
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 7 luglio - “Nei prossimi giorni presenteremo alla stampa la proposta di legge depositata da un gruppo di deputati PD delle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia e Antimafia a metà giugno, all’indomani del voto sul ddl anticorruzione, che prevede sul tema una delega al Governo”. Lo comunica la parlamentare Doris Lo Moro, prima firmataria della proposta, sottoscritta anche dagli on.li Ferranti, Rossomando, Giovanelli, Amici e Garavini.
“Voglio però intervenire nel dibattito che si è aperto sul punto per sottolineare che la presunzione costituzionale di innocenza non impedisce al legislatore e alla politica di escludere la candidabilità di soggetti condannati anche solo in primo grado per reati gravissimi ed in particolare per reati di mafia. Non si tratta di considerare tali soggetti colpevoli ma di sancire che chi è colpito da una condanna anche non definitiva per reati del genere non abbia accesso alla carica di deputato, senatore o parlamentare europeo (in quota all’Italia) per carenza dei requisiti previsti dalla legge ed in particolare del requisito di onorabilità previsto per l’accesso a cariche pubbliche dall’art. 54 della Costituzione”.
“Entrare a far parte del Parlamento non è una necessità per nessuno. Fare il parlamentare non è una professione. E’ molto più importante preservare da ombre le Istituzioni anche attraverso sacrifici che possono rivelarsi ingiusti (in caso di assoluzione) che mettere a rischio la credibilità della politica e delle cariche di rappresentanza”.
“Avevamo predisposto un articolato emendamento sull’incandidabilità - spiega la parlamentare - ma non è stato possibile discuterne alla Camera dove sull’art. 12 del ddl anticorruzione (in materia di incandidabilità) è stata posta la fiducia. Abbiamo poi formalizzato una proposta di legge sul punto per non fare cadere nel vuoto una questione che va invece affrontata con urgenza e senza pregiudizi, con un’impostazione del discorso che superi ogni profilo di incostituzionalità e dia le giuste risposte alla necessità che si affermino anche per via legislativa principi fondamentali di etica pubblica ”.
Doris Lo Moro - parlamentare PD
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