
Soriano Calabro (Vibo Valentia) - Sabato 12 settembre nel Santuario di San Domenico di Soriano Calabro, guidato da Padre Rosario Carlo Licciardello dell'Ordine dei Predicatori, e con la presenza di S.E. Mons. Vincenzo Rimedio, vescovo emerito di Lamezia Terme è stato presentato il volume a cura del Prof. Filippo D'Andrea “Mendicante di felicità per la sua gente. Studi e testimonianze” in onore del presule che ha governato la diocesi lametina dal 1982 al 2004.
Il Priore domenicano ha tratteggiato la biografia di mons. Rimedio, ormai prossimo all'ingresso nei cento anni d'età, nato il 1927 a Soriano Calabro e, dopo il suo percorso di parroco a Palmi, Polistena e Vibo e l'incarico di vicario generale della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ordinato vescovo per la diocesi di Lamezia Terme dove ha svolto tutto il suo mandato episcopale.
Padre Rosario tra altro, si è soffermato sul “concetto di mendicità” dal titolo del libro e riferito al Prelato sorianese affermando che “assume una valenza spirituale e teologica legata alla figura del 'mendicante di felicità', ossia mendicante di Dio e della gioia”. Ed ha proseguito: “il senso del 'mendicante” è “essere mendicante di senso … alla ricerca del Trascendente e dell'altro” che pone “al centro delle sue preoccupazioni... la Chiesa … per annunciare all'uomo di oggi la bellezza del vangelo di Cristo rendendo sempre ragione della propria speranza”.
Ha dato i saluti al vescovo ed ai convenuti il presidente della Biblioteca Calabrese, dott. Salvatore Inzillo, accompagnato dalla Direttrice dott.ssa Maria Teresa Iannelli, che hanno comunicato l'intento di presentare il libro anche nella importante istituzione sorianese appena verrà consegnata rinnovata alla comunità culturale.
Ha preso la parola il curatore prof. Filippo D'Andrea, teologo e filosofo, che ha parlato del libro scritto con una ventina di contributi tra testimonianze e studi di vescovi (il presidente della Pontificia Accademia di Teologia e vescovo emerito di Noto S.E. Mons. Antonio Staglianò; S.E. Mons. Francesco Milito, storico e vescovo emerito di Palmi-Oppido Mamertina), l'arcivescovo metropolita emerito di Reggio Calabria-Bova S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini), teologi (mons. Vincenzo Lo Passo, biblista dell'Istituto Biblico di Gerusalemme e già direttore dell'Istituto Teologico Calabro, Don Giuseppe Fazio, mariologo e psicologo; prof. Carmine Matarazzo, direttore del Biennio di Teologia Pastorale alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sez. San Tommaso d'Aquino; padre Giovanni Cozzolino o.m., già delegato della Pastorale Giovanile dell'Ordine dei Minimi ed autore di preziosi volumi su san Francesco di Paola; Mons. Filippo Ramondino, già vicario della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e direttore dell'Istituto di Scienze Religiose oltre che docente all'Istituto Teologico Calabro), filosofi (prof. Alberto Scerbo dell'Università “Magna Graecia”, prof. Luigi Mariano Guzzo dell'Università di Pisa), figure impegnate nel sociale (don Giacomo Panizza fondatore di Progetto Sud, don Ennio Stamile, già responsabile calabrese di Libera, l'avv. Francesco Bevilacqua, ambientalista e scopritore di luoghi sconosciuti), storici (prof. Sergio Tanzarella, presidente dell'Istituto di Storia del Cristianesimo della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sez. San Luigi Gonzaga, dove è ordinario oltre che docente all'Università Pontificia Gregoriana; prof. Vincenzo Villella, autore di importanti studi sulla Calabria).
- La prefazione al libro è di S.E. Mons. Giuseppe Schillaci, al tempo dell'uscita del volume vescovo di Lamezia Terme ed ora di Nicosia, che ha voluto finanziare il progetto editoriale, consegnare una copia ad ogni sacerdote e diacono della diocesi lametina ed e fare la prima presentazione in Cattedrale. Mentre la postfazione è del cardinale di Napoli, Sua Eminenza Mons. Domenico Battaglia, proveniente dal clero calabrese.
Filippo D'Andrea ha voluto pure ringraziare la generosa e valente dott.ssa Cristina Florio, direttrice della prestigiosa casa editrice “Sanpino” di Pecetto Torinese (Torino).
Il Curatore - autore anche di altri due volumi sul vescovo Rimedio - “Pensieri di un Pastore” del 1997 e “Un vescovo e la fedeltà a Dio ed all'uomo” del 2006, ed un lungo saggio introduttivo nella opera omnia “In veritate et Caritate. Per un itinerario di fedeltà a Dio e all'uomo”, del 2002 - ha voluto porre l'episcopato rimediano sulle coordinate del suo motto “In veritate et charitate”, tra ragione e fede/carità in cui la sua finezza filosofica e teologica è saldata ad uno stile pastorale di crescita della comunità cristiana ed umana e del suo territorio diocesano. Un vescovo che ha saputo comiugare spiritualità, cultura e amore al prossimo, sia come relazionalità interpersonale che amore “per la sua gente”.
Le conclusioni del Vescovo emerito sono state dense di ricordi, aneddoti, parole cariche di amore per il suo paese natale Soriano Calabro. Egli ha ringraziato i Padri Domenicani per l'ospitalità ed i Sorianesi per la presenza, oltre ad aver ringraziato il prof. Filippo D'Andrea per la realizzazione del libro in suo onore e le quattro presentazioni, compresa l'ultima nella comunità dove è nato e cresciuto fino all'ingresso in seminario, a 12 anni d'età, e con ritorni in particolari periodi per stare con la famiglia. Mons. Rimedio ha ricevuto un'accoglienza calorosa dai suoi compaesani, facendo emozionare coi suoi ricordi di personaggi ed eventi dagli anni '30 della sua infanzia accendendo memoria collettiva dei più anziani, ed incuriosendo le generazioni successive. Il suo parlare sempre pacato e mite ha provocato un'atmosfera di ascolto attento e di riflessione profonda nel mentre spaziava dai temi di storia locale a quelli di fede e di testimonianza cristiana. Il messaggio che ha lasciato è stato di speranza: “Bisogna aprirsi ad una Soriano nuova”, proseguendo su un percorso comunitario sempre più aderente al Vangelo. E Soriano - ha detto il Vescovo emerito - ha dimostrato nella sua storia una forte fede popolare, alimentata da tanto bene spirituale, morale ed anche miracoli che san Domenico nel tempo ha operato per grazia di Dio nella popolazione. Precisamente ha affermato che “San Domenico ha il corpo a Bologna, nella sua basilica, ma lo spirito è a Soriano” dove si è reso presente fin dagli inizii del 1500 e nei modi più belli ed amorevoli verso i sorianesi. E la popolazione non dimentica l'opera del domenicano bolognese padre Bonaventura Presti che ricostruì in forma monumentale il convento dopo la sua distruzione a causa del terremoto del 1659. Le conclusioni di mons. Rimedio hanno il sapore del messaggio epocale: si attende una “nuova Soriano” sulla scorta della figura di san Domenico che da decenni gode di una rinnovata presenza dei suoi figli spirituali. E come hanno ricordato i Frati Predicatori: quello di Soriano è l'unico convento domenicano attualmente in Calabria, ed è stato tra i più grandi ed importanti d'Europa, frequentato abitualmente dal grande filosofo Tommaso Campanella. Religiosi che rendono viva la purezza del loro carisma con l'abito di un bianco splendente come segno dell'unione con Dio nel loro impegno teologico e catechetico nel corso dei secoli e che illumina il cammino di questa antica e attiva comunità, conosciuta in tutto il mondo per i mostaccioli, ma anche per i laboratori di terracotta e la lavorazione del vimini. Quindi, un popolo laborioso, creativo, religioso, che ha tutte le risorse per promuovere quella “Soriano nuova” auspicata dal - come lo ha definito il prof. D'Andrea - Patriarca della Calabria.
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