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Lamezia Terme - Si è riunito il comitato cittadino dell'Udc per discutere dell'attuale situazione politica lametina stilando un documento a firma del segretario cittadino Giancarlo Nicotera e del capogruppo in consiglio comunale Francesco Chirillo che come giornale riportiamo integralmente qui di seguito.

Risulta chiaro e palese a tutti che la copiosa maggioranza che ha sostenuto in questi anni l’attuale governo cittadino non esiste più. Una ampissima maggioranza che si componeva di ben 19 consiglieri (18 più il sindaco) si è, in quest’ultimi tre anni, dissolta come neve al sole. Il tutto condito da risse continue, frutto di una sterile partitocrazia, accuse fortissime e giunte perennemente monche. La città però non può pagare dazio per le lotte intestine interne al centro sinistra, in quanto queste diatribe hanno portato ad una situazione di paralisi e di immobilismo che è risultata assolutamente deleteria per Lamezia Terme. Libri dei sogni mai realizzati. Investimenti, progetti e prospettive come il lungomare o il porto o altri interventi di sviluppo urbano, finanziati con fondi regionali, fermi e paralizzati o che languono da anni. Occorre mettere da parte gli egoismi e gli interessi politici personali di coloro che, pur di rimanere in sella al governo della città per garantirsi magari future candidature altrove, intenderebbero “vivacchiare” a scapito del rilancio effettivo di Lamezia Terme e di una corretta e forte azione amministrativa. Non entriamo nel merito delle accuse lanciate dal Sindaco Speranza ai consiglieri che inizialmente, con entusiasmo, lo avevano sostenuto in un progetto che lui definiva di profondo cambiamento e sviluppo per la città. E’ troppo semplicistico e superficiale accusare sempre gli altri o chi osa muovere critiche o obiezioni, a volte per crescere davvero occorre fare una sana autocritica che sappia far comprendere le motivazioni di un fallimento.

Certo è che quando numerosi e validi professionisti, affermati nei loro campi lavorativi e professionali, sentono il bisogno di allontanarsi da un governo cittadino, senza rotta e senza prospettive di lungo respiro, vuol dire che il progetto non esiste più. Il documento che con grande senso istituzionale e di amore per la città il gruppo consiliare Udc, graniticamente e nella sua interezza ha votato, dimostra chi davvero tiene a Lamezia Terme senza interessi di sorta e senza ipocrisie politiche. Senso di responsabilità che ci ha indotto a non fare arrivare la città ad un altro “traumatico commissariamento”; nel contempo abbiamo espressamente e contestualmente richiesto al sindaco di dimettersi entro i primi mesi del 2014. Tutto ciò affinché la città possa arrivare l’anno prossimo a nuove elezioni democratiche che permettano ai cittadini di scegliersi liberamente i propri rappresentanti ed amministratori, giudicando altresì l’operato di questi lunghissimi diciassette anni di amministrazione cittadina da parte della sinistra. Per noi la volontà popolare è sacra: i cittadini hanno scelto nel 2010 una maggioranza ed un governo, ed è in quell’ambito che il sindaco e la giunta dovranno cercare, anche in questi ultimi mesi, consensi e voti per i loro, sempre più radi e poco incisivi, provvedimenti. L’Udc è, e rimane, all’opposizione in questo Consiglio comunale. Mai saremo la stampella di chi vuole governare, claudicando, la nostra città. Continueremo a tutelare gli interessi della collettività dalla postazione e con il ruolo di opposizione che le scorse elezioni ci hanno consegnato, nel rispetto del mandato degli elettori e della storia politica della città, che non possono e non potranno mai essere bypassati  da interessi di parte o da meri calcoli personali. Per quanto ci riguarda occorre da subito intraprendere un percorso condiviso che sappia riunire le forze di opposizione che dovranno convergere unite attorno ad un nuovo progetto di città che faccia tornare Lamezia ad essere forza e meta attrattiva, com’era in passato, e non relegandola come oggi ad una città che vede inesorabilmente ed impotente emigrare in massa molti dei suoi migliori giovani, anche verso vicine città calabresi".

 

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