
Lamezia Terme – Un consiglio comunale ridimensionato nei toni e nei modi, una volontà di spegnere, da parte di tutte le forze politiche, quella miccia accesa nella scorsa seduta quando non si era ancora discusso dell’operazione “Crisalide” e l’opposizione aveva deciso di abbandonare l’aula.
Tutti concordi invece oggi, tra maggioranza e minoranza, nello scongiurare un terzo scioglimento del consiglio, che potrebbe rappresentare una vera e propria mazzata per la città. All’ordine del giorno vi è infatti il subentro di Vincenzo Cutrì dopo le dimissioni del consigliere Giuseppe Paladino, pretesto utilizzato dai presenti per poter affrontare quanto non era ancora stato detto sull’operazione che ha portato a 52 fermati ritenuti affiliati alla cosca Cerra – Torcasio – Gualtieri.
Una settimana di fuoco quella trascorsa in via Perugini. L’operazione Crisalide ha lasciato strascichi inevitabili che si sono riversati tutti sull’amministrazione guidata da Paolo Mascaro. Giunta e maggioranza perdono pezzi. Dopo le dimissioni del vicepresidente Paladino, a seguito delle indagini che lo vedono coinvolto, è arrivata l’autosospensione della consigliera Marialucia Raso, ma ancor di più, le dimissioni inaspettate dell’assessore, anche ex vicesindaco, Massimiliano Carnovale. Un fulmine a ciel sereno per il Sindaco che, oltre alla possibilità di una Commissione d’accesso al Comune, si era visto attaccare su più fronti da un’opposizione che oggi invece in aula prova a smorzare i toni.
Pd: no a scioglimento del consiglio, sì a maggiore coinvolgimento dei partiti
Proprio il Pd, prima attraverso le parole del consigliere Pino Zaffina e poi quelle di Nicola Mastroianni, ha, nel consiglio comunale odierno, evidenziato però il sostegno all’Amministrazione, chiedendo maggiore coinvolgimento politico. “La nostra posizione – ha dichiarato Zaffina – è quella di essere contro lo scioglimento del consiglio. Siamo qui per fare in modo che questa consiliatura vada avanti, e che lei Sindaco, svolga ancora il suo ruolo. Su Paladino o Ruberto deciderà la Magistratura, ma hanno fatto bene, intanto, a dimettersi. Allontanarsi dalla politica non significa essere colpevoli – aggiunge – ma chiediamo ora un’inversione di rotta, un progetto che vada oltre la maggioranza e che coinvolga tutte le forze politiche con obiettivi ben definiti”. E ancora da Nicola Mastroianni: “Non ci sentiamo di tirarci indietro, anzi stiamo facendo passi in avanti. Nessuno ha dubbi sull’operato del Sindaco ma abbiamo la necessità che ora si affidi di più a tutte le forze politiche”. Dichiarazioni che potrebbero far pensare a delle larghe intese.
Piccioni, che nei giorni scorsi è stato protagonista di un botta e risposta con Mascaro, si schiera anch’egli contro qualsiasi ipotesi di scioglimento del consiglio, affermando: “Nessuno si è mai permesso di mettere in discussione la figura umana e professionale del Sindaco, ma le considerazioni di natura politica sono altre. Io non sono invece per alchimie o nuove giunte con rappresentanti del centro-sinistra, quanto piuttosto chiedere rassicurazioni a Mascaro sul futuro della città. Valutiamo quale sia la strada migliore da seguire”. Da Aquila Villella arriva la proposta di “azzerare tutto e aprire alle forze politiche sane, indipendentemente dagli schieramenti”.

Ufficializzato l’ingresso di Cutrì
Intanto in aula si ufficializza l’ingresso di Cutrì dopo la rinuncia della prima dei non eletti della lista “Pasqualino Ruberto Sindaco”, Patrizia Nicolazzo, per problemi personali. Cutrì, già consigliere comunale durante l’amministrazione Speranza, siede oggi tra i banchi dell’opposizione, ma non è detto che a breve non decida di schierarsi tra le fila della maggioranza. “Considerato il momento difficile che sta attraversando Lamezia, sono disponibile a contribuire per lo sviluppo della città. Sono convinto che la politica debba dare risposte più incisive” ha dichiarato insediandosi.
Mascaro: “Sotto i riflettori non l’agire amministrativo ma il voto elettorale”
Gli dà il benvenuto il sindaco Mascaro, che allo stesso tempo ne approfitta per chiarire la sua posizione alla luce delle ultime vicende giudiziarie. “Chi mette piede in questa aula sa già che deve servire la comunità tutta, indipendentemente dagli schieramenti politici e sono sicuro che è quello che Cutrì saprà fare per questa terra. In una città che oggi – precisa ancora il primo cittadino – sembra essere marchiata quale città che dalla mafia non riuscirà mai a sollevarsi. Abbiamo adesso la responsabilità di non abbassare la guardia e di non chiudere gli occhi. Questa è un’aula sempre rimasta aperta a qualsiasi confronto o dialogo. La mafia ha sette vite e sa nascondersi, può essere indirettamente al fianco di persone, anche istituzionalmente importanti, senza che se ne accorgano – aggiunge poi in merito a quanto successo nelle ultime settimane - l’unico modo per sconfiggere questa piovra è avere gli anticorpi”.

Il primo cittadino passa in rassegna quanto sinora fatto in 23 mesi d’amministrazione per opporsi alla criminalità, come la confisca e l’assegnazione di nuovi beni, l’attesa per il risarcimento milionario della sentenza Spes o l’essersi opposto all’interdittiva con conseguente revoca dell’appalto mensa. Mascaro ribadisce come debba fare un passo indietro chi risulta coinvolto anche indirettamente con fatti che potrebbero ledere all’amministrazione, sottolineando: “Se mai dovrà arrivare una commissione d’accesso – la stessa dovrà valutare contratti, appalti e servizi interessati da interferenze con la criminalità organizzata e io escludo che in tutti questi mesi ci sia stato un atto che vada in questo senso. Sotto i riflettori in questi giorni poi - ci tiene a precisare – non è stato l’agire amministrativo, quanto invece il voto elettorale”. Fa così riferimento all’intercettazione di Miceli contenuta nell’ordinanza “Crisalide” durante il ballottaggio per le amministrative 2015. “Miceli dice: io non vado a votare nessuno, tanto o Sonni o Mascaro non cambia niente. Questo a dimostrazione che la criminalità dal mio agire non ne avrebbe ricavato nulla”. Il suo è quindi oggi un appello alle forze politiche di maggioranza ed opposizione per guardare tutti dritti verso un unico obiettivo.
Un documento unico per dire no alla criminalità
Chiarimenti arrivano anche sulle dimissioni inaspettate dell’assessore Carnovale sotto indicazioni di Tonino Gentile, nelle quali alcuni membri d’opposizione hanno visto come un segnale dal Governo nazionale per quello che potrebbe ancora accadere. “Non rifiuterò le sue dimissioni e andrò avanti solo con chi, con determinazione, vorrà seguire lo stesso mio cammino. Carnovale è venuto da me - aggiunge Mascaro - dicendo solo di non riuscire più a sopportare la tensione mediatica della vicenda. Ognuno fa le sue scelte e sono anche disposto a sedermi con tutte le forze e parlare di tutto. Il messaggio resta però netto: andare avanti con chi al mio fianco intende respingere e alzare un muro contro la criminalità”.
Tra i banchi della maggioranza i consiglieri ribadiscono un loro secco no a quello che potrebbe essere un paventato scioglimento del consiglio comunale, difendendo la correttezza e la trasparenza degli atti amministrativi portati sinora avanti dal sindaco Mascaro. “La mafia è una cosa seria, non strumentalizziamola” ha affermato il consigliere Nicotera. La Raso, Cristiano e la Caruso fanno un plauso alla Magistratura per quanto messo a segno, il consigliere De Biase riconosce “la posizione nobile dell’opposizione contro l’ipotesi scioglimento” mentre il consigliere Muraca di Lamezia Unita sostiene come: “Alle forze dell’ordine spetta il compito di fare chiarezza sulle vicende giudiziare, a noi costruire un modello amministrativo improntato alla correttezza”.


Nel consiglio comunale odierno tutti i consiglieri ricordano la figura del senatore Petronio e all’ordine del giorno anche, l’approvazione di 13 debiti fuori bilancio ma anche un importante regolamento su interventi finalizzati al contrasto alla povertà e all’inclusione sociale a favore del singolo e del nucleo familiare, che però non trova approvazione per mancanza di numero legale in aula. Ma soprattutto, il risultato della discussione in aula sull’operazione Crisalide porta tutti i presenti a firmare un documento unico proposto dal consigliere Chirumbolo per opporsi fermamente alle infiltrazioni mafiose all’interno del palazzo Comunale e nel quale si esprime come “il consiglio comunale della città dice no alla ‘ndrangheta e ne condanna ogni sua espressione. La criminalità organizzata deve stare fuori e lontana da questo palazzo”. Su un’eventuale commissione d’accesso o un ipotetico scioglimento, però, non sarà un atto comunale a decidere.
Alessandra Renda
© RIPRODUZIONE RISERVATA