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Lamezia Terme, 20 gennaio - "Ho seguito con disagio la discussione di questi giorni sulla presunta assenza nelle liste del Pd in Calabria di esperienze e di simboli antimafia. Non nego che le nostre liste potevano essere più ricche da questo punto di vista, perché è vero che nelle nostre fila ci sono tante personalità e tanti sindaci e sindache che avrebbero potuto rendere più visibile l’importanza che diamo e che daremo dal governo al contrasto della criminalità organizzata e in particolare della ‘ndrangheta. Ma questo dato, che ha suscitato perplessità legittime, non può in alcun modo oscurare le esperienze anche specifiche presenti nelle liste e soprattutto l’impegno programmatico che su questo fronte il Pd nella sua interezza ha assunto ponendo la legalità e il contrasto della criminalità organizzata e della corruzione come impegno preciso per il futuro governo. Se intervengo è perché trovo che si supera la misura quando si arriva ad affermare, come si legge tra le righe di alcune dichiarazioni, che il Pdl e Monti aprono all’antimafia mentre il Pd chiude. E’ una deriva sbagliata ed offensiva che va respinta. Io faccio politica oramai da tempo. Sono una donna calabrese, che ha svolto con onore il ruolo di magistrato in una terra difficile come la nostra e quello di sindaco della terza città della Calabria caratterizzando in maniera intransigente l’azione amministrativa sul valore della legalità. Senza mai esibirlo, ho anche subito nella mia vita personale la violenza della criminalità che insanguina la nostra terra. Eppure ho da tempo imparato che battaglie difficili come quella per la legalità e contro la criminalità organizzata, che sono al centro delle mie scelte di vita, devono essere collettive e caratterizzare l’azione di governo e che i simboli, anche quando sono veri, non bastano. Mi riconosco nelle liste del Pd perché, a prescindere dai candidati, il Partito Democratico è mobilitato su questi temi che saranno una priorità per il futuro governo guidato da Pierluigi Bersani che proprio per rendere esplicita l’idea del collettivo non ha voluto il suo nome nel simbolo elettorale. Noi candidati del Pd faremo la nostra battaglia che sarà vincente anche perché a sostenerla ci saranno i tanti radicati sul territorio che si riconoscono in questo comune progetto di giustizia sociale e di buona politica che ha come momento centrale il recupero del controllo del territorio da parte dello Stato".


Doris Lo Moro, parlamentare - candidata in Calabria nella lista Pd al Senato

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