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Giuseppe_Panarello_cicas 

Riceviamo e pubblichiamo

Lamezia Terme, 8 luglio - La Calabria del domani nessuno la pensa. Sarà l’emergenza continua, oppure il continuo ricercare il cosiddetto ”intrallazzo politico” che qui i decisori ed i decidenti, ovvero i padroni della cosa pubblica e di molte cose private continuano a farci perdere treni importanti per il nostro futuro. Loro sostengono che le direttrici dello sviluppo sono individuate e sane (ambiente, territorio, turismo, ecc.) però le contraddizioni ci attanagliano. Basta pensare alla sostenibilità ambientale, ed al turismo in un confronto “di fatto” con il mare sporco, i depuratori che continuano a non funzionare e con il progetto della centrale a carbone di saline joniche.

Cose calabre, viene da dire. In questa prima decade di luglio dell’anno domini 2012 abbiamo perso treni seri. Anche nella discesa tutta italiana, in questa decadenza di ricordo d’impero romano, di “spending review” una ragionata avrebbe potuto rilanciare la calabria. Faccio questa osservazione perché voglio annotare come nella battaglia di retroguardia per i tribunali e per salvare dalla morte qualche ente già zombie abbiamo dimenticato come per oltre venti lunghi  anni la Calabria è stata protagonista di atti, fatti e azioni politiche innovative verso la istituzione di aree urbane e metropolitane. La spending review ha  affermato l’area metropolitana di Reggio Calabria ma ha lasciato a piedi Cosenza-Rende e Catanzaro-Lamezia. Complimenti per il successo ai nostri rappresentanti. Il buon assessore regionale Giacomo Mancini qualche euro e qualche scelta aveva provato ad investirla sulle aree metropolitane, ma a questo punto vista la non sostenuta politica in questa direzione, viene da pensare che le scelte siano state le solite scelte di spesa.

In compenso abbiamo salvato qualche provincia inutile e perso 4 tribunali. Diciamo che nel campionato non siamo riusciti a non retrocedere, (abbiamo perso  cosi anche la battaglia di retroguardia)  e non abbiamo neanche provato a resistere sostenendo scelte di sviluppo. Anzi abbiamo cosi buttato a mare una storia politica di 30 anni. Sarà contento il solito homo politicus carrierista che domina la scena nella nostra regione: cosi ha sepolto i vecchi dinosauri e cerca di prolungare la sua vorace specie.

Un altro treno passerà!

Giuseppe Panarello

resp. Finanza & Credito Cicas

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