
Falerna - A Falerna è guerra aperta al degrado. Parte dal basso, ovvero da alcune associazioni di liberi cittadini sostenuti dalla giunta comunale del sindaco Daniele Menniti la voglia di abbandonare ogni tipo di lamentela per rimboccarsi le maniche e far fronte attivamente all’incuria cittadina per far rinascere così finalmente quello spirito di appartenenza ad una comunità che spesso ci si dimentica di avere. Di fronte alla mancanza di senso civico, all’abbandono selvaggio dei rifiuti, alla trascuratezza del verde pubblico e delle aree urbane la comunità falernese si dimostra solida e coesa al fine di restituire alla collettività le opportunità e le bellezze di un tempo. É difficile immaginare alla vista del tramonto mozzafiato sul golfo di Sant’Eufemia come la mancanza di consapevolezza e di educazione civica possa contribuire al declino di una area turistica con un grosso potenziale. É stata ribattezzata Riviera dei Tramonti, tutta quella costa che va da marina di Curinga a marina di Nocera, grazie ad un’idea di Giampiero Scarpino che si fa promotore della riqualifica di tutto il golfo partendo dall’invenzione di un nome che ha un grande appeal mediatico.

Ma il plauso va a tutti i volontari che si sono dati da fare e hanno prodotto risultati apprezzabili ed evidenti. Negli ultimi mesi, oltre all’organizzazione di una serie di passeggiate ecologiche per ripulire il litorale, sono stati effettuati diversi interventi che vanno dalla riqualifica di aree pic-nic attrezzate nei pressi del torrente Griffo, alla creazione di un percorso escursionistico di trekking per la riscoperta di boschi, cascate e laghetti. Nella stessa zona è stato riportato alla luce, poiché fino ad oggi completamente ricoperto dalle sterpaglie, un mulino ad acqua del XIII secolo.
Sulla scia dell’entusiasmo, un po’ per passaparola un po’ grazie all’aiuto dei social che facilitano le comunicazioni e le organizzazioni, tanta gente ha voluto dare il proprio contributo. Vittoria Albi, portavoce dell’associazione “Giardini condivisi” racconta che con il minimo supporto economico da parte di alcuni commercianti locali, il suo gruppo di volontari, costituito per lo più da donne, ha ridato vita ad una serie di aree verdi riciclando la plastica, adottando ed abbellendo le aiuole con fiori ed interventi artistici e creativi. L’associazione ha anche in programma la costituzione di un gruppo di volontariato per i servizi alle persone e un gruppo dedicato agli animali domestici. Una vera e propria mobilitazione da parte di chi ha preso vera coscienza del significato di cosa pubblica a dimostrazione che qualsiasi progetto, se non condiviso, è destinato prima o poi a fallire.
Dora Coscarelli

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