia Piano di recupero. E annulla tutti i Piani di Edilizia economia e popolare trasformando gli standard di Piano in zone edificabili, distruggendo il disegno urbano, ghettizzando queste aree vaste in quanto si annullano i servizi. Nella proposta di adozione del Piano non vengono trattati i vincoli ambientali che penalizzano il nostro territorio spesso senza ragione, si pensi al vincolo paesistico in area industriale. Naturalmente c'é tanto altro, ma credo che queste siano le cose essenziali…

Quanto alle politiche culturali della città il mio impegno costante nella Commissione consiliare ha offerto la candidatura alla presidenza dopo la nomina di Pierpaolo Muraca in giunta. L’accusa che una presidenza di commissione possa fungere da moneta di scambio politico, senza tener conto che altre presidenze sono andate legittimamente al Pdl e non solo, mette in evidenza l’assoluta stupidità dell’accusa. Scusate la franchezza. Sembra più moderno e “cliccato” primeggiare destreggiandosi nella precarietà, nell’opposizione esasperata, ma la lealtà a costo di sembrare antiquata e in declino, è una virtù alla quale resto fedele. E se tradisco le aspettative di una “minoranza allargata” e sfascista, trovo conferma ad andare avanti. Per la strada della responsabilità".

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