
Decollatura - Sorpresa doveva essere e sorpresa è stata. L’ultimissimo atto delle celebrazioni per il 140° anniversario dalla nascita di don Luigino Costanzo, il sacerdote-letterato che dà il nome all’Istituto d’Istruzione Superiore di Decollatura è stato uno dei momenti più emozionanti e forti di tutto l’anno scolastico. In occasione della riapertura ufficiale dell’Aula Magna nella sede centrale dell’Istituto, dopo i lavori di sistemazione effettuati e, soprattutto, il nuovo arredamento nel quale spiccano per bellezza e maestosità i pannelli realizzati dai ragazzi del Liceo Scientifico, guidati dal prof. Monforte, raffiguranti alcune delle opere più famose della storia dell’arte, soprattutto le due “teste” dei Bronzi di Riace collocati proprio sopra il palco dell’auditorium, è stato organizzato un convegno-dibattito dal titolo: «La Costituzione e i suoi valori» cui hanno preso parte illustri ospiti.
Uno su tutti, il testimone di giustizia Rocco Mangiardi, titolare di una storica attività commerciale a Lamezia Terme, che ha avuto il coraggio di denunciare una cosca locale per i tentativi di estorsione subiti. Oltre a Mangiardi sono intervenuti, il presidente della sezione provinciale ANPI, Mario Vallone e il Maestro Maurizio Carnevali.
Dopo i saluti della Dirigente scolastica, Maria Francesca Amendola, che ha reso omaggio agli straordinari ospiti presenti, è iniziato il racconto senza veli di Rocco Mangiardi e della sua esperienza di “resistenza”, proprio partendo, come ha sottolineato anche Vallone, “Dalla Resistenza Partigiana che ha consentito all’Italia di liberarsi dal Nazifascismo”. Vallone ha aggiunto che “dire no nella vita è importante. Come è stato per i 650 mila internati italiani durante la II Guerra Mondiale e anche i no da Rosa Parks a Socrate, dei no che sono rimasti segni tangibili e hanno cambiato il modo di pensare e di vedere le cose, così come ha fatto Mangiardi”.

L’imprenditore, a volte con la voce ancora rotta dall’emozione, si è rivolto agli studenti delle classi IV e V di Liceo, Agraria e ITI parlando a cuore aperto della sua “Vita e di un’infanzia di povertà, ma di grande dignità quando vivevamo in una soffitta a Torino e di incontri importanti come quello con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, uno che non predicava il Vangelo, ma lo metteva in pratica. Poi le scuole serali e gli insegnamenti importanti ricevuti dai professori. Un bagaglio di valori immenso trasmessomi innanzitutto dalla mia famiglia e che è stato fondamentale anche nella mia scelta di denunciare i miei estortori”.
Parole pesanti come macigni quelle di Mangiardi: “Quando si denuncia bisogna fare i nomi e i cognomi e io, quando vado a parlare come oggi in questa bellissima scuola, non ometto mai di rivelare le identità di chi avrebbe voluto 1200 euro ogni mese da me affinché dormissi sonni tranquilli”. E ancora: “La vita umana non ha prezzo, ma io ho scoperto una cosa sconvolgente, un killer per uccidere qualcuno prende dai 20 ai 25 mila euro e io avrei pagato non per dare il pane ad un onesto operaio della mia ditta, ma per far morire persone. Allora ci siamo guardati in faccia con la mia famiglia, i miei figli e lì, dai loro sguardi, ho capito che non avrei dovuto farlo”.
Mangiardi, che ha letto anche una poesia tratta dal sul bel libro … ha citato anche don Pino Puglisi quando afferma che senza i gesti le parole sono vuote e ha risposto a tutte le domande di studenti, insegnanti e degli altri presenti ribadendo il fatto di “non aver mai avuto paura per sé, ma per la sua famiglia, ma che il momento più bello è stato quando il giudice mi ha chiesto di indicare chi era il mio estortore. Perché – ha concluso l’imprenditore – se tutti smettessimo di chiedere favori alle organizzazioni criminali, ma anche a gente corrotta, e chiedessimo diritti sono convinto che il sistema crollerebbe. Perché la parola mafia non può essere accostata al sostantivo cultura. La cultura è libertà ed è emancipazione e dignità per l’uomo. La mafia è una non vita”.
Si accennava all’inizio alla presenza del pittore e scultore lametino Maurizio Carnevali all’evento conclusivo del progetto di educazione civica sulla Costituzione, pensato e realizzato in collaborazione con l’Anpi in stretta sinergia con la dirigente, Amendola e il Dsga, Giuseppe Ferrise, quale custode della “sorpresa” relativa a don Luigi Costanzo. Carnevali, interpellato, ha voluto esprimere il suo pensiero (autorevole) sulla presenza di Mangiardi. “Rocco (Mangiardi ndr) rappresenta uno di quegli uomini qualunque che, oggi, sono sempre più merce rara. In me stamattina, specialmente perché certe cose sono state dette in una scuola, c’è una bufera di sentimenti. Purtroppo certi messaggi – ha affermato ancora Carnevali – sono banalizzati e appiattiti, ma, una cosa è certa: riprendendo ciò che ha detto Mangiardi, se è un controsenso la cultura mafiosa, non lo è quella antimafiosa che, anzi deve essere sempre più radicata”.
Al termine del dibattito è stata, finalmente, svelata la sorpresa preannunciata, ovvero un altorilievo su marmo che raffigura don Luigi, realizzato da Carnevali che, a proposito ha detto, di essere stato onorato dall’aver ricevuto l’incarico di realizzare l’opera per la grande gentilezza e squisitezza, oltre che affetto, dimostrato dalla scuola e da chi, come Preside e Dsga, contribuisce a farla crescere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA