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Soveria Mannelli, 19 luglio - Il Sindaco di Soveria Mannelli, Giuseppe Pascuzzi, ha convocato la Rete dei Sindaci del Reventino, alla presenza di Francesco Talarico, Presidente del Consiglio Regionale, nella sala consiliare, in un incontro in merito all’adozione dei decreti del Commissario ad Acta Scopelliti, nn. 91 e 86 e nn. 102 e 106 del 18/06/2012. Con i primi due si è disposta la riconversione degli Ospedali di zona montana di Acri e San Giovanni in Fiore, con gli altri si è pressoché ultimata la rideterminazione dei posti letto per acuti e post-acuti dei soggetti pubblici e privati nell’ambito del riordino della rete ospedaliera. Presenti all’incontro il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Mancuso, il capitano Iervolino, don Antonio Brando, il Presidente della Comunità Montana dei Monti Reventino, Tiriolo e Mancuso, Sindaci e delegati dei Comuni di Bianchi, Cicala, Conflenti, Falerna, Gizzeria, Martirano Lombardo, Motta S. Lucia, Martirano, Pedivigliano, Taverna, Scigliano, Carlopoli, Colosimi, Decollatura, Gimigliano, Miglierina, Nocera Terinese, Platania, Tiriolo, Serrastretta, Sorbo San Basile. Il Sindaco Pascuzzi ha denunciato il “trattamento sperequativo in atto che si ravvisa nella disomogeneità del disegno organizzativo afferente ai quattro ospedali di zona montana, laddove, mentre a Soveria Mannelli viene ultimato un intervento di riconversione avviato nell’immediatezza dell’adozione del Piano di Rientro del 22/10/10 e che oggi va avanti a colpi di deroghe alle deroghe e sperimentazioni nelle sperimentazioni con un disegno organizzativo confuso che, in definitiva, declassa il Presidio di Soveria Mannelli eliminando beni, servizi e funzioni proprie dell’ospedalità pubblica, negli altri nosocomi, o si stenta a partire con il paventato ridimensionamento o, nella peggiore delle ipotesi, come nel caso di Acri e San Giovanni in Fiore, si definiscono modelli diversi con servizi e funzioni che fanno di quei Presidi dei veri e propri ospedali, con tanto di dotazione organica superiore alle 150 unità”. "Tutto questo è inaccettabile" alza la voce il Sindaco Pascuzzi "oltre che incomprensibile ed indifendibile". “Nel Piano di Rientro è tracciato un unico modello organizzativo, abbiamo da sempre chiesto ed auspicato dei correttivi a difesa dei Presidi di zona montana, ma che siano uguali per tutti, a garanzia del diritto alla salute dei nostri cittadini, che hanno pari dignità rispetto a quelli di Acri e San Giovanni in Fiore. È evidente che il Commissario architetta delle deroghe che nulla hanno a che vedere con il principio di ottimizzazione e razionalizzazione della spesa sanitaria, ma che risponde a logiche di tipo esclusivamente politico”. Ma questi rilievi, argomenta Giuseppe Pascuzzi, sebbene sotto il profilo tecnico della loro ammissibilità e sostenibilità, “sono stati abbondantemente mossi anche dal Tavolo Massicci, che ha recentemente paventato la possibile rimozione del Commissario ad Acta, Scopelliti, per il gravissimo ritardo registrato nella ridefinizione delle reti assistenziale ospedaliera, territoriale e dell’emergenza-urgenza, che lascia colposamente scoperta dal servizio sanitario, propriamente detto, cospicue zone di territorio interno, con decine di migliaia di residenti”. Insomma un trattamento penalizzante e discriminatorio per il Comprensorio del Reventino con i suoi 40.000 abitanti. Il Sindaco ha posto anche una importante questione di legittimità degli atti a carattere normativo adottati dal Commissario ad Acta rispetto alla riconversione, alla dequalificazione e soppressione dei Presidi ospedalieri, primi fra tutti quelli di zona montana, che non possono avvenire in violazione dei parametri e criteri stabiliti dalla legge e recentemente ribaditi da copiosa giurisprudenza. "La rete dei Sindaci - dicono - ha plaudito al presidente Francesco Talarico, che ha deciso, intervenendo e presenziando, di non sottrarsi ad un importante momento, dallo stesso definito di ascolto istituzionale, facendo sentire la sua vicinanza ad un importante territorio e ricordando come in passato si sia fatto concreto sostenitore dell’attribuzione della qualifica di Ospedale di zona montana al Presidio di Soveria Mannelli e fautore del mantenimento di tale importante qualificazione nell’ambito della normativa sanitaria regionale, che oggi consente ai Sindaci di impegnarsi in una lodevole battaglia di civiltà". Il presidente Talarico ha ribadito l’importanza strategica del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli, la cui utenza è rappresentata anche da vaste fette di popolazione della provincia cosentina, puntualizzando che sebbene nell’ottica di un generale ridisegno della sanità calabrese il nosocomio soveritano dovrà continuare a rappresentare un punto di riferimento certo e qualificato  per l’area lametina e del Reventino. La Rete dei Sindaci ha quindi chiesto a Talarico di farsi portavoce delle istanze del territorio facendosene carico e garante presso l’organo commissariale.

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