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Amendolara- È in corso ad Amendolara la manifestazione organizzata dalla Cgil per le strade di Amendolara marina dopo l'omicidio di 4 braccianti - tre afghani e un pachistano - avvenuto lunedì scorso. Alla testa del corteo il segretario generale Maurizio Landini e quello della Flai Cgil Giovanni Mininni. Diverse migliaia i partecipanti. Nel corteo anche delegazioni di braccianti stranieri e lavoratori provenienti da tutta Italia. Oltre alle bandiere delle varie sigle riconducibili alla Cgil sono presenti, tra le altre, delegazioni del Partito democratico, del M5s, di Libera, di Rifondazione comunista, dell'Anpi e di Legambiente. Il corteo si muove ordinatamente intonando slogan per la sicurezza e la legalità nei luoghi di lavoro. "Basta morti e clandestinità", dicono i manifestanti.  La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, è arrivata ad Amendolara ed ha preso posto in testa al corteo della Cgil accanto al segretario generale Maurizio Landini.

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Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e quello della Flai Cgil, Giovanni Mininni, hanno deposto due corone di fiori alla stazione di servizio di Amendolara, al chilometro 395 della Strada statale Jonica, dove lunedì scorso sono stati uccisi i quattro braccianti, prima dell'inizio della manifestazione organizzata dalla Cgil. "Questa tragedia rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato. È il momento che tutti, uscendo dall'ipocrisia, dicano basta a questo sistema". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, prima dell'inizio della manifestazione ad Amendolara dove sono stati uccisi lunedì scorso i quattro braccianti. "Questo sistema - ha proseguito - mette in discussione la dignità, l'umanità, la vita stessa delle persone. C'è bisogno che ci sia una reazione da parte di tutti i soggetti politici e istituzionali, imprenditoriali, perché ci sono tutti gli strumenti legislativi, e non solo, per poter invertire questa tendenza e bloccare questo sfruttamento che sta portando alla morte delle persone". 

 "Il governo applichi le leggi che ci sono. Se si vuole intervenire bisogna rafforzare i controlli, fare le assunzioni, mettere nelle condizioni gli ispettorati e tutti i soggetti di fare quello che fanno o quello che dovrebbero fare". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, prima dell'inizio della manifestazione ad Amendolara. "Rispetto alla legge in vigore - ha proseguito - tutto quello che viene chiamato prevenzione in realtà non viene fatto. Ogni territorio, ogni Comune, avrebbe la possibilità di istituire una vera e propria sezione in cui tutte le parti sociali, e i soggetti, discutono di cosa succede su quel territorio rispetto alle questioni che riguardano i lavori in agricoltura. Quindi discutere del problema della casa, dei trasporti, affrontare le cose che vanno affrontate, compreso il rispetto dei contratti e delle leggi. Ci sono alcuni territori, alcune realtà, dove queste cose si stanno facendo e questo sta dando dei risultati". 

"C'è bisogno di una rivolta morale e sociale, delle coscienze, non si può continuare a far finta di non vedere quello che sta succedendo, regolarmente, nel nostro Paese. Vale per l'agricoltura, per l'edilizia, per la logistica, al Sud come al Nord. Tutto questo avviene da un lato perché non si applicano le leggi o perché si sono fatte leggi che stanno favorendo l'appalto, il subappalto, il sottoappalto, il fintoappalto". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, alla manifestazione indetta dal sindacato ad Amendolara. "Basta, c'è bisogno che a partire dal governo ci si assuma la responsabilità di applicare le leggi che ci sono, a partire da quella contro il caporalato", ha aggiunto Landini. "Stiamo avanzando una proposta precisa che già avviene in edilizia e che si può fare in agricoltura: è possibile misurare quante ore di lavoro servono per ogni impresa. Di ogni ettaro di terreno si sa quanta produzione fa e quante ore servono per lavorare. Costruire questo rapporto significa che se ho dei terreni, e mi servono 1.000 ore di lavoro a persona, devo avere 1.000 ore di lavoro a persona regolari. Quando non avviene bisogna che si intervenga", ha detto Landini.

Tridico: "Siamo ad Amendolara per denunciare che tutto il sistema è marcio"

"È tutto un sistema che purtroppo è marcio. È marcio perché non si può permettere a quattro persone, lavoratori, di essere sfruttati fino alla morte. Perché questo è successo, soltanto per aver chiesto i loro elementari e basilari diritti, ovvero il proprio salario". Ad affermarlo è l'europarlamentare del M5S, Pasquale Tridico, presente oggi ad Amendolara alla manifestazione "Mai piu'" promossa dalla Cgil e dalla Flai nazionale. "Oggi siamo qui - ha sottolineato Tridico - esattamente per dire questo, per denunciare questa vergogna e soprattutto per far vedere la parte bella della Calabria perché qui c'è una grande speranza. C'è una speranza di un popolo che non accetta questo sfruttamento, non accetta il caporalato. Bisogna applicare le leggi che ci sono".

Schlein: "Il governo ha speso solo il 10% delle risorse Pnrr per i ghetti"

"Questo governo due anni fa, il 5 giugno del 2024, ha nominato un commissario per il superamento degli insediamenti abusivi, dei ghetti, aveva 200 milioni a disposizione del Pnrr. Si chieda al governo, in due anni, quante di quelle risorse che scadono quest'anno hanno utilizzato con il loro commissario. A noi risulta che siano poco più di 20, meno del 10%. Quindi il governo faccia ciò che deve fare". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della manifestazione della Cgil ad Amendolara. "Tutti dobbiamo cooperare per fare emergere lo sfruttamento, sostenere lavoratrici e lavoratori, rafforzare i percorsi delle vittime e rafforzare la legge 199", ha aggiunto. "Sarà impossibile dopo quello che è successo qui ad Amendolara, quando mangiamo quelle meravigliose fragole di colore rosso, non pensare che sia il colore del sangue che troppi lavoratori stanno versando. Lo sfruttamento è una piaga strutturale ed è nostro dovere affrontarla. Noi come opposizione siamo disponibili a fare la nostra parte anche in Parlamento", ha concluso. 

Fratoianni: "Ad Amendolara per dire basta con l'ipocrisia"

"Siamo qui per dire basta con l'ipocrisia in questo Paese di chi fa finta di non vedere ciò che vedono tutti. Per dire basta all'idea che il lavoro sia sempre più marginalizzato, sfruttato, umiliato". Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana e co-leader di Avs Nicola Fratoianni a margine della manifestazione della Cgil ad Amendolara. "Il governo ogni Primo maggio fa un decreto lavoro e fa un grande scherzo a lavoratori e lavoratrici. In queste ore c'è un emendamento della maggioranza che punta a incentivare e legittimare i contratti pirata, quelli che avevano messo fuori legge con l'ultimo intervento normativo", ha aggiunto. "Abbiamo una ministra invisibile, la ministra Calderone che si sveglia solo quando c'è un clamoroso fatto di cronaca, una tragedia, l'ennesima. Per il resto dell'anno non sappiamo dove sta. Siamo qui per dire basta col caporalato, per chiedere più controlli e basta con un governo che continua a considerare il lavoro, lavoratori e lavoratrici come pietre di scarto", ha detto Fratoianni. 

Mininni: "Non è possibile fare finta di non vedere il problema del caporalato"

"Siamo qui, dopo pochi giorni dalla morte incredibile dei quattro braccianti arsi vivi, proprio per accendere un riflettore ancora di più su un tema che non è più possibile che si faccia finta che non esista. Ogni anno partono le campagne di raccolta e ogni anno puntualmente si verificano stragi di questo tipo, morti di questo tipo, perché ormai c'è uno strapotere in tante zone dell'Italia da parte dei caporali, a volte della criminalità organizzata, che impedisce e calpesta i diritti delle persone che lavorano". Ad affermarlo è stato il segretario nazionale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, presente alla manifestazione "Mai più" ad Amendolara. "Il problema - ha evidenziato - è intervenire velocemente su queste cose, sapendo che il problema non sono solo i caporali, ma sono soprattutto le imprese. Perché sono le imprese che ingaggiano i caporali. E le forze di polizia, che stanno facendo le indagini, la magistratura, su questo caso, soprattutto, devono andare fino in fondo, non scoprire solo chi sono stati quelli che hanno dato fuoco, ma anche quelli che sono stati dietro loro, i mandanti probabilmente, o comunque chi organizzava questa rete di caporali pakistani". "Noi come Flai Cgil - ha detto il segretario - proponiamo di applicare le leggi che già ci sono, ma che devono funzionare. La legge 199 contro lo sfruttamento e il caporalato deve funzionare nella sua parte preventiva, funziona solamente la parte repressiva, il tavolo sul caporalato deve essere riconvocato, perché sono oltre due anni che questo governo l'ha insabbiato, e, soprattutto, bisogna cancellare la Bossi-Fini. Bisogna fare una serie di interventi che rendano e valorizzino l'immigrazione nel nostro Paese come un valore". "E poi - ha concluso Mininni - non bisogna mai dimenticarsi di una cosa: che sotto caporale e sotto sfruttamento ci sono ancora oggi migliaia di donne e di uomini italiani. E quindi la nostra battaglia è per tutte le lavoratrici e i lavoratori di ogni colore".