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Falerna - "Il vero valore di chi serve lo Stato non si misura soltanto negli anni trascorsi in servizio, ma nell'esempio che lascia e nella memoria che continua a custodire". In occasione del 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, Falerna ha ospitato il 4° Raduno Interregionale della Polizia Penitenziaria in quiescenza, un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il legame profondo tra uomini e donne che hanno dedicato una parte importante della propria vita al servizio dello Stato.

"Una giornata - spiegano in una nota - dal significato particolarmente intenso, che ha unito il ricordo dei Caduti per la Patria alla celebrazione dei valori di fedeltà, onore, solidarietà e senso del dovere, principi che accomunano tutte le donne e gli uomini in uniforme. La ricorrenza del 4 novembre rappresenta, infatti, molto più di una celebrazione istituzionale: è un momento in cui l'intera Nazione si raccoglie attorno alla propria storia, rendendo omaggio a quanti hanno sacrificato la vita per garantire libertà, indipendenza e democrazia. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che il nostro Paese deve custodire un patrimonio di principi capace di «unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità». Parole che assumono un significato ancora più profondo se riferite a tutti coloro che, indossando un'uniforme, hanno servito le istituzioni con disciplina, coraggio e dedizione, spesso lontano dai riflettori e affrontando quotidianamente sacrifici personali e familiari".

"Un'eredità che appartiene anche alla storia della Polizia Penitenziaria, ai suoi caduti, ai suoi servitori dello Stato e a tutti coloro che hanno svolto il proprio lavoro con dignità e senso di responsabilità.
Il raduno ha visto la partecipazione di numerosi appartenenti al Corpo in quiescenza, provenienti da diverse regioni del Mezzogiorno, in particolare Calabria, Puglia e Sicilia. Donne e uomini che, dopo tanti anni di servizio, hanno sentito ancora una volta il bisogno di ritrovarsi, stringersi la mano e riconoscersi in quella divisa che, pur non indossando più quotidianamente, continua a rappresentare una parte indelebile della loro identità".

"La giornata ha avuto inizio con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Maria Regina della Famiglia di Nocera Terinese, officiata dal parroco di Nocera Terinese, don Antonio Costantino. Un momento di raccoglimento e preghiera dedicato alla memoria dei colleghi scomparsi e di tutti coloro che hanno perso la vita nell'adempimento del proprio dovere. Un pensiero particolare è stato rivolto alle famiglie dei Caduti, alle quali va la riconoscenza di un'intera comunità, consapevole che dietro ogni sacrificio vi sono affetti, attese e dolori che il tempo non sempre riesce a lenire".

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"La Polizia Penitenziaria non è soltanto un Corpo dello Stato: è una comunità di uomini e donne che hanno condiviso esperienze, responsabilità, difficoltà e momenti indimenticabili. È una storia fatta di sacrifici silenziosi, di turni difficili, di lontananza dagli affetti familiari e di un impegno quotidiano spesso poco conosciuto dall'opinione pubblica. Essere in pensione non significa smettere di appartenere a questa grande famiglia. La divisa può essere riposta, il servizio attivo può terminare, ma i valori che hanno accompagnato una vita professionale restano impressi nel cuore e nella coscienza di ciascuno".

"Al termine della celebrazione religiosa, i partecipanti si sono ritrovati presso un ristorante di Falerna per un momento conviviale, occasione per continuare a condividere ricordi, emozioni e amicizia. Una giornata vissuta all'insegna della fratellanza, conclusasi con il tradizionale taglio della torta, affidato al componente più anziano del gruppo, arruolatosi nel 1959 ,gesto simbolico che ha voluto rendere omaggio alla storia e all'esperienza di chi ha dedicato tanti anni al Corpo. L'appuntamento è stato rinnovato al prossimo anno, con l'auspicio che il raduno possa continuare a crescere e coinvolgere sempre più colleghi, rafforzando quel senso di appartenenza che non conosce confini geografici né limiti di età".

"Il 4° Raduno Interregionale non è stato soltanto una giornata di incontro, ma soprattutto una testimonianza di memoria, riconoscenza e identità. Un'occasione per ricordare che il servizio allo Stato non si esaurisce con il pensionamento e che il valore di una vita trascorsa in uniforme continua a vivere negli esempi, nei ricordi e nei legami costruiti nel tempo. Come ci ricorda il Presidente Mattarella, la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per l'Italia deve essere custodita e trasmessa con consapevolezza alle generazioni future. È proprio questo il significato più autentico di giornate come questa: non dimenticare chi siamo stati, onorare chi non c'è più e continuare a sentirsi parte di una storia comune".

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