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Lamezia Terme - Il consigliere comunale di Progetto Lamezia Emilio Vescio torna a replicare a quanti criticano la giunta Speranza e la redazione dell’attuale Psc che ancora non è stato approvato in consiglio comunale e che da tempo suscita polemiche su fronti opposti. Secondo Vescio i detrattori dimenticano di ricordare le storture perpetrate nel nostro territorio da chi ha amministrato in precedenza oltre ad essere, tali critiche, puro esercizio pre-elettorale.

“Da un po’ di tempo leggiamo di tutto e di più. Non c’è giorno che attente penne, vuoi personali vuoi di Associazioni, non mancano di attaccare l’Amministrazione comunale, targata, come sostiene qualcuno, Speranza. Peccato che si dimentica (volutamente?) di citare molte altre targhe che hanno contribuito, nel passato, a non migliorare la già precaria condizione della nostra Lamezia. Ai posteri, comunque, i futuri commenti. Senza volere espressamente entrare nel merito politico (molto ci sarebbe da obiettare!) e senza minimamente prendere le difese di qualcuno (considerato lo spessore culturale è in grado, se vuole, di farlo da solo), non nascondo la mia indignazione nel leggere alcuni passaggi di un comunicato stampa del Comitato Civico Sussidiarietà e Lavoro, apparso sul web de “il lametino” il 12 ottobre c.a. Si legge: “Come è possibile che Sel faccia intervenire un medico in problematiche urbanistiche, tra l’altro di particolare complessità come il PSC”; “L’unica giustificazione che salva, è che tali  concetti vengono espressi da un medico”; “Come è possibile che la città sopporti ancora chi vorrebbe approvare un PSC, figlio della più cieca ignoranza”; “Solo una realtà sottosviluppata può creare tanto disordine sociale…”; “Come è possibile che tutto questo scempio culturale e fascista sia attribuibile a gente di sinistra”.

Non condividendo affatto simili gratuite affermazioni, ritengo che non necessariamente bisogna conseguire una laurea in urbanistica, magari seguito da un master ad Oxford, per avere uno sguardo attento alle continue trasformazioni e mutamenti della società contemporanea, inerenti le profonde implicazioni sulla domanda di spazio e di luoghi da abitare. Vorrei ricordare, al tuttologo di turno, che spesso la sensibilità, la passione, la cultura, l’amore per il bello, la ricerca della verità, per molti amministratori con la “A” maiuscola e per nulla interessati, sono doti (non comuni, questo sì!) che il più delle volte contribuiscono a fornire agli addetti ai lavori particolari input per la messa a punto e la pianificazione di un qualsivoglia progetto, sia esso di ingegneria, urbanistica, letterario, cinematografico, ecc. Non è corretto, secondo me, sostenere che il PSC è come vuole Crocioni. Vero è, invece, che la Va Commissione permanente ha mosso molti rilievi che verranno presentati e discussi in un prossimo Consiglio comunale. Il PSC è di tutti i consiglieri (e non sono tutti urbanisti) e sono loro i principali attori,non certo Crocioni. Questi, semmai, rappresenta il tecnico che mette in cantiere proposte, suggerimenti e quant’altro (v. preliminare fase d’ascolto costituita con incontri pubblici). A me sembra (non sono urbanista e non me ne voglia per questo l’attenta “penna” del Circolo Sussidiarietà e Lavoro) che lo sviluppo urbanistico nel suo insieme, tenuto conto delle innumerevoli criticità dell’ex PRG, è contenuto ed orientato verso un’armonizzazione del territorio. E’ impensabile e del tutto fuorviante, come altri sostengono, che “…tutto questo scempio culturale e fascista sia attribuibile a gente di sinistra”. Una cosa però è certa: si è sempre amministrato con coscienza e lealtà, ottenendo risultati concreti ed efficaci, pur in una situazione difficilissima. Ed a proposito di scempi bisognerebbe ricordare ad uno dei soci del comitato suddetto, pure ex sindaco della città per lunghi anni, gli scempi di allora compresa la mancanza completa di un piano regolatore. Una raccomandazione: prima di scrivere controllino, le abili penne, la scadenza dell’inchiostro”.

 

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